Tav Brescia-Venezia: per Ance Veneto la carenza dei finanziamenti è il problema maggiore

Salmistrari: «lo “Sbloccacantieri” non sbloccherà nulla». Zoppas: «bisogna fare sistema. Ferrovie gravemente penalizzate dal mancato sviluppo». 

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Il completamento della linea TAV Brescia-Venezia è al centro delle preoccupazioni degli imprenditori del Veneto, regione che rischia di essere tagliata fuori dalla rete dei treni ad alta velocità, penalizzando lo sviluppo e la competitività del sistema economico della regione.

«Non è nel nostro stile fare polemica, ma è evidente che la carenza di finanziamenti e investimenti per le Tav e per la infrastrutture in generale è uno dei problemi maggiori e rappresenta una priorità – ha detto il presidente di Ance Veneto,Giovanni Salmistrari -. Da più parti si sente dire che l’edilizia e le infrastrutture permetterebbero di far crescere l’economia e il Paese, ma poi tutto rimane lettera morta e nei fatti non viene fatto nulla. Questo Governo, come accaduto con altri in passato, privilegia la spesa corrente rispetto agli investimenti».

Riguardo al Veneto, in particolare, per il presidente dei costruttori «ha bisogno di infrastrutture per essere competitivo. E’ tutto il Paese però che ha bisogno di investimenti per tornare a correre. E’ chiaro che siamo in una fase di recessione e per uscirneservono investimenti in infrastrutture. Questo non solo per il nostro settore, ma per il sistema economico nel suo complesso».

Infine, sullo “Sbloccacantieri”, «l’Ance Veneto ha un doppio parere, positivo e negativo. E’ un segnale positivo perché, da un lato, corregge alcune storture della legge sui lavori pubblici ma, dall’altro lato, non sbloccherà nulla perché non contiene delle norme incisive. Come ho detto più volte, fino a quando gli amministratori e funzionari pubblici avranno l’incubo del danno erariale non firmeranno nulla e tutto resterà fermo».

Sulla TAV Brescia-Venezia interviene anche Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Veneto: «le problematiche evidenziate dal presidente di Assindustria VenetoCentro, Massimo Finco, si sommano a quelle delle altre associazioni territoriali venete che, come si evince dal piano delle Ferrovie dello Stato, sono gravemente penalizzate dal mancato sviluppo infrastrutturale. Concordando sull’opportuna strategicità di un lavoro di squadra, ho avuto un confronto con l’assessore regionale alle infrastrutture, Elisa De Berti con cui ci siamo trovati d’accordo nel mettere a sistema ad un tavolo, in termini di lavoro, tutte le istanze rilevate dai territori insieme alle rappresentanze di categoria regionali interessate dal tema».

Secondo Zoppas «l’obiettivo è fare sistema per lo sblocco delle opere che oggi avanzano ad una velocità incompatibile con lenecessità di sviluppo e competitività del territorio. Iniziando dalla necessità immediata dello sblocco dei cantieri e dalla definizione di un piano strategico di sviluppo al medio termine dove tutti gli attori coinvolti, non solo su scala regionale, si prendano i propri impegni. Propongo quindi di mettere tra le prime priorità il tratto della Tav Verona-Padova».

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