Tagli al comparto agricolo friulano, Coldiretti, Confagricoltura e Cia replicano all’assessore Claudio Violino

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Dario Ermacora
Dario Ermacora

Dario Ermacora“Se Violino è dispiaciuto, cosa debbono dire le imprese?”

Il bilancio 2012 della regione Friuli Venezia Giulia prevede un taglio delle risorse disponibili per il comparto agricolo, che per il prossimo anno ammonteranno a 38 milioni di euro, 5 in meno rispetto all’anno che sta per chiudersi. L’assessore regionale Claudio Violino aveva dichiarato di “essere dispiaciuto” e di avere “limitato i tagli ai settori non strategici”, chiedendo al presidente della Regione Tondo “di integrare alcuni fondi da destinare al sostegno del comparto agricolo”. Da parte delle categorie del settore agricolo arriva la risposta alla proposta di bilancio relativamente al proprio comparto: “se l’assessore regionale all’agricoltura Violino dichiara di essere dispiaciuto per la mancanza di risorse all’agricoltura, cosa dovrebbero dire la imprese agricole del Friuli Venezia Giulia per le quali la Finanziaria regionale non prevede, per la prima volta nella storia della Regione, un euro per lo sviluppo e le infrastrutture?” Se lo chiedono i presidenti regionali di Coldiretti, Dario Ermacora, di Confagricoltura, Giovanni Pistoni, e della Cia, Ennio Benedetti, annunciando l’intenzione di presentare in breve un documento nel quale individueranno le priorità delle imprese agricole della regione, fra cui anche un finanziamento adeguato del Fondo di rotazione, auspicando che vi sia poi la volontà politica per un confronto che porti a modificare l’attuale impostazione del bilancio per quanto riguarda la parte agricola.

Ciò che le associazioni agricole criticano duramente, oltre alla quantità di risorse, sono anche i riparti decisi dalla Regione: secondo loro, sarebbe possibile orientare le poche risorse disponibili non già verso le strutture burocratico-amministrative, alcune delle quali poco o nulla hanno a che fare con l’agricoltura, ma verso le imprese e le infrastrutture.

Quali sono le altre richieste delle tre associazioni di categoria alla Giunta regionale? Eccole.

Infrastrutture: non ci sono fondi per le infrastrutture di supporto alle imprese ed in particolare per l’ammodernamento degli impianti irrigui (trasformazione da scorrimento a pioggia), la realizzazione di nuovi impianti nell’ambito di un piano pluriennale da realizzare in base ad un preciso programma di interventi, ed infine una politica di gestione del territorio.

Sburocratizzazione: mancano norme per la sburocratizzazione che portino a un alleggerimento degli oneri sia per le imprese sia per la pubblica amministrazione. Anche la norma introdotta lo scorso anno per il trasferimento di funzioni dalle Camera di commercio ai CAA ai fini dell’assegnazione del carburante agricolo agevolato è rimasta lettera morta. E’ necessario dare il prima possibile contenuti al principio di sussidiarietà sull’esempio di quanto stanno facendo già altre regioni e di quanto si è fatto in Regione nel settore dell’artigianato.

Organismo pagatore: è indispensabile e urgente attivare un Organismo pagatore regionale o altra struttura assieme alle regioni del nord Italia che consenta di superare le disfunzioni riscontrate in Agea sia per quanto riguarda il PSR (inefficienze dei programmi, ritardo nei pagamenti di indennità compensative, misure agro ambientali, ecc.), sia per le altre funzioni legate al Siagri ed in particolare nel comparto vitivinicolo.

Ora le categorie si attendono che la Regione dia loro delle risposte concrete, specie per quelle richieste che non prevedono alcun costo, come il taglio alla burocrazia che grava sul settore.