Fitch assegna il giudizio “A+” ai titoli emessi dalla regione Veneto

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Zaia: “Roma punisce i territori migliori”

Una delle tre “sorelle” mondiali del rating, le agenzie che stabiliscono l’affidabilità finanziaria di un debitore, ha presentato il nuovo giudizio sul debito emesso dalla regione Veneto. L’agenzia Fitch ha assegnato al Veneto la valutazione di lungo termine ‘A+’ e un giudizio di breve termine di ‘F1’. La notizia è stata ufficializzata nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto.

 

Un risultato incoraggiante, a detta degli esponenti del governo regionale. Per l’assessore al bilancio, Roberto Ciambetti “rispetto alle altre pagelle più o meno ufficiali presentate in questi mesi da altre agenzie di valutazione del debito, questa ha un maggior grado di ufficialità, in quanto Fitch è l’agenzia incaricata da noi di verificare a fondo i nostri bilanci. E se, nonostante i parametri positivi, in questo momento non possiamo avere un giudizio superiore è perché facciamo parte del sistema Italia, con l’incidenza di ‘spese condominiali’ di uno ‘Stato-condominio’ che purtroppo non sta funzionando benissimo”. Un risultato tutto sommato non eccessivamente negativo: secondo Ciambetti “se, in futuro, dovessimo emettere strumenti particolari, come buoni regionali, con questa pagella potremmo presentarci sul mercato in maniera piuttosto convincente e solida”.

La valutazione ‘A+’ di Fitch, primo rating dell’agenzia sul Veneto, quarto livello di merito nella scala, risulta un gradino superiore rispetto all’A2′ recentemente assegnato al Veneto da Moody’s (che, lo scorso anno, aveva assegnato il secondo livello ‘AA2’, pari a quello italiano prima del dell’abbassamento del giudizio). Secondo quanto contenuto nel comunicato diffuso da FitchRatings, “il Veneto beneficia di un’economia solida, con indicatori superiori alla media dell’UE. Fitch prevede una crescita del PIL regionale intorno all’1% annuo nel 2011-2013, alimentata principalmente dalle esportazioni, stante la debolezza dei consumi privati, nonostante il basso livello di indebitamento delle famiglie”. Per Fitch, “il bilancio della regione Veneto dovrebbe, nel tempo, beneficiare del più stretto collegamento tra entrate tributarie ed economia locale previsto dal federalismo fiscale. Fitch comunque ritiene che vantaggi più tangibili saranno verosimili soltanto dopo il 2014”.

Luca ZaiaFin qui i dati tecnici. Per la politica, il giudizio è in chiaroscuro. Secondo il presidente del Veneto, Luca Zaia, “pur con tutte le riserve che ho sempre espresso sulle valutazioni, talvolta pelose, delle agenzie internazionali di rating, non può passare inosservato il giudizio di Fitch che pone il Veneto al livello migliore consentito dalle regole dell’Agenzia e cioè un rating pari all’Italia”. Per Zaia, “questa limitazione del rating conferma come un territorio laborioso, dinamico e reattivo di fronte alla drammatica crisi finanziaria, sia condannato a pagare colpe non sue.
Il mondo conferma che siamo una capitale economica, ma Roma continua, purtroppo, a punire i suoi territori migliori”.

Mauro Trapani e Roberto Ciambetti
La presentazione della valutazione di Fitch ha fornito all’assessore al Bilancio del Veneto, Roberto Ciambetti, l’occasione per fare il punto sulla capacità di indebitamento e piano di investimenti della Regione: “abbiamo impegni per circa quattro miliardi, ma non immediatamente spendibili, tra investimenti già previsti e già in programma. I mutui accesi ammontano invece a circa un miliardo e cento: cifra contenuta, pensando, ad esempio, ai 25 miliardi di mutui già accesi dal Lazio, una cifra che, se anche noi ci adeguassimo, creerebbe senza dubbio qualche problemino in più al Paese. Il tutto senza dimenticare il miliardo e 361 milioni di cassa in tesoreria unica che abbiamo e che non possiamo però utilizzare per il patto di stabilità”.

