In vent’anni a Trieste il numero dei suicidi si è dimezzato

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Giuseppe Dell’AcquaIl capoluogo giuliano non è più la “città dei suicidi”, visto che a Trieste si è più che dimezzato il numero dei casi, passando in vent’anni dai 25,49 per ogni 100.000 abitanti dei primi anni ’90 al 13,08 degli ultimi sette. Il calo è stato ancora più marcato nel primi otto mesi del 2011 (9,1 ogni 100.000 residenti) assieme alla drastica riduzione del fenomeno delle “morti solitarie” degli anziani.

Questo risultato è stato ottenuto anche grazie al servizio di “Amalia-Telefono Speciale” promosso nel 1997 dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda sanitaria triestina in collaborazione con Televita, e illustrato in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio.

Per il direttore del Dsm, Giuseppe Dell’Acqua, c’è “un insieme di fenomeni, tensioni, struggimenti che non a caso ha storicamente colpito questa nostra area più di altre. Vent’anni fa, Trieste era la città d’Italia con due tra i più tristi primati: il numero dei suicidi, giunto fino al triplo della media nazionale, e quello delle morti solitarie degli anziani ‘scomparsi’, ignorati, abbandonati e conosciuti da tutti”.

Una situazione ereditata dai tempi dell’Austria, quando Trieste era definita per “una spina nel cuore dell’Imperatore”, segno di un male oscuro che qui colpiva già nei secoli scorsi. Alla fine del 1996, 50.000 triestini avevano più di 65 anni e oltre la metà di essi vivevano in completa solitudine. Secondo il dott. Dell’Acqua “l’assenza di una cultura del dell’esprimere, del saper chiedere e ricevere aiuto, conduce alla rinuncia, la rinuncia a vivere meglio e spesso a vivere soltanto. Il fattore speranza è assente. Eppure proprio a Trieste, partendo da una situazione apparentemente insuperabile, l’impegno forte di alcuni attori ha consentito di costruire quei ‘percorsi di speranza’ di cui oggi con soddisfazione stiamo iniziando a raccogliere i frutti”.

Il progetto Amalia del Dipartimenti di Salute Mentale dell’Ast é strutturato in due linee verdi telefoniche attive 24 ore su 24, una dedicata alle persone anziane sole, che va anche a ‘cercare’ gli anziani a rischio per inserirli in programmi di sostegno, e la linea ‘passiva’ dedicata alla ‘rinuncia alla vita’ e al suicidio, che accoglie richieste di aiuto, di sostegno, collegato a un Centro di ascolto per sostegno psicologico o psichiatrico. Al Telefono Speciale sono giunte quasi 15.000 telefonate, più della metà di persone con età media di 50 anni, il 60% donne. Sono quasi 24.000 le prestazioni svolte da ‘Amalia’ in questo campo. Attualmente sono in carico circa 1.200 utenti, non più soli.