Marchio di qualità per i prodotti agricoli di Trentino e Alto Adige

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Sempre più qualità nei prodotti agroalimentari delle province di Trento e di Bolzano, anche in vista dei prossimi piani di promozione comunitari dell’agricoltura di montagna. Per far ciò, le province di Trento e di Bolzano hanno puntato su rispettivi marchi di qualità territoriale. L’assessore all’agricoltura dell’Alto Adige, Hans Berger (Svp) si è incontrato con Klaus-Dieter Borchardt della direzione generale Ue agricoltura e sviluppo rurale si occupa tra l’altro delle misure di promozione dei prodotti agricoli, in questi giorni in Alto Adige per una serie di appuntamenti pubblici, per approfondire un insieme di misure che saranno introdotte in un “pacchetto qualità”.

Secondo l’assessore Berger, “il nuovo marchio di qualità potrà essere un grande valore aggiunto per i prodotti di montagna altoatesini”. Con il dirigente europeo, Berger ha avuto modo di approfondire il futuro dell’agricoltura di montagna e, in particolare, la possibile istituzione di un marchio di qualità dei prodotti agricoli.

“Con il cosiddetto ‘pacchetto qualità’ viene per la prima volta istituita una cornice complessiva per sistemi di certificazione, denominazioni e caratteristiche del prodotto, provenienza geografica e regole di commercializzazione”, ha spiegato Berger dopo l’incontro.
L’indicazione geografica protetta IGP e il marchio DOC, che oggi in Alto Adige interessano mele, formaggio, speck e vino, verranno mantenuti e gestiti in maniera più chiara, ma, secondo l’assessore, “il grande passo in avanti sarà dato da due nuovi marchi di qualità, uno per i prodotti di montagna e uno per i prodotti direttamente commercializzati”.

Anche la provincia di Trento si muove con decisione verso la qualità dei prodotti agricoli. All’interno del marchio “Qualità Trentino” trovano spazio i prodotti dell’acquacoltura, latte e produzioni casearie, carni bovine e suine, per i quali sono stati riapprovati, su proposta dell’assessore all’agricoltura Tiziano Mellarini, i relativi disciplinari di produzione.
Per quanto riguarda i prodotti dell’acquacoltura, la modifica del disciplinare deriva dall’adattamento a quelli presentati al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali da parte dell’Associazione dei troticoltori trentini Astro per l’ottenimento delle IGP “Trote del Trentino” e “Salmerino del Trentino”.

Tiziano MellariniPer il latte vaccino e ovicaprino e prodotti lattiero caseari, la modifica al disciplinare riguarda in particolare il latte crudo utilizzato per la produzione del latte alimentare che, per potersi fregiare del marchio “Qualità Trentino”, deve essere prodotto esclusivamente nel territorio della provincia di Trento e trasformato e confezionato soltanto da aziende trentine.
Infine, le carni bovine e/o suine lavorate e loro trasformati. In questo caso la modifica riguarda il riferimento alla zona di provenienza delle carni utilizzate nella produzione della “Luganega”, dello “Speck” e della “Mortandela affumicata della Val di Non”. Oltre che dalla provincia di Trento, le carni di suino possono provenire da animali nati, allevati e macellati nelle regioni italiane da cui provengono i suini per la produzione del “Prosciutto San Daniele DOP” e/o del “Prosciutto di Parma DOP”.
Scompare il riferimento alla “zona di produzione del Gran Suino Padano”, alla quale il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha revocato la protezione transitoria accordata a livello nazionale.