Ad agosto ancora un calo (-3,1%) nel mercato dell’auto

I primi otto mesi dell’anno chiudono in negativo (-3%). Il settore chiede al governo provvedimenti chiari e non penalizzanti per il settore. Flop dei provvedimenti “bonus-balus”: tanto vale abolirlo. 

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Mercato dell'auto in Europa

In un agosto quanto mai travagliato dalle vicende della politica, il mercato dell’auto ha fatto registrare un calo del 3,1% che è sostanzialmente allineato con quello con cui si chiude il bilancio dei primi otto mesi del 2019 (-3%). In un’economia in stagnazione, il mercato dell’auto è dunque soltanto in lieve calo.

Dall’inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell’auto condotta dal Centro Studi Promotor a fine agosto emerge comunque che nel corso del mese vi è stato un discreto sviluppo nell’acquisizione di ordini che, se dovesse continuare, potrebbe consentire l’avvio di una fase di moderato recupero nel secondo semestre dell’anno. Questa possibilità trova conferma anche nell’indicatore del clima di fiducia degli operatori del settore auto determinato sempre dal Centro Studi Promotor. Un segnale di moderata fiducia viene anche dalle previsioni degli operatori sull’andamento delle consegne a tre-quattro mesi. In agosto i tre quarti degli interpellati hanno ipotizzato domanda stabile, ma tra gli altri prevalgono nettamente coloro che si attendono un incremento di vendite.

«In uno scenario già difficile per il mercato auto – afferma Michele Crisci, presidente dell’Associazione delle case automobilistiche estere – l’UNRAE auspica che al più presto possa essere pienamente operativo un nuovo Governo, e che questo voglia mettere finalmente e seriamente nella sua agenda il rilancio del settore automotive, uno dei comparti cardinedella nostra economia, che ormai da troppo tempo sta soffrendo una crisi ben più grave di quella dell’economia in generale. E’ assolutamente necessario  – sottolinea Crisci – che le esigenze di finanza pubblica, pur imprescindibili, non vedano ancora una volta l’auto nel mirino del fisco, con misure punitive che puntano a fare cassa con accise, bolli, tasse e imposte varie, colpendo consumatori e imprese al tempo stesso».

La consueta analisi sulle immatricolazioni per fascia di CO2, elaborata dal Centro studi e statistiche UNRAE, conferma ancora l’inefficacia del “Bonus-Malus” a 6 mesi dalla sua introduzione. Nel periodo marzo-agosto le autovetture che beneficiano del “Bonus”, che nel complesso rappresentano lo 0,8% del mercato dell’auto (0,5% un anno fa), segnano un incremento del 117% delle immatricolazioni per quelle fino a 20 g/km e un calo del 5,3% per quelle da 21 a 70 g/km. Nessun impatto significativo, invece, per quelle soggette al “Malus” che nel complesso crescono del 55%, con un +92,8% per la fascia da 161 a 175 g/km, +11,6% per quella da 176 a 200 g/km, +56,6% da 201 a 250 g/km, mentre rimane sostanzialmente stabile la fascia oltre i 250 g/km (+1,7%). Tali vetture coprono una quota di mercato del 3,5%, in crescita rispetto al 2,2% del marzo-agosto 2018.

L’analisi della struttura del mercato dell’auto dal punto di vista degli utilizzatori evidenzia un ritorno alla flessione per i privati (-5,6%), con una rappresentatività che scende di 1,2 punti al 55,5% del totale mercato. Il noleggio, con la performance peggiore fra i diversi utilizzatori, perde 1/5 dei volumi immatricolati, scendendo al 16% di quota (con un calo a doppia cifra del breve termine e più accentuato per il lungo termine), mentre rimane stabile in volume nel cumulato, con una quota al 25,8% del totale. Le società, in controtendenza rispetto alle flessioni degli ultimi 11 mesi, tornano a segnare un incremento a doppia cifra, portandosi al 28,5% del mercato (+4,4 punti), ma la spinta è tutta da imputare alla dinamicità delle auto-immatricolazioni, in crescita del 19,1%. Le società rimangono comunque in calo del 18,3% nel cumulato.

Sul fronte delle alimentazioni, in agosto il diesel riduce di oltre 1/3 i volumi immatricolati, fermandosi al 38,1% di quota di mercato con una perdita di 18,1 punti che si è ripercossa sull’incremento delle emissioni inquinanti. La flessione negli 8 mesi è del 25% con una rappresentatività al 41,8% (-11,9 p.p.). Tutto ciò a vantaggio del benzina, che cresce nel mese del 45,2% in volume e di 14,7 punti percentuali in quota, raggiungendo il 43,8% del totale. Negli 8 mesi tale alimentazione si conferma al 43,5% di quota (+10,4 punti). Sia per diesel che per benzina i trend sono confermati anche nell’analisi effettuata al netto del noleggio. In aumento a doppia cifra in agosto anche il Gpl: +18% (ma +26,7% nell’analisi al netto del noleggio), superando il 10% di quota di mercato, con un 7,2% di rappresentatività in gennaio- agosto.

Nello stesso mese il metano incrementa di oltre 1/3 i volumi immatricolati, portandosi al 2,5% di quota di mercato (1,7% negli 8 mesi), l’incremento è un po’ attenuato nell’analisi decurtata dal noleggio. Rallenta l’incremento delle vetture ibride che crescono in agosto del 5,6% (ma al netto del noleggio si fermano al +1,1%) al 4,9% di quota nel mese e 5,4% nel cumulato (dove l’incremento dei volumi è del 25,7%). Infine, le vetture elettriche segnano un aumento del 181,1% portandosi allo 0,6%di quota sul totale (0,5% nel cumulato), in linea con l’analisi al netto del noleggio: valori ancora risibili nonostante gli sforzi profusi, complice l’inadeguatezza sostanziale delle prestazioni dei veicoli (ad iniziare dall’autonomia), del prezzo ancora troppo elevato e dell’insussistenza della rete di ricarica dei veicoli.

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