I primi 70 anni della Distilleria Marzadro di Nogaredo guardando al futuro

La prestigiosa azienda della Vallagarina fondata nel 1949 da Sabina Marzadro ha fatto molta strada, diversificando negli ultimi anni anche nel settore del vino e dell’olio acquistando la tenuta Madonna delle Vittorie ad Arco (Trentino). Già in azienda la terza generazione. Una festa diffusa per celebrare l’evento. 

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I titolari e i dipendenti della Distilleria Marzadro

All’insegna di una “festa diffusa” nella comunità che da sempre è stata la sua culla, la Distilleria Marzadro ha deciso di celebrare i suoi primi 70 anni di vita con un evento offerto ai concittadini di Brancolino di Nogaredo. Nel solco di un autentico legame con il territorio che la famiglia Marzadro vuole sottolineare con forza, lo spirito dell’evento è quello di festeggiare “insieme” con il proprio paese, con la propria gente e con quanti hanno contribuito a rendere grande Distilleria Marzadro in 70 anni di attività, anni durante i quali quasi tutte le famiglie della frazione hanno avuto un proprio componente attivo nella Distilleria.

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Stefano Marzadro

«Questo appuntamento è per noi molto importante – spiega il presidente di Distilleria Marzadro, Stefano Marzadro -. Sentiamo molto forte il legame con il territorio. Con il nostro territorio. Che è sempre stato decisivo nel nostro modo di produrre distillati, ma anche nel mantenere e consolidare il senso di famiglia che da sempre ci caratterizza. Questa festa non poteva non coinvolgere l’intero paese, che è sempre stato protagonista della nostra storia esattamente come noi. A Brancolino tutti siamo cresciuti con il profumo della vinaccia – dice Stefano Marzadro che è nato e cresciuto sopra la distilleria -. Il nostro legame con il territorio è il legame con le persone. Questa festa è per ringraziarle tutte e per far capire ai nostri clienti e fornitori che per noi, questo territorio è realmente punto di riferimento e di sostegno».

«Vogliamo far capire ai nostri partner che Distilleria Marzadro non resta ferma – ribadisce Stefano Marzadro -. Anzi, guarda a innovazioni, nuove sperimentazioni, nuovi investimenti. Con la terza generazione Marzadro, già in azienda, siamo in grado di garantire una continuità economica e produttiva solida ed efficiente».

In quest’ottica rientrano gli investimenti che sono stati fatti recentemente nella tenuta vitivinicola Madonna Delle Vittorie, ad Arco, sulla sponda nord del Lago di Garda, dove si producono olio e vino (fermo e spumante) e si svolge attività agrituristica. «In famiglia siamo in 43 tra fratelli, nipoti e pronipoti – spiega Anna Marzadro, responsabile della tenuta vitivinicola -. L’acquisizione di Madonna Delle Vittorie nasce dalla volontà di arrivare a festeggiare i cento anni del Gruppo Marzadro, guardando oltre la grappa, dando la possibilità ai nostri nipoti di contare su una saggia diversificazione del nostro business. Anche Madonna Delle Vittorie è, non solo un modo per valorizzare il nostro territorio e i nostri prodotti tipici, ma anche la realtà che ci permette di proseguire negli insegnamenti dei nostri genitori, papà Attilio e mamma Teresa, vera capostipite della famiglia, ancor oggi, a quasi 91 anni, attiva in azienda con stimoli e validi consigli». La tenuta produce 30.000 bottiglie di spumante Trento Doc e 20.000 di Gewürztraminer con 25 dipendenti.

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La sede della Distilleria Marzadro a Nogaredo

Ulteriori investimenti saranno effettuati nel 2019 in ambito “Industry 4.0”, per circa 800.000 euro, con l’obiettivo di ottimizzare i processi produttivi in ambito tecnologico e digitale con l’obiettivo di arrivare a produrre entro fine announ milione di litri di invecchiato, cifra che corrisponde ad un fabbisogno di mercato di più di tre anni. Si tratta di una garanzia per il futuro e della conferma che il mercato nazionale e internazionale apprezza sempre più la grappa invecchiata, settore dove Marzadro è un marchio di sicuro riferimento.

Distilleria Marzadro ha 73 dipendenti e produce 1,5 milioni di bottiglie l’anno. Può contare su 3.000 botti di proprietà per l’affinamento dei distillati. I ricavi del 2018 ammontano a 20,9 milioni di euro (+1,5% rispetto al 2017). Nei primi quattro mesi del 2019 i ricavi hanno registrato un ulteriore incremento del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2018. L’Ebitda (il margine operativo lordo) si attesta sul 14,9% dei ricavi contro il 12,2% dell’anno precedente, mentre l’Ebit sale al 10,7% contro l’8,3% del 2017. La quota di export raggiunge complessivamente il 20% del fatturato – 30%, se si considera solo la grappa – e si rafforza in particolare in Germania, destinazione che copre più del 60%della quota di esportazioni, Svizzera e Austria.

Tra i prodotti di punta di Distilleria Marzadro ci sono “Le Diciotto Lune”, grappa che prende il nome dal numero dei mesi di invecchiamento; “Giare”, linea di grappe invecchiate 36 mesi; “Espressioni”, dove l’invecchiamento varia dai 4 ai 6 anni; “Affina” il prodotto più prestigioso, invecchiato 10 anni; “Anfora”, dove viene affinata la tecnica di micro-ossigenazione della grappa attraverso l’invecchiamento in anfore di terracotta. Quest’anno l’azienda si concentra sul lancio del nuovo “Luz Gin”, su “Altolago Vermut” e sulla linea “Infusioni”, prodotti dedicati ad un pubblico più giovane.

