Venezia celebra Ernesto Teodoro Moneta, primo e unico premio Nobel italiano per la pace

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Con la mostra “Ernesto Teodoro Moneta. Premio Nobel per la Pace. Attualità di un messaggero di pace”, Venezia omaggia “uno dei primi pensatori globali, una figura apparentemente distante da noi, ma nella realtà assai vicina al contesto attuale, per il suo modo di rapportarsi nelle vicissitudini storiche e per le sue grandi intuizioni, prima fra tutte l’idea – espressa ancora nel 1915 – che, per salvare l’Europa, fosse indispensabile creare una federazione di Stati europei”. Così il presidente del Consiglio comunale di Venezia, Roberto Turetta, ha presentato a Ca’ Farsetti, l’esposizione che sarà inaugurata venerdì alla Biblioteca nazionale Marciana, dedicata a questo “pacifista militante”, che divenne convinto assertore della pace, dopo aver conosciuto, da combattente, gli orrori della guerra.

Personaggio forse poco noto al pubblico, Ernesto Teodoro Moneta è una figura-chiave del processo di costruzione dell’Italia unita e del pensiero pacifista ed internazionalista, unico italiano nella storia ad essere stato insignito – nel 1907 – del premio Nobel per la pace, per aver proposto la costituzione di un tavolo di arbitrato internazionale per risolvere le controversie tra gli Stati, evitando il ricorso alle armi. Ma è in particolare per il suo contributo alla formazione dello Stato italiano che la presidenza del Consiglio comunale e il Centro pace del comune di Venezia hanno promosso la mostra, quale evento topico della fase conclusiva delle celebrazioni per il centocinquantenario dell’Italia Unita.

Proprio per quest’occasione, l’associazione che cura l’esposizione – la Società per la Pace e la Giustizia internazionale, fondata proprio da Moneta nel 1887 e rinata a Monza nel 2000 – ha pubblicato le pagine dedicate ai moti rivoluzionari veneziani del 1848-49 a firma del Moneta giornalista, raccogliendole nell’opuscolo “La rivoluzione di Venezia e la sua difesa”. Per Turetta, “un documento importante per la città, che dimostra come Venezia sia arrivata dopo, ma partendo ben prima”. La mostra è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Anna Kuliscioff e la Biblioteca nazionale Marciana, grazie al lavoro prezioso dei volontari della Società per la pace e la Giustizia internazionale, che, nel tempo, hanno permesso di custodire e rendere fruibile l’archivio Moneta. Sarà inaugurata giovedì 17 novembre, alle ore 16.30, alla presenza, fra gli altri, del presidente Turetta, dell’assessore comunale al Centro Pace, Gianfranco Bettin, di Padre Alex Zanotelli, del presidente della Società per la pace e la Giustizia internazionale, Walter Galbusera, e di una pronipote di Moneta, Sara Moneta Caglio.