Lenti progressive: da Galileo un prodotto sempre più specializzato e personalizzato

Marchio tra i leader di settore (distribuito da BBGR Italia - Gruppo EssilorLuxottica) ha sviluppato nuovi modelli che ampliano il campo visivo, a vantaggio del comfort di visione e di una maggiore sicurezza alla guida. Viaggio nella sofisticata produzione delle nuove lenti.

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Per l’uomo lo scorrere del tempo comporta tanti cambiamenti e tra questi quello più inesorabile perché colpisce tutti, prima o poi attorno ai 40-45 anni d’età, è l’avvento della presbiopia, ovvero la difficoltà di vedere da vicino, con aggravio di complicazioni per coloro che sono afflitti da miopia (difficoltà a vedere da lontano): una soluzione per ovviare ad entrambe le problematiche può essere l’utilizzo di lenti progressive, ovvero lenti che coniugano in un unico prodotto la correzione per la vista da lontano e da vicino, senza dovere ricorrere alla complicazione del doppio occhiale.

Di lenti progressive ne esistono di tutti i tipi e marche. All’avanguardia nel settore delle lenti progressive è Galileo, il marchio distribuito da BBGR Italia, con sede a Milano, la filiale nazionale dell’azienda facente parte del gruppo EssilorLuxottica, che nell’intervista che segue con Andrea Ravizza, senior product manager Galileo, descrive il processo di produzione delle lenti progressive e la loro personalizzazione sulle necessità di ogni singolo utente.

Dottor Ravizza, come avviene la produzione delle lenti progressive?

Galileo, così come tutte le altre realtà attive nel settore, realizza le lenti da vista personalizzandole sulle indicazioni ricevute dall’ottico. Ogni richiesta è differente dalle altre, sia per potere visivo richiesto dalla correzione, sia per altri dettagli come astigmatismo, foggia della lente, colore, trattamenti, ecc. oltre a parametri legati alla postura e alla modalità di visione. L’esperienza e la ricerca dalla massima qualità ha portato alla centralizzazione di tutte le operazioni. Galileo realizza le lenti nel proprio centro produttivo di Milano o nei centri di produzione internazionali basandosi sulle indicazioni ricevute dall’ordinativo compilato dall’ottico. Una volta introdotti i dati del cliente nel sistema informatizzato, questi vengono elaborati nel nostro centro di calcolo di Provins en Seine in Francia definendo le caratteristiche della geometria definita da applicare alla lente, che poi trasferisce via telematica alla macchina utensile situata nello stabilimento produttivo. La macchina preleva automaticamente degli sbozzi di lente realizzati in resina organica che presentano la superficie esterna già finita con geometria progressiva complessa. La faccia interna della lente progressiva viene invece lavorata con una metodologia “free form” che ottimizza la superfice interna in stretta relazione a quella esterna.

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Le cassette degli ordinativi con le lenti grezze prima della lavorazione free form Galileo. Si noti lo spessore di partenza: a prodotto finito, circa il 95% del materiale viene eliminato.

Quanto conta la qualità del materiale utilizzato?

Molto, perché esistono vari materiali con diverse capacità ottiche. Dipende poi dall’uso che si fa dell’occhiale. La resina organica è privilegiata per le sue caratteristiche di leggerezza e di lavorabilità, mentre per chi ha necessità di avere un occhiale resistente agli urti bisogna orientarsi sui policarbonati. Poi, dipende anche dalla necessità di correzione visiva, perché alti livelli di miopia o di ipermetropia richiedono spessori di lente più elevati, che possono essere ridotti con l’impiego di materiali differenti con migliore potere ottico. Infine, molto dipende anche dalla complessità dei difetti di visione, perché la presenza combinata di miopie, presbiopie e anche astigmatismo richiedono fogge di lenti particolari per coniugare al meglio la correzione desiderata e il comfort visivo. Come vede, quando si parla di lenti e soprattutto di lenti progressive che devono coniugare in un unico prodotto più correzioni, la realtà è tutt’altro che semplice e dietro c’è sempre una tecnologia sofisticata che permette una personalizzazione molto spinta.