Dammi una Marzadro!”, b i contadini di ritorno dal lavoro nei campi, entrando nel bar del paese. Mai capitava che un liquore fosse chiamato con il nome di una famiglia. Con Distilleria Marzadro, invece, succedeva. Erano gli anni del Dopoguerra, dal 1949 in poi, quando la povertà, presente soprattutto nei territori di montagna, e i pesanti strascichi della guerra lasciavano pian piano il posto all’intraprendenza, all’iniziativa, ai sogni.

La storia di Distilleria Marzadro, azienda produttrice di grappa a Nogaredo, in provincia di Trento, al quarto posto nella classifica dei primi dieci produttori italiani di distillati, è la storia di un sogno. Il sogno di una giovane donna, Sabina Marzadro, che, con tenacia e determinazione, ha posto le basi e sviluppato una realtà imprenditoriale ancora oggi fondata sulla qualità del prodotto e sui valori familiari.

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Attilio Marzadro all’opera con il primo alambicco a bagnomaria.

La grappa era il suo destino: trascorsi 12 anni a Roma come cameriera nella casa di un deputato della Repubblica, Sabina tornò in Trentino con la ferma intenzione di cambiare vita e di cominciare a distillare. Assieme al fratello Attilio, da sempre attivo contadino, cominciò a perfezionare la tecnica di distillazione della vinaccia fresca, che arrivava nella vecchia casa di Nogaredo in grandi quantità. Da lì ad avere la fila di acquirenti, da accontentare con una moto Guzzi e un sidecar che Attilio portava in giro stracolmo di bottiglie da vendere, il passo fu breve.

Materia prima ottima, prezzi contenuti, passione, impegno e ferrea volontà sono stati gli ingredienti che nel tempo hanno portato al successo Distilleria Marzadro. Successo che ha avuto tante tappe: come quella del 1964, quando divennero indispensabili un impianto di distillazione più efficace e spazi più ampi. Ma anche uffici e una grande pesa, nuovi alambicchi e un piccolo negozio. Le redini dell’azienda erano passate al fratello di Sabina, Attilio Marzadro, che sviluppò la produzione e la commercializzazione della grappa. Pur rimanendo nel solco della tradizione e delle ricette di Sabina, che raccoglieva erbe alpine spontanee, bacche e radici e sperimentava, annotando diligentemente su un taccuino, infusioni con la grappa. Un patrimonio ricco e prezioso che il fratello Attilio prima e i sei figli poi (Stefano, Erino, Andrea, Elena, Anna e Fabiola) hanno portato avanti nel tempo, assieme ai segreti dell’arte di distillazione.

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La festa della vendemmia.

Nel 1975 una seconda rivoluzione: Distilleria Marzadro lanciò la grappa monovitigno prodotta con le vinacce di Marzemino. Una novità assoluta, un successo immediato. E l’ingresso nella diversificazione di prodotto e nell’innovazione delle tecniche produttive, da sempre caratteristica che distingue Marzadro da ogni distilleria classica. Alle grappe di monovitigno, si aggiunsero ben presto i liquori a base grappa, come quelli al mirtillo; la sperimentazione sulla grappa invecchiata che portò poi alla nascita di Le Diciotto Lune; la messa a punto di Anfora, prima grappa in assoluto ad essere invecchiata in anfore di argilla con la tecnica della micro-ossigenazione.

Oggi, il catalogo di Distilleria Marzadro è ricchissimo: nel segmento delle grappe invecchiate, sempre più apprezzate dal mercato, c’è Le Diciotto Lune Botte Porto, la linea “Giare”, 36 mesi di invecchiamento, “Espressioni”, invecchiamento dai 4 ai 6 anni, e “Affina”, il prodotto più prestigioso, per consumatori che apprezzano un invecchiamento di dieci anni. Ma anche prodotti innovativi come quelli dedicati alla mixology: gli ultimi nati, protagonisti indiscussi di Vinitaly 2019, sono i prodotti della linea “Infusioni”, il “Luz Gin” e l’“Altolago Vermut”.

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L’arrivo delle vinacce in distilleria.

I successi passati e le sfide future sono al centro dei festeggiamenti per i 70 anni di Distilleria Marzadro. «Mio padre mi ha sempre lasciato sbagliare. E per questo lo ringrazierò sempre – dice Stefano Marzadro -. Nella nostra storia siamo sempre rimasti uniti come famiglia e abbiamo saputo distinguerci tra gli altri produttori di grappa per l’attaccamento alla artigianalità, da cui non ci siamo mai discostati”.

L’anniversario dei 70 anni sottolinea anche il definitivo ruolo operativo della terza generazione della famiglia Marzadro, composta da Mattia, Alessandro (figli di Stefano), Stefania e Luca (figli di Andrea).  Nel solco di un’unità familiare e di una continuità aziendale, che restano il vero segreto della stabilità e del successo di Distilleria Marzadro.

La festa, su invito, riguarderà circa 800 persone, tra i residenti del borgo, i dipendenti e i loro familiari e tutta la forza vendita dell’azienda e affollerà le vie del centro storico di Brancolino chiuse al traffico per l’occasione per ospitare le tavolate della cena e il successivo evento musicale. Festa che continua anche il giorno dopo sempre a base di cocktail e musica.

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