Benzinaio ucciso da un drogato a Thiene: fatto gravissimo

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Zaia: “buttare via le chiavi della cella”. Commercianti: “serve più sicurezza”

Sono bastate poche ore per assicurare alla galera il responsabile dell’efferato omicidio del benzinaio di Thiene che ha avuto la colpa di non cedere subito al balordo di turno che lo aggrediva l’incasso della giornata.

La ricostruzione dell’omicidio fatta dai carabinieri subito dopo l’interrogatorio del colpevole, Roberto Zuccollo, 41 anni, conferma sostanzialmente la dinamica ipotizzata nei primi minuti del fatto dagli investigatori. Zoppello ed il suo aggressore hanno avuto una colluttazione dentro il gabbiotto dell’area di servizio. Davanti alla reazione del benzinaio, il Zuccollo ha sfoderato il coltello, colpendo con tale violenza il benzinaio che questi è andato contro la vetrata del chiosco, infrangendola. Il benzinaio, pur raggiunto mortalmente al petto, è riuscito a rialzarsi, chiedendo aiuto, poi è stramazzato al suolo esanime.

I carabinieri hanno potuto risalire rapidamente al responsabile dellomicidio visionando le registrazioni delle telecamere dell’area di servizio. Determinante per l’individuazione di Zuccollo è stato l’occhio ‘clinico’ di un carabiniere della compagnia di Thiene, che osservando le immagini riprese dalla telecamera di sicurezza dell’impianto ‘Esso’ di gestito da Zoppello ha riconosciuto nella corporatura massiccia, ma anche negli abiti dell’aggressore, una ‘vecchia’ conoscenza: Zuccollo, appunto, ex istruttore di palestra, appassionato di culturismo, qualche precedente per cocaina e cessione illecita di anabolizzanti, nonché resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo attualmente era senza un’occupazione. L’omicida, assistito dall’avv. Nicola Guerra, all’arrivo dei carabinieri nella sua abitazione, distante non più di un chilometro dal luogo del delitto, stava andando a letto. Dapprima ha tentato di negare, poi ha ammesso di aver tentato la rapina nel distributore e di aver accoltellato Zoppello perché dopo la reazione del benzinaio – ha spiegato lui stesso agli investigatori – “non ci ho visto più”.

“Lo Stato c’è, i Carabinieri ci sono – ha detto il comandante dell’Arma di Vicenza, col. Michele Vito Sarno, commentando la rapidità con cui il caso è stato risolto -.

Questo è frutto della conoscenza che i militari hanno del loro territorio e delle persone che lo frequentano, soprattutto di chi abitualmente delinque, al punto che è stato possibile riconoscere il sospettato dalla corporatura e dal modo di camminare che si notava nelle immagini”.

Immediate le reazioni della società e delle categorie all’evento criminoso. L’omicidio del gestore impone, secondo l’associazione di categoria thienese, una rapida e concreta presa di posizione di tutte le realtà chiamate a sorvegliare sulla sicurezza e sull’ordine del territorio: “la nostra categoria – continua Cattelan – è esposta quotidianamente ad ogni forma di evento malavitoso e fino ad oggi raramente nelle nostre zone abbiamo assistito al consumarsi di tragedie come quella di ieri”. Per Cattelan “gli allarmi o la videosorveglianza sono sì utili, ma dopo quanto successo mi sento di richiedere senza mezzi termini un più severo presidio del territorio. Non siamo assolutamente disposti ad accettare che le nostre attività siano teatro di sciagure come questa”.

I commercianti e gli esercenti delle pompe di carburante sono preoccupati per la crescente criminalità. Tra le cause principali della criminalità che aggredisce le città, il 71,1% degli imprenditori del commercio indica l’impunità dei criminali e la mancanza di certezza della pena; il 31,6% ne addebita la responsabilità all’immigrazione clandestina, il 22% al degrado urbano e sociale. E’ quanto emerge da una ricerca svolta dalla Confcommercio in collaborazione con Format ricerche di mercato, presentata a Venezia al IV forum dei Giovani imprenditori, e messa in relazione al caso del benzinaio ucciso a Thiene nel corso di una tentata rapina. Secondo la ricerca, due imprese su tre destinano in media il 2% dei propri ricavi al sostegno dei costi per la sicurezza. Ciò implica che una quota rilevante dei margini lordi (tra il 10% e il 25%) è sottratta al reddito degli imprenditori o agli investimenti per spese connesse alla sicurezza e alla sopravvivenza stessa dell’attività. Il 4,1% delle Pmi – secondo lo studio – considera la possibilità di trasferire altrove la propria attività o di cederla a causa del rischio di rapine, furti o estorsioni. Tra le iniziative ritenute efficaci contro la criminalità le Pmi indicano pene più severe e certezza della pena.

Reazioni anche dal mondo politico: per il presidente della giunta regionale del Veneto, Luca Zaia questo “è un episodio che lascia sbigottiti, una violenza che lascia senza parole. Ma grazie al lavoro dei carabinieri il colpevole è stato preso immediatamente e adesso mi auguro venga messo in galera e si gettino le chiavi”. Per Zaia ‘”ci tengo a ringraziare il corpo dei carabinieri per il grande lavoro svolto, che ha permesso di mettere le manette a questo delinquente in tempi rapidissimi. E’ un segnale importante per far capire che nei nostri territori non c’e’ spazio per chi si macchia di episodi scellerati come questi, il Veneto si è sempre dimostrato una regione all’avanguardia per il controllo del territorio, ponendosi – come ho già avuto modo di dire – come una vera e propria officina della legalità e della sicurezza. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, mi auguro una punizione esemplare per il colpevole”.