L’impegno del Friuli Venezia Giulia contro gli OGM in agricoltura

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Claudio Violino
Claudio Violino

Claudio ViolinoL’assessore Violino ha partecipato ad un incontro a Roma con tutti i protagonisti del settore

Si è svolta a Palazzo Rospigliosi, sede di Coldiretti, la riunione della “Task Force” in materia di Ogm, coordinata da Stefano Masini di Coldiretti e alla quale erano presenti il coordinatore degli assessori regionali all’agricoltura Dario Stefano, le associazioni ambientaliste componenti la “Task Force”, associazioni agroalimentari unitamente a rappresentanti del mondo tecnico-scientifico. Per il Friuli Venezia Giulia ha partecipato l’assessore regionale alle risorse rurali, agroalimentari e forestali Claudio Violino.

Dalla riunione è emersa la necessità di continuare le azioni in materia di tutela delle colture tradizionali, sollecitando il Ministro Romano a prendere una posizione chiara e netta in materia di Ogm. La “Task Force” chiede che l’Italia, proprio attraverso il ministro Romano, attivi la clausola di salvaguardia prevista dall’art. 23 della Dir. CE 18/2001 e come richiesto all’unanimità ormai da diversi mesi da tutte le regioni che hanno potestà primaria in materia e quindi esprima la contrarietà italiana alle colture geneticamente modificate in sede europea.

A questo proposito, da parte di tutti i convenuti è stato espresso il plauso alle azioni intraprese dalla regione Friuli Venezia Giulia, che in seguito alle prime semine illegali di mais OGM ha approvato con larghissima maggioranza lo scorso marzo una legge che vieta l’utilizzo di semi OGM su tutto il territorio regionale. Apprezzamento è stato espresso anche per la linea tenuta per quanto riguarda i controlli e i sequestri effettuati nei mesi scorsi in provincia di Udine e Pordenone, a testimonianza di un sistema di controlli certo e funzionante.

“I complimenti ci fanno piacere, senz’altro – ha detto al termine della riunione l’assessore Claudio Violino – e dimostrano che abbiamo intrapreso un percorso nella giusta direzione. Adesso speriamo che anche da Roma esca un chiaro no alle colture geneticamente modificate. Non sono utili al modello di sviluppo agricolo del ‘Made in Italy’, che anche in agricoltura deve puntare alla qualità e al legame con il territorio”.