A trent’anni dal primo CD, la pianista greca Eleni Karaindrou presenta il suo secondo lavoro

“Tous des oiseaux” (ECM Records) è la colonna sonora di una pièce teatrale con sullo sfondo il conflitto israelo palestinese.  Di Giovanni Greto 

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Eleni Karaindrou

A trent’anni dal primo CD, “Music for Films”,inciso nel 1989 per l’etichetta di Monaco di Baviera di Manfred Eicher, la compositrice e pianista greca Eleni Karaindrou (Techio, 25 novembre 1941) esce con un nuovo CD di musiche originali, composte per una pièce, “Tous les oiseaux” e per un lungometraggio, “Bomb. A Love Story”.

Nel lavoro teatrale la storia, ambientata in Israele, riflettendo sulle complessità del concetto di identità culturale, si sviluppa come un affresco epico sullo sfondo dell’irrisolvibile conflitto israeliano-palestinese. Il film parla di una drammatica storia d’amore, ambientata in una Teheran bombardata senza sosta nel 1988, al culmine della guerra tra l’Iran e l’Iraq.

Per chi non conosce la sua musica, il CD ne è un esempio significativo. Attenta alle dinamiche e nello stesso tempo alla qualità del suono, nel suo secondo lavoro la compositrice, in 37 minuti dà vita a 12 tracce che penetrano nella profondità dell’animo umano. L’andamento spesso lentissimo, la semplicità e la bellezza dei temi, la discretezza nell’esecuzione, con le note tenute a lungo, esprimono una malinconia e una tristezza che però sono sensazioni positive, perché, alla maniera di un rimedio naturale, fanno emergere ciò che ogni persona nasconde senza rendersene conto, cosicchè alla fine si sente consolata, confortata se recentemente colpita da accadimenti dolorosi. C’è un’orchestra d’archi che crea un ideale tappeto sonoro per l’ingresso degli altri strumenti, sapientemente selezionati dall’autrice: il ney, flauto della musica persiana; la lira di Costantinopoli; il kanonaki, antenato del salterio; la fisarmonica; il flauto traverso; l’oboe; la parche ma essenziali percussioni. E in quattro frammenti la voce di Savina Yannatou (Atene, 16 marzo 1959), la quale, attraverso tenui sussurri, acuisce quella morbida sensazione di brivido che spesso provoca l’ascolto. La sua bravura e sensibilità tocca l’apice in “Lament”, due minuti e 50 secondi di sola vocalità che inducono a trattenere il respiro.

La musica per il film, in un arco temporale di ventuno minuti, ha un carattere più cameristico. Accanto agli archi entrano strumenti diversi come il fagotto, che Eleni ama particolarmente, il mandolino, il liuto e in quattro tracce il pianoforte, accarezzato affettuosamente da lei stessa.

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