Mercato siderurgico in crescita anche nel 2019 grazie al nuovo polo tra Lombardia e NordEst

Il mercato dell’acciaio sta attraversando periodo di forti cambiamenti. 

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Mercato siderurgico

Il mercato siderurgico in Italia, seppur in rallentamento, continua a far registrare un segno positivo anche grazie alla crescita, negli ultimi anni, di un nuovo polo della siderurgia tra la Lombardia e il NordEst. D’altronde un passo di questo tipo si rivela necessario, considerando che il mercato dell’acciaio sta attraversando un periodo di profondi cambiamenti: oltre a nuovi protagonisti esteri che crescono, come ad esempio la Cina, bisogna mettere in conto anche la crisi di certi comparti specifici interni alla siderurgia.

L’andamento del mercato siderurgico nel 2019

I primi cinque mesi del 2019 hanno visto un mercato siderurgico in crescita, anche se in percentuale moderata (+1,3%). Pur nella sua relativa lentezza, questo andamento rappresenta comunque un dato incoraggiante per il futuro a breve termine del comparto dell’acciaio anche, e soprattutto, se poi lo si confronta con i dati appartenenti al mercato europeo, dove la crescita prevista appare minore. Se si analizza l’andamento del comparto più approfonditamente, non si può non notare come lo scorso anno si sia arrivati a toccare una crescita del 2% nell’arco dei 12 mesi totali: quindi in effetti la crescita odierna appare più moderata. Secondo gli esperti, nel 2020 la percentuale scenderà ancora, mantenendo comunque però il segno positivo (+1%).

Andando a confrontare questi dati in scenario europeo, si può avere la prova che le percentuali del mercato italiano, pur non elevate, rappresentano in ogni caso un’eccezione. Questo per via del fatto che la zona UE ha visto un incremento nel 2019 limitato allo 0,3%, dopo la crescita del 4% registrata nel 2018. Buone e cattive notizie, dunque, si fondono: da un lato le percentuali restano positive, dall’altro si nota una sostanziale decrescita diffusa.

Il nuovo asse dell’acciaio tra Veneto e Lombardia

All’interno di questo quadro generale, si rafforza in particolare il NordEst: a fronte del progressivo indebolimento dell’importanza dell’ex siderurgia di Stato, va crescendo di contro il peso di alcuni poli siderurgici regionali, specialmente se si parla del Veneto e della Lombardia. Si tratta nello specifico del triangolo formato tra Brescia, Udine e Cremona e che ad oggi rappresenta l’epicentro dell’industria italiana dell’acciaio, in special modo se si guarda ad un settore importante come le esportazioni. Questo polo oggi cresce anche grazie alla forte spinta verso l’innovazione, data da grandi industrie venete specializzate nella piegatura e curvatura tubi acciaio inox e altri metalli, come Siera, così com’è stato anche sottolineato nel corso dell’ultimo Made in Steel. Per quanto concerne questo triangolo, in cima alla classifica è Brescia, con un controvalore in termini di export pari a 1.587 milioni di euro e con una crescita del +19,2%, mentre al secondo posto si piazza Udine, con un controvalore leggermente più basso (1.541 milioni di euro) ma con un incremento più forte (addirittura +41%). Chiude Cremona con 1.121 milioni di euro e con il +21%.

Il nuovo polo sta spingendo il settore siderurgico in Italia nel 2019, ma la strada da fare risulta essere sicuramente ancora lunga, soprattutto se l’obiettivo è quello di una costante e continua ricerca dell’innovazione.

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