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Il bloccaggio delle lenti sui supporti di lavorazione prima della fresatura.

Tornando alla lavorazione per la personalizzazione delle lenti progressive, come viene realizzata?

Come detto, la nostra produzione si caratterizza per la lavorazione su entrambe le superfici per assicurare il campo visivo più ampio possibile e la fluidità nel passaggio tra vicino e lontano, oltre che per garantire un maggiore comfort visivo in quelle situazioni, come alla guida, che necessitano di avere un campo visivo ampio e rapido. Una volta caricata sul macchinario, la parte interna della lente viene sottoposta ad una serie di micro fresature tramite una punta diamantata, muovendosi in orizzontale e dal centro verso il bordo mentre la lente è posta in rotazione. Si tratta di una lavorazione molto complessa e delicata, perché si svolge su scala micrometrica applicando alla lente delle geometrie molto particolari.

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la lavorazione free form Galileo per lenti progressive tramite una punta diamantata.

La parte esterna è più o meno bombata a seconda del potere visivo richiesto nell’ambito di 6 diverse combinazioni. Nel caso dei miopi, la lente progressiva presenta una geometria più piatta sul lato esterno mentre è più bombata su quello interno. Per i presbiti, la curva esterna è più bombata mentre è più piatta all’interno. Poi c’è il valore addizionale, con il raggio di curvatura che nella parte per la visione da lontano resta costante. mentre man mano che va verso l’area della visione da vicino i raggi di curvatura si stringono sempre più per aumentare il potere visivo.

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Il materiale rimosso dopo la sgrossatura della lente grezza

Di fatto, se si potesse esaminare una lente trasversalmente, si vedrebbe che si tratta di un prodotto con più forme di curve, convesse o concave in stretta successione.

Sì, proprio così, una serie di diverse curve, con diversi raggi in modo da correggere l’incidenza della luce sulla retina. Un lavoro estremamente preciso e sofisticato su scala micrometrica. A titolo di esempio, si tratta di passare da una foggia sferica ad una ellittica, da un pallone da calcio ad uno da rugby nell’ambito di micrometri.

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Il macchinario per la lavorazione free form Galileo delle lenti grezze

Il tutto su una base di una geometria ottimizzata definita al computer che tiene conto del diametro finale della lente da montare sull’occhiale, dei materiali con cui è realizzata e dei poteri di correzione visiva, oltre che dello stesso comfort visivo sulla base della lunghezza del corridoio di passaggio tra le varie aree della lente. Alla fine della lavorazione a fresa, si ottiene già una superficie traslucida che va sottoposta a lucidatura finale svolta in modo estremamente delicato con panni di velluto e ossido di cerio per non alterare la geometria delle superfici.

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Primo controllo di qualità della lente semifinita.

Terminata questa lavorazione le lenti progressive sono pronte per essere inviate al cliente?

No, siamo a metà del processo, in quanto la lente deve essere sottoposta ai vari trattamenti successivi, dopo essere stata lavata e controllata. Si parte con un bagno ad immersione in una sorta di lacca per aumentarne la durezza superficiale al fine di resistere ai graffi, per passare ai bagni di colorazione nella tonalità richiesta dal cliente, cui seguono l’antiriflesso, l’antimbrattante, l’antistatico, ecc. realizzati tramite la deposizione sottovuoto spinto fino a venti diversi strati di spessore infinitesimale.

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Il trattamento indurente delle lenti.

Tutti questi passaggi vanno a comporre la qualità e la funzionalità finale delle lenti progressive. Una serie di lavorazioni che sono molto delicate e che contribuiscono in modo determinante alle prestazioni della lente progressiva nel tempo. Calcoli che alla fine di tutto il processo, dallo sbozzo grezzo iniziale alla lente finita circa il 95% del materiale di partenza è stato rimosso. Da sottolineare che tutti i materiali utilizzati nella lavorazione delle lenti progressive sono anallergici per garantire la massima sicurezza all’occhio, una delle parti più delicate e sensibili del corpo.

