Concessione A22: via libera dal ministero

La tratta autostradale Campogalliano-Brennero sarà gestita da una società “inhouse” interamente pubblica con il Trentino Alto Adige oltre la maggioranza assoluta. Il nodo della liquidazione dei soci privati. Investimenti per oltre 4 miliardi di euro in trent’anni di concessione. I pedaggi caleranno. 

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concessione A22
Da sx, il president edel Cipe e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, il ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Danilo TOninelli, e Arno Kompatscher, presidente della regione Trentino Alto Adige.

A seguito della riunione del Cipe a Roma, divisa in una seduta mattutina e in una serale, il rinnovo della concessione A22 dell’autostrada del Brennero è cosa fatta: la Modena-Brennero sarà gestita dagli enti locali dei territori attraversati (con quelli del Trentino Alto Adige oltre la maggioranza assoluta) per altri 30 anni, attraverso una societàinhouseinteramente pubblica, che potrà essere la stessa Autobrennero Spa, una volta liquidato il 14,1575% del capitale ancora detenuto dai soci privati, oppure dalla già costituita BrennerCorridor, qualora non si raggiungesse un accordo soddisfacente con gli azionisti privati i quali puntano al rilancio reclamando anche una fetta del “tesoretto” di 700 milioni di euro accantonato in esenzione fiscale per il Fondo ferrovia.

In questo modo, termina una diatriba istituzionale tra gli enti locali e proprietari di Autobrennero Spa e lo Stato durata ben 5 annitra tentativi di accordi e rinvii, rilanci e marce indietro, con il rischio di buttare tutto all’aria all’ultimo momento e apre la strada al rinnovo “in house” anche per Autovie Venete. Con l’accordo raggiunto tra Arno Kompatscher (presidente della regione Trentino Alto Adige e maggiore singolo azionista di A22) e il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, presente il titolare del Cipe e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, si apre una nuova epoca nella gestione delle opere pubbliche, che lascia in modo virtuoso le risorse ai territori, valorizza le specificità logistiche locali e consente di trasformare quelli che una volta erano dividendi in ulteriori investimenti a beneficio della qualità del servizio erogato.

Con il nuovo sistema tariffario varato dall’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), applicato per la prima volta alla concessione A22, gli investimenti medi annui passano dagli 83,5 milioni della vecchia gestione a 138 milioni, per un valore complessivo di circa 4,1 miliardi nei trent’anni di durata della concessione. Al tempo stesso, viene fortemente contenuta la dinamica delle tariffe, con un aumento medio annuo che passa dal 3,1% a una percentuale non superiore all’1,1% per tutta la durata della concessione, quindi inferiore all’inflazione programmata, fatto storicamente mai accaduto e che avrà ripercussioni anche sull’importo dei pedaggiche sono destinati a calare, soprattutto per il traffico leggero. Viceversa, per il traffico pesante, con l’introduzione del pedaggio ambientale, saranno penalizzati i trasporti di merci su veicoli maggiormente inquinanti, favorendo il passaggio delle merci dalla gomma alla rotaia tramite il potenziamento del servizioRo.La” attraverso i centri intermodali di Trento e del Quadrante Europa a Verona, oltre al realizzando centro intermodale di Isola della Scala.

L’applicazione del sistema tariffario elaborato dall’Art alla concessione A22 fa sì che gli utili medi annui della concessionaria scendano da 73,1 milionia 37,7 milioni, garantendo comunque la sostenibilità’ del Piano Economico Finanziario, riportando a valori di mercato la redditività della concessione, che passa dal 24% al 7% circa.

Ora rimane da varare il vertice della nuova concessionaria: il consiglio di amministrazione di Autobrennero Spa è già scaduto. Gli azionisti si sono impegnati a proporre i candidati entro il 24 maggio prossimo, previa approvazione di una leggina da parte della regione Trentino Alto Adige che riporta a 14 dai 5 previsti i posti nel consiglio di Autobrennero per soddisfare le legittime esigenze dei soci della tratta tra Verona e Modena, altrimenti destinati ad essere tagliati fuori. Sarà interessante vedere chi sarà il nuovo amministratore delegato della società, visto che i vertici attuali non possono essere riconfermati. Tocca al presidente della provincia di Trento esprimere il vertice operativo dopo due mandati ad uno espressione della provincia di Bolzano.

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