Il buon bilancio della regione dipende anche da vincoli esterni: per Ciambetti “é anche grazie al virtuoso conseguimento degli obiettivi del Patto di stabilità interno se abbiamo raggiunto una buona performance di bilancio, con un margine corrente che si mantiene costantemente positivo e copre il 23% delle spese di investimento. La flessibilità fiscale è ampia e costituisce oltre il 10% del gettito regionale. Il debito residuo a carico della Regione è basso, pari al 12,5% delle entrate correnti e costituisce lo 0,9% del Pil regionale. La spesa per l’ammortamento del debito regionale è contenuta e pari allo 0,6% delle entrate correnti. Inoltre, Fitch evidenzia che la Regione non ha effettuato operazioni finanziarie rischiose, come ad esempio i prestiti ‘bullet’ con rimborso del capitale a scadenza, ma anzi ha realizzato operazioni che proteggono il bilancio regionale dal rischio di un aumento dei tassi e quindi dall’aumento delle spese per interessi”.
Per l’assessore è inoltre incoraggiante la valutazione in merito alla situazione finanziaria del settore sanitario, “che secondo l’agenzia abbiamo tenuto sino ad oggi sotto controllo e che anche per il futuro non dovrebbe rappresentare un elemento di pressione per il bilancio regionale. Mi fa piacere evidenziare la considerazione di Fitch a proposito del federalismo fiscale, che se compiutamente attuato allenterebbe la nostra dipendenza dallo Stato e liberebbe maggiori risorse per il Veneto, portando ad un miglioramento anche della valutazione dell’affidabilità regionale” ha detto Ciambetti, ricordando come l’assestamento di bilancio arriverà fisicamente in Consiglio il 3 novembre e che riguardo al bilancio di previsione allo stato attuale “non è prevista nessuna addizionale Irpef”.

Sui numeri del bilancio regionale e sul giudizio di Fitch è intervenuto anche il segretario regionale al Bilancio, Mauro Trapani, affermando come “la valutazione di Fitch ha tutti i fondamentali per poter rappresentare un riferimento solido per coloro che finanziano la Regione o che vorranno investire in essa nel futuro”.

Le ragioni, ha spiegato Trapani stanno nella tenuta dell’economia regionale e in dieci buoni motivi di performance finanziaria e di bilancio: conseguimento degli obiettivi del Patto di stabilità interno, margini correnti di bilancio positivi (il Veneto è una delle poche Regioni a mantenere questo dato positivo), stabilità delle entrate regionali anche in situazione di crisi, ampi margini di flessibilità fiscale, spese sotto controllo visto che negli ultimi cinque anni non sono cresciute (e la spesa per l’amministrazione generale del Veneto è, dopo quella della Lombardia, la più bassa, pari a 66 euro per abitante), elevata liquidità, equilibrio economico ed efficienza del sistema sanitario, basso livello di debito con ridotta incidenza del servizio del debito (pari a circa 1,3 miliardi), assenza di operazioni finanziarie a rischio (le uniche due operazioni di swap di copertura dall’aumento dei tassi di interesse in atto servono a proteggere la Regione dal rischio di un aumento del costo per il servizio del debito) e opportunità del federalismo fiscale e possibilità di aumento del rating in seguito alla sua completa attuazione.

Secondo Trapani la solidità del sistema economico regionale emerge anche da altri dati: il Veneto contribuisce al 9,3% del PIL nazionale, con PIL pro capite superiore del 14,3% alla media italiana e del 22,3% alla media europea. Inoltre, nel periodo di crisi (2010), il PIL veneto è cresciuto del 2,2%, contro una media italiana dell’1,3% e il tasso di disoccupazione è, nel 2010, pari al 5,8%, rispetto alla media italiana dell’8,4% e a quella europea pari al 9,6%. Numeri di tutto rispetto, che confermano il Veneto come una realtà a tutti gli effetti tra le più ricche d’Europa.