L’orso M49 “Maurizio”, catturato e rinchiuso nella notte, si fa beffe di tutti scavalcando le recinzioni, fuggendo

Scorno dei vertici della provincia di Trento che ne hanno deciso la cattura e degli stessi forestali. Diffida del ministro all’Ambietne Costa alla soppressione dell’orso fuggitivo. 

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Il centro faunistico del Casteller con l'orsa DJ3

La cattura e la successiva fuga dell’orso M49Maurizio” dalla riserva del Casteller dove ha soggiornato solo poche ore gettauna pessima luce sull’operato dei Forestali trentini e della stessa giunta provinciale che ne ha fortissimamente voluto la cattura per dare un facile capro espiatorio alle categorie agricole che lamentano i danni della sua presenza.

M49 Maurizio” è stato catturato dal personale del Corpo Forestale Trentino nel cuore della notte tra domenica e lunedì sui monti della val di San Valentino, nel territorio di Porte di Rendena, in applicazione di una discutibile e contestata (al mondo ambientalista) ordinanza del presidente delle Provincia di Trento Maurizio Fugatti. Portato nell’area faunistica del Casteller, a Trento Sud, dove è giunto poco dopo le ore 3.00 di lunedì, l’orso M49 Maurizio” è tuttavia riuscito a scavalcare le molteplici barriere, anche elettrificate, alle prime luci dell’alba, e ad addentrarsi nel bosco fuggendo sule pendici del monte Marzola, sul limitare del quartiere collinare di Villazzano di Trento.

Una fuga che ha lasciato di stucco tutti, dai Forestali al presidente della giunta provinciale, Maurizio Fugatti, che avvisato della fuga ha voluto subito rendersi conto di quanto avvenuto, con relativa conferenza stampa convocata tra capo e collo. Assieme agli assessori all’agricoltura Giulia Zanotelli e a quello dell’ambiente, Mario Tonina, Fugatti ha visionato il luogo della fuga, dove l’orso M49Maurizio” è riuscito nell’impresa di scavalcare un’alta recinzione, per giunta elettrificata. In particolare, il plantigrado “Maurizio” è stato in grado di superare la doppia recinzione elettrica (14 fili in totale) e la struttura di contenimento costituita da una barriera metallica alta quasi 4 metri. Ha superato inoltre due ulteriori recinzioni elettriche interne che lo dividevano dall’orsa DJ3, altro esemplare da tempo custodito nell’area faunistica. Per dare un’idea della sicurezza complessiva della struttura si pensi che le recinzioni elettrificate presenti nel recinto del Casteller, hanno una portata dai 6 agli 8000 volt. Tutte cose che al massimo hanno bruciacchiato un po’ il pelo del fuggitivo.

orso m49 "maurizio"
Il sopralluogo dell’assessore all’agricoltura, Giulia Zanotelli (a sx) e del presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti.

«Si è verificato un evento assolutamente anomalo, non previsto dai tecnici dell’Ispra e dagli altri esperti che avevano certificato l’area del Casteller, che non ha eguali in Italia per condizioni di sicurezza. – ha detto Fugatti -. Tutto ciò rende giustizia delle preoccupazioni che avevamo espresso circa la pericolosità di questo esemplare e delle misure che avevamo deciso di assumere. A maggior ragione, a questo punto, ogni tipo di intervento per garantire la pubblica sicurezza non potrà che essere considerato assolutamente opportuno e legittimo». Un “ricercato vivo o morto” che è stato immediatamente criticato da tutte le forze ambientaliste, oltre che diffidato dal ministro all’Ambiente, Sergio Costa. Una diffida affinché non si dia nessun ordine di abbattimento dell’orso M49Maurizio”è stata inviata dalla Direzione generale del ministero dell’Ambiente agli ufficidella Provincia di Trento. «Nessuna istruttoria fin qui elaborata dagli uffici, in collaborazione con Ispra, ha mai valutato il tema dell’uccisione dell’esemplare – sottolinea  il ministro Costa (M5S) -. Il fatto che sia scappato dall’area attrezzata per ospitarlo, non può giustificare un intervento che ne provochi la morte. Il presidente Fugatti moduli legittimamente il suo intervento».

Costa rincara la dose sul malcapitato presidente Fugatti, che con la decisione di catturare l’orso Maurizioè scivolato sulla classica buccia di banana, con successivo urto a gambe larghe di un vespaio con le relative conseguenze: «le inefficienze mostrate nella cattura, che non mi vedono e mai mi hanno visto concorde, reclamano professionalità e attenzione massima – ha proseguito il ministro -. Cosa che invece fin qui non è stata mostrata. E adesso si parla di abbattimento? Assurdo e paradossale. Ho chiesto a Ispra – ha concluso Costa – di mandare subito una squadra che, congiuntamente ai tecnici della Provincia di Trento, faccia chiarezza sulla fuga di M49. E poi si intervenga con la cautela del caso, senza minare la vita dell’animale». orso m49 "maurizio"

