Le PMI del Veneto lamentano tempi di pagamento eccessivamente lunghi, con conseguente carenza di liquidità

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Secondo una ricerca condotta dalla Fondazione Impresa, le Piccole e medie imprese (Pmi) soffrono di problemi di liquidità generati dal fenomeno dei ritardi di pagamento e i tempi nel 2011 si sono ulteriormente allungati.

Ad attendere di più il pagamento delle spettanze risultano le aziende della piccola impresa manifatturiera (120,8 giorni) e dei servizi (104,4 giorni); va relativamente meglio per le imprese artigiane che attendono 83,4 giorni, mentre nel caso del commercio i tempi si attestano a 52,5 giorni. Nelle transazioni commerciali tra privati sono le imprese artigiane a soffrire di più (61,3 giorni i tempi medi di pagamento); segue la piccola impresa manifatturiera (53,3 giorni), i servizi (45,6 giorni) e il commercio (22,2 giorni) che si conferma il comparto che risente meno della problematica dei tempi di pagamento anche per forme contrattuali che prevedono tempi di pagamento più ristretti (a merce consegnata o a 30 giorni). Con la dilatazione dei tempi di pagamento, le imprese si trasformano di fatto in enti finanziatori a breve della loro clientela, svolgendo un ruolo che non compete loro, anche per le sempre maggiori difficoltà di ottenere credito sul mercato, cosa che genera costi che non sempre si riesce poi a recuperare.

Le organizzazioni imprenditoriali del commercio, artigianato e servizi, guardano con particolare attenzione allo Statuto delle Imprese che ha ottenuto il via libera del Senato per passare alla Camera. Oltre a un’approvazione definitiva rapida, le Pmi chiedono risultati concreti, soprattutto nella regolamentazione che anticipa la direttiva europea in tema di ritardi di pagamento.
Lo Statuto delle imprese prevede che il Governo faccia proprie le indicazioni dell’Unione Europea già pronunciate un anno fa, specie dove si prevede che la pubblica amministrazione debba pagare le imprese entro 30 giorni, facendo scattare automaticamente in caso di ritardato pagamento un sistema di diffide e di sanzioni.
“Si auspica – dice la stessa Fondazione – che l’iter di allineamento ai tempi di pagamento indicati dalla direttiva europea trovi al più presto attuazione anche in Italia”.