Provincia di Treviso: negli ultimi 10 anni nel comparto artigiano gli infortuni sono in netto calo

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Mario Pozza, presidente Confartigianato Marca Trevigiana
Mario Pozza, presidente Confartigianato Marca Trevigiana

Mario Pozza, presidente Confartigianato Marca TrevigianaDal 2000 al 2009 gli incidenti sono passati da 26.830 a 17.862. Drastico calo pure nelle morti

Nel mondo del lavoro trevigiano, nel decennio che va dal 2000 al 2009, si è registrata una significativa contrazione degli infortuni: da 26.830 casi denunciati si è scesi a 17.862, con una riduzione del 33%. Nell’artigianato in particolare la riduzione si attesta al 53%. Gli infortuni si sono più che dimezzati, mentre gli eventi mortali sono passati da 23 a 6, complessivamente, e da 15 a 1 nel comparto artigiano. Sono numeri di notevole soddisfazione per il presidente di Confartigianato della Marca Trevigiana, Mario Pozza, che evidenziano come il tema della sicurezza tra gli appartenenti alla categoria sia ormai stato ampiamente introitato.

Per Pozza, “questi dati positivi sono riconducibili non solo all’aumento degli obblighi imposti dall’adesione alla normativa sulla sicurezza ma anche a tutte le iniziative di sensibilizzazione, di aiuto, di supporto tecnico e finanziario messe a disposizione delle imprese dalle associazioni di categoria, dagli enti bilaterali, Cobis in testa, e da tutti gli istituti che si riconoscono nel tavolo provinciale di coordinamento della sicurezza”. La cultura della sicurezza non è più intesa come un onere aggiuntivo o una scocciatura, ma come un fattore strategico della produzione: “l’insieme delle norme e delle soluzione promosse per la loro applicazione ha contribuito allo sviluppo di una cultura della sicurezza che coinvolge nelle imprese artigiane oltre a dipendenti e collaboratori anche i titolari che operano sui luoghi di lavoro” dice il presidente degli artigiani della Marca che sottolinea come “gli infortuni dei titolari sono in riduzione, da 16.9% a 9.2% nelle imprese con dipendenti, soggette in toto alla normativa, mentre nelle aziende senza dipendenti ovvero nel caso dei lavoratori autonomi, l’infortunio del titolare passa da 5.9% al 14.7%”.

L’analisi conferma che le categorie di lavoratori più esposti agli infortuni sono edilizia, metalmeccanica, impiantistica e legno. Le prime due categorie si attestano complessivamente al 54%, le altre due attorno al 22%.

Quali sono le maggiori cause d’infortunio? Secondo l’indagine condotta da Confartigianato Treviso si rileva una forte riduzione di quelli legati all’evoluzione tecnologica rispetto alle soluzioni di protezione e tutela, macchine operatrici da 543 a 202, attrezzi/utensili da 557 a 163, parti di macchine 512 a 79, materiali e sostanze da 1275 a 562. Più ridotta, ma pur sempre ridotta, l’incidenza di infortuni legati all’ambiente e all’organizzazione del lavoro.

Secondo Pozza “l’andamento positivo dei dati riscontrato nello studio conferma la validità dell’azione degli enti bilaterali nell’individuare modelli applicativi efficaci e capaci di tradurre una normativa particolarmente complessa e articolata, in concrete azioni che migliorano gli standard di sicurezza per chi lavora nelle piccole aziende rendendole più competitive. Inoltre, in un periodo di grande difficoltà economica e finanziaria, l’impegno da parte delle associazioni e dei sindacati ad offrire modelli semplificati e gratuiti per l’applicazione delle normative antinfortunistiche si traduce anche in un reale beneficio per la liquidità delle imprese poiché sono previste una serie di importanti agevolazioni sul premio Inail”. Una situazione che in provincia di Treviso è destinata a migliorare ulteriormente nel tempo: “il tema della sicurezza, come declinato negli accordi tra associazioni artigiane e sindacati, ha da tempo trovato un supporto qualificante nella condivisione e partecipazione delle istituzioni competenti nelle verifiche e nei controlli” conclude Pozza.