La recinzione elettrificata che avrebbe dovuto ospitare l’orso M49 “Maurizio”.Sparano ad alzo zero sulla testa del presidente Fugatti anche le associazioni ambientaliste: «la vicenda di M49, l’orso più ricercato del Trentino, ha dell’incredibile. Catturato ieri sera in Val Rendena, poi trasferito nell’area faunistica del Casteller, l’orso questa mattina è riuscito a scappare. Incredibile? No, solo una dimostrazione della pessima gestione delle operazioni. Un recinto elettrificato solido e con potenza adeguata è una barriera insormontabile anche per gli orsi più scaltri: evidentemente la struttura non era funzionante a dovere, dato che gli orsi non volano. Ed ancora più grave è il fatto che all’orso sia stato tolto il radiocollare, il che renderà ancora più difficoltoso tracciarne gli spostamenti durante la fuga» denunciano Lac, Lipu e Wwf in una nota congiunta. Secondo le associazioni, si tratta di «un mix esplosivo di imperizia e strumentalizzazioni, anche senza voler dare credito alle voci che parlano di una fuga orchestrata ad arte». Le parole di Fugatti«sono inaccettabili – proseguono gli ambientalisti -: invece di fare ammenda, attacca strumentalmente “la scienza” e vuole sfruttare l’accaduto per emettere un ordine di abbattimento nonostante il parere contrario del Ministero. Come già sottolineato anche dal parere ISPRA, sulla base dei criteri del PACOBACE (Piano d’Azione per la Conservazione dell’Orso Bruno sulle Alpi Centrali) M49 è tutt’al più da considerarsi un orso problematico solo perché ha causato danni economici ad attività produttive, favoriti dalla mancata adozione di strumenti di prevenzione adeguati, mentre la sua pericolosità potenziale per le persone è ancora da dimostrare».

Gli ambientalisti s’uniscono alla diffida già emanata dal ministro Costa: «diffidiamo la Provincia dall’intraprendere alcuna azione che possa mettere a rischio l’incolumità di M49, mentre chiediamo che sia aperta un’indagine interna per chiarire se ci sono state responsabilità o negligenze, favorite da un clima politicamente pesante, mentre è sempre più chiaro che l’area del Casteller non è adatta ad ospitare orsi garantendone benessere e sicurezza».

Sulla fuga dell’orso M49Maurzio” a solo poche ore dalla sua cattura, interviene anche Piero Genovesi, zoologo e responsabile del Servizio per il coordinamento delle attività della fauna selvatica dell’Ispra, che sta seguendo la vicenda da qualche mese: «l’orso M49 non ha mai dato segni di particolare aggressività. E’ sempre più abituato a frequentare gli stessi posti dove potrebbe incontrare l’uomo, ma ha dimostrato anche di essere elusivo e di cercare di evitare contatti con gli esseri umani. Dal comportamento dell’orso si evince che si tratta di un animale dinamico. Si muove, si avvicina alle stalle e alle malghe per predare. Ha addirittura mangiato – continua Genovesi – il mangime delle galline. Si tratta di una situazione che va osservata con attenzione, ma non c’è nessun allarme».

Non si possono escludere incontri con l’uomo: «ha imparato a entrare negli edifici in cerca di cibo o è possibile che incontri qualcuno in fase di alpeggio – dice Genovesi -. Come sempre il comportamento migliore da tenere è quello di rimanere tranquilli: non correre, non urlare e soprattutto non provare ad attaccare. In questo modo l’orso con molta probabilità si allontanerà da solo».

Per quanto riguarda la fuga di M49Maurizio” dalla recinzione, secondo Genovesi, bisognerà capire come è riuscito: «il ministero dell’Ambiente ci ha chiesto di verificare la manutenzione e il corretto funzionamento dei recinti elettrici. Per questo abbiamo inviato due esperti sul luogo che domani faranno un sopralluogo. Verificheremo inoltre le tecniche di cattura e le condizioni di cattività per capire se sono adeguate».

Quanto al destino dell’orso M49 Maurizio” «nell’iter normale, prima di fare qualcosa occorre chiedere l’autorizzazione al ministero dell’Ambiente. Questa volta la provincia di Trento non lo ha fatto e ha emanato un’ordinanza per la cattura. In genere, si cerca di escludere l’abbattimento dell’animale. Si cerca solitamente di intervenire con la cattura e poi la captivazione, anche se in passato, in alcuni casi, la provincia di Trento è arrivata all’abbattimento. La decisione viene presa considerano gli eventuali rischi per la sicurezza degli esseri umani» conclude Genovesi.

Che l’azione intrapresa dalla Provincia e dai suoi vertici sia stata un errore lo conferma anche Roberta Latini, biologa del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: «l’orso non è un animale innocuo. Ma gli incidenti sono davvero pochi. Bisognerebbe guardare le statistiche. Si muore per altre cose. Ma purtroppo la gente è influenzata dalle notizie sensazionalistiche che girano su internet, in genere false». Basandosi sulla sua esperienza nel Parco nazionale dove vivono una cinquantina di orsi che fino al ripopolamento in Trentino degli anni Novanta erano gli unici esemplari in Italia, non ci sono testimonianze di aggressioni a umanida parte degli orsi bruni marsicani. Gli abitanti sono abituati alla convivenza con questi predatori, e il Parco ha un meccanismo di rimborsi rapidi agli allevatori per i danni provocati. «Riportare gli orsi in Trentino ha avuto un senso – spiega Latini -. E’ stato un arricchimento della biodiversità, e poi la Provincia ha solo accelerato un processo naturale, una migrazione che sarebbe avvenuta comunque dai Balcani. Il problema è che l’orso è un carnivoro e fa danni. E poi gli orsi di Slovenia e Croazia sono più aggressivi dei nostri. In Abruzzo c’è una buona accettazione di questi animali da parte della popolazione. Ma quando ci sono esemplari confidenti che mangiano i polli, anche da noi i conflitti nascono».

Dalla vicenda dell’orso M49 Maurizioemerge chiaramente come tutta la gestione del ripopolamento degli orsi in Trentino sia stata all’insegna della leggerezza, con la quasi totale mancanza delle azioni di prevenzione da parte degli allevatori, non più abituati alla convivenza con i predatori, siano orsi o lupi, i quali hanno l’unica colpa di essere dei selvatici e di comportarsicome da istinto.

Intanto, nelle more dell’ennesimo scaricabarile, è possibile che l’orso M49Maurizioabbia già scavallato il confine con il Veneto, affidandosi ad un più coscienzioso Luca Zaia.

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