No all’Italia senza province

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Attilio Schneck
Attilio Schneck

Attilio SchneckIl 31 gennaio mobilitazione delle province italiane per protestare con l’ipotesi di riforma istituzionale che le abolisce. Le iniziative a Vicenza

Un Consiglio straordinario per dire “NO” all’abolizione delle Province: si terrà in tutta Italia, Vicenza compresa, martedì 31 gennaio. L’appuntamento è nella Sala Consiglio di Palazzo Nievo alle 15.00 per l’approvazione di un ordine del giorno elaborato dall’Upi (Unione Province d’Italia) e già approvato dal Coordinamento dei Presidenti dei Consigli Provinciali il 20 gennaio 2012, con una integrazione da parte dei Presidenti dei Consigli Provinciali del Veneto.
Il dibattito consiliare sarà preceduto dall’intervento dell’Avv. Dario Meneguzzo di Malo e dall’analisi del dossier che mette a confronto costi, funzioni e bilanci delle istituzioni italiane. Per un più ampio e completo dibattito, il Consiglio sarà aperto ai contributi esterni. Sono invitati, in particolare, il Prefetto, il Presidente regionale dell’ANCI, i parlamentari vicentini europei, nazionali e regionali, i segretari provinciali dei partiti, il presidente della Camera di Commercio di Vicenza, il presidente dell’Associazione Industriali di Vicenza, il presidente dell’Associazione Artigiani di Vicenza, il presidente dell’Associazione Commercianti, il presidente della Coldiretti, il giornalista Gianantonio Stella noto fustigatore della politica italiana e tutti gli organi di informazione locale. Ma quanto costano le province italiane? Il presidente della provincia berica, Attilio Schneck, consulta a tal proposito il dossier realizzato dall’Upi, secondo cui  nel 2011 le spese sostenute dalle Province italiane sono state pari a circa 11,6 miliardi di euro, in marcata flessione rispetto al triennio precedente (-1.900.000.000 di euro rispetto al 2008). Queste le singole voci di spesa:
• Mobilità, Viabilità, Trasporti: gestione trasporto pubblico extraurbano; gestione di circa 125.000 chilometri di strade nazionali extraurbane. Spesa complessiva 1.430.000.000 di euro.
• Gestione del territorio e tutela ambientale: difesa del suolo, prevenzione delle calamità, tutela delle risorse idriche ed energetiche; smaltimento dei rifiuti. Spesa complessiva 3.200.000.000 di euro.
• Edilizia scolastica, funzionamento delle scuole e formazione professionale: gestione di oltre 5.000 edifici, quasi 120.000 classi e oltre 2.500.000 allievi. Spesa complessiva 2.210.000.000 di euro.
• Sviluppo economico e Servizi per il mercato del lavoro: gestione dei servizi di collocamento attraverso 854 Centri per l’impiego; sostegno all’imprenditoria, all’agricoltura, alla pesca. promozione delle energie alternative e delle fonti rinnovabili. Spesa complessiva 1.100.000.000 di euro.
• Promozione della cultura. Spesa complessiva 190 milioni di euro.
• Promozione del turismo e dello sport. Spesa complessiva 210 milioni di euro.
• Servizi sociali. Spesa complessiva 180 milioni di euro.
• Costo del personale. Spesa complessiva 2.300.000.000. Il personale delle Province ammonta a circa 61.000 unità.
• Spese generali dell’amministrazione e spese di manutenzione del patrimonio (informatizzazione, patrimonio immobiliare, cancelleria, costi utenze telefoniche, elettricità, etc.). Spesa complessiva 750 milioni di euro.
• Indennità degli amministratori. Spesa complessiva 111 milioni di euro.
Il costo degli amministratori provinciali, che è con molta probabilità l’unica spesa che verrà tagliata con l’abolizione delle Province, è stato nel 2011 di 111 milioni di euro, comprensivi di indennità e rimborsi. Rispetto alla spesa complessiva delle Province (11,5 miliardi di euro), i cosiddetti costi della politica ammontano allo 0,9%. Dopo la manovra 2011, sulla base di quanto previsto dal decreto 78 del 2010 in materia di riduzione delle indennità degli amministratori provinciali, il costo complessivo dei 1.774 amministratori provinciali si ridurrà a circa 34 milioni di euro. Questo a fronte di 459 milioni di euro costo dei parlamentari (di cui Senato 153 milioni e Camera dei Deputati 306 milioni), poco meno di 845 milioni di euro degli eletti in Regione e poco più di 591 milioni degli amministratori comunali. Si aggiungano, poi gli oltre 7.000 enti strumentali (Consorzi, Aziende, Società) che occupano circa 24.000 persone nei Consigli di Amministrazione. Il solo costo dei compensi, le spese di rappresentanza, il funzionamento dei consigli di amministrazione, organi collegiali, delle Società pubbliche o partecipate nel 2010 è pari a 2,5 miliardi di euro.