Il Veneto ristruttura l’organizzazione della sanità territoriale per dare servizi migliori con meno costi

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Con una delibera approvata su proposta dell’assessore alla sanità Luca Coletto (Ln), la Giunta regionale del Veneto ha dato il via ad un’articolata riorganizzazione della medicina territoriale che, una volta a regime, potrà garantire al cittadino un’assistenza sul territorio (medici di base, guardie mediche, distretti) organizzata in rete e operativa 24 ore su 24.

Il fulcro della nuova organizzazione sono le “medicine di gruppo integrate”, forme associative di medici di medicina generale che garantiranno la disponibilità per i cittadini 24 ore su 24 7 giorni su 7, ovviamente operando in rete ed in sinergia con le guardie mediche. “E’ un’operazione – sottolinea con soddisfazione Coletto – che risponde appieno ad uno dei cardini fondamentali del nuovo piano socio sanitario regionale: rafforzare la medicina sul territorio, spostare dall’ospedale al territorio tutti i servizi non prettamente ospedalieri, alleggerire la pressione dei codici bianchi impropri sui pronto soccorso, portare la sanità più vicina al cittadino, che possa così trovare vicino a casa tutti quei servizi che non riguardano le acuzie, per le quali ci sono gli ospedali”.

Secondo l’assessore alla sanità veneta “abbiamo sempre sostenuto che i medici di medicina generale sono uno snodo fondamentale del nostro sistema sanitario: ebbene, con questa riorganizzazione, anche la loro figura e le loro professionalità verranno fortemente valorizzate”. L’operazione sarà finanziata con 20 milioni 705 mila euro, dei quali quasi 6 milioni 902 mila già disponibili per il 2012; 13 milioni 803 mila per il 2013, per arrivare così ad aver investito l’intero stanziamento già nel 2014, quando l’intera riorganizzazione entrerà completamente a regime.

Una specifica commissione tecnica verificherà in corso d’opera la concreta realizzazione di quanto previsto, alla luce della quale scatteranno i finanziamenti previsti. Lo sviluppo, l’operatività e la messa in rete delle medicine di gruppo saranno supportati da Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft), con compiti di coordinamento tra gli studi medici in esse presenti. Le Aft saranno istituite dalle Unità sanitarie locali sulla base di criteri che prevedono una popolazione assistita non superiore a 30.000 abitanti e comunque un numero di medici di norma non inferiore a 15/20, organizzati in gruppo. Si prevede l’attivazione di 3 Aft per ciascuno dei 53 distretti attualmente presenti sul territorio, per un totale di 159. Coletto ha posto l’accento anche sulla spiccata impronta socio-sanitaria della nuova organizzazione: “ e medicine di gruppo integrate saranno supportate anche dalla presenza di figure professionali importanti come gli infermieri e gli assistenti sociali”.

La riorganizzazione della sanità passa anche dagli ospedali: secondo l’assessore Coletto “la riorganizzazione della rete ospedaliera veneta, a partire da quella veronese, è una delle priorità del nuovo Piano socio sanitario che abbiamo appena varato. I recenti rilievi della Corte dei Conti sono ben noti – aggiunge l’assessore – ed è a partire da quei rilievi che abbiamo definito una riorganizzazione che sarà ovviamente modulata sulle singole situazioni di partenza rispetto alla programmazione vigente”. Una sanità, quella veneta che funziona bene, anche se rimane sempre spazio ai miglioramenti: “nel programmare la sanità – dice l’assessore – l’unica politica che conta è quella del fare bene l’interesse della gente, che è quello di avere servizi adeguati alle sue necessità di salute e di vedere razionalizzata la spesa tagliando tutti gli sprechi se e dove ce ne siano, Verona compresa. Vorrei infine ricordare che stiamo parlando di una Regione che, per la prima volta dopo anni, ha chiuso il suo bilancio sanitario con un attivo di 12 milioni e mezzo di euro”. Un attivo che permette di venire in contro alla popolazione, riducendo in alcuni casi l’onere per i ticket: “la visione di referti ed esami da parte degli specialisti pubblici e privati convenzionati costituisce il completamento della prima visita, ed è quindi erogata senza oneri tariffari a carico del servizio sanitario regionale. Nessun ticket sarà quindi dovuto dal cittadino” ha affermato l’assessore Coletto nel corso di un incontro con le rappresentanze sindacali della sanità veneta che ha ribadito come “la visione dei referti diagnostici da parte degli specialisti è gratuita e che quindi, di conseguenza, nessun ticket sarà dovuto”.