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La preparazione delle lenti per i trattamenti antiriflesso ed antimbrattamento mediante deposizione spray sotto vuoto spinto.

Passando al prodotto commerciale, Alteo è l’ultima novità lanciata da Galileo. In cosa differisce dagli altri modelli di lenti progressive?

Rispetto al precedente modello Anateo Plus, Alteo garantisce un campo visivo più ampio, migliorando il già ottimo risultato di Anateo Plus. Alteo soddisfa le moderne esigenze dei portatori, privilegiando i campi intermedi e da vicino, per una visione nitida di cellulari, tablet e computer, lasciando inalterata la qualità visiva da lontano.

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Il controllo di qualità finale della lente prima della fresatura.

Di fatto la realizzazione delle lenti progressive è frutto di un gioco di squadra.

Sicuramente, partendo dall’ottico che accoglie il cliente che viene consigliato al meglio sulla base delle sue specifiche esigenze di potere visivo e di stile dell’occhiale, all’azienda che produce la lente con le modalità che abbiamo visto, e nuovamente all’ottico che effettua la lavorazione finale con la fresatura finale (operazione che, a richiesta, può essere fatta direttamente in azienda se l’ottico fornisce contestualmente all’ordinativo anche la geometria dell’occhiale dove verrà montata) della lente tonda il suo successivo montaggio nella sagoma dell’occhiale.

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La lente prima della sagomatura finale…

Sembra un processo facile, ma non lo è e richiede molta professionalità e un continuo aggiornamento lungo tutta la filiera, un processo che vede Galileo e BBGR costantemente impegnati con la rete degli ottici. Dall’ordine dell’ottico alla consegna finale al cliente, ci vogliono circa 5-6 giorni lavorativi, salvo urgenze varie, dove si riesce a recuperare qualche giorno.

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… e a sagomatura effettuata.

Quando un cliente si rivolge all’ottico si sente proporre una gamma di prodotti con una forbice di prezzo molto ampia. Da cosa dipende questa variabilità?

Tutte le aziende del settore offrono un’ampia offerta di prodotto, che vanno dalle lenti più semplici e meno sofisticate che costituiscono la proposta “base”, spesso offerte ad un prezzo molto concorrenziale, a quelle con lavorazioni più sofisticate e con un grado di personalizzazione più spinto, che garantiscono all’utente un comfort visivo più elevato, con conseguente crescita di prezzo, oltre ai servizi richiesti, visto che oggi si tende non solo ad acquistare un paio d’occhiali, ma anche una “garanzia” della qualità del prodotto acquistato. L’offerta di lenti progressive è molto varia e segmentata e spetta al cliente, con la consulenza del proprio ottico di fiducia, scegliere quelle che meglio soddisfa le proprie esigenze, anche in rapporto alla propria disponibilità di spesa.

Come ha sottolineato il dottor Ravizza, l’ottico costituisce l’anello fondamentale per la qualità e la riuscita complessiva del processo. «Con la personalizzazione sempre più spinta delle lenti progressive, è compito dell’ottico consigliare al meglio il cliente sulle migliori soluzioni disponibili per correggere il proprio difetto visivo» afferma Paolo Preschern, titolare di Ottica Immagini di Rovereto.

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L’ottico Paolo Preschern effettua rilevazione digitalizzata della corretta geometria delle lenti sull’occhiale scelto dal cliente.

«Cosa che non è affatto banale. Prodotti ad alta personalizzazione come le nuove lenti progressive Alteo di Galileo necessitano, oltre che specifica preparazione professionale da parte dell’ottico, anche di apparecchi capaci di “leggere” il posizionamento dell’occhiale sul volto del cliente in modo da avere la corretta geometria di installazione della lente – prosegue Preschern -. Da questa rilevazione computerizzata, si ricavano i dati indispensabili per il taglio finale della lente in modo da poterla inserire in modo ottimale nella montatura di occhiale scelta dal cliente. E chi sceglie lenti progressive come le nuove Alteo scopre un altro mondo in termini di qualità nella visione e di comfort».

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