Scandalo Bpvi: per il Tribunale di Venezia le “operazioni baciate” sono nulle

La decisione libera dai debiti i clienti finanziati per comprare le azioni. Sentenza che può aprire nuovi scenari anche in altri casi di fallimenti bancari. 

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operazioni baciate

Le “operazioni baciatesono nulle per violazione dell’art. 2358 del Codice Civile, e i clienti finanziati dai vari dirigenti bancari per comprare le azioni sono liberati dai debiti: lo ha deciso il Tribunale di Venezia, Sezione specializzata in materia di imprese, presa in un contenzioso promosso da un azionista della Popolare di Vicenza, assistito dall’avvocato Mario Azzarita dello Studio Legale Sat di Padova, sulla nullità delle così dette “operazioni baciate”.

Si tratta in particolare degli acquisti di azioni di Popolare di Vicenza mediante provvista fornita dalla stessa banca, come spiega lo stesso studio legale. Dopo circa tre anni di processo ed un’accurata istruttoria la Sezione specializzata in materia societaria del Tribunale veneziano, (magistrati Lina Tosi, Alessandra Ramon e Lisa Torresan), si è pronunciata ritenendo tali operazioni contrarie al divieto espresso, contenuto nel Codice Civile, art. 2358, di finanziare gli acquisti di azioni di società per azioni. Il Tribunale ha chiarito che tale divieto si estende anche alle società cooperative, quale era Popolare di Vicenza all’epoca dei fatti, ed in particolare alle banche popolari.

Nel caso specifico si trattava di un collocamento di azioni proprie della banca, con finanziamento collegato per circa 1,4 milioni di euro. Il collegamento tra finanziamento e acquisto di azioni è stato considerato dimostrato stante la vicinanza temporale tra le due operazioni e vista anche la conferma della strumentalità del finanziamento da parte dei funzionari della banca in sede testimoniale. La conseguenza della nullità è la liberazione dell’azionista dall’obbligo di restituire le somme utilizzate per comprare le azioni, il cui valore si è azzerato con il dissesto.

«Si tratta di un precedente fondamentale nella delicata vicenda delle banche venete, che si spera possa aprire la strada ad una definitiva soluzione uniforme delle “operazioni baciate” da parte della procedura di liquidazione coatta amministrativa – spiega lo studio legale -. Il Tribunale mette altresì incidentalmente in dubbio anche la validità dei finanziamenti per l’acquisto di obbligazioni convertibili della banca (specificamente per quelle obbligazioni emesse in sede di aumento di capitale 2013). Anche queste operazioni potrebbero essere prive di una causa meritevole e, dunque, nulle, così come gli acquisti di azioni».

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