Inaugurati gli anni accademici delle università di Udine e di Trieste

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FVG inagurazione 34 anno accademico Udine Renzo Tondo Cristiana Compagno Rettore Univ Udine e Francesco Profumo Ministro Istruzione Università e Ricerca 1

FVG inagurazione 34 anno accademico Udine Renzo Tondo Cristiana Compagno Rettore Univ Udine e Francesco Profumo Ministro Istruzione Università e Ricerca 1Alla presenza dei ministri Profumo e Clini, aperto un dialogo volto alla federazione in un unico ateneo regionale delle due università

Una giornata all’insegna dell’inaugurazione degli anni accademici dei due atenei regionali, Udiene Trieste, alla presenza dei ministri Francesco Profumo e Corrado Clini, oltre che del presidente della giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo.

“Una federazione tra le università di Udine e Trieste è un progetto di grandissimo interesse, perché ci consente di trovare delle sinergie tra realtà diverse: vediamo se troviamo modo di dare al progetto una concretezza” ha detto il ministro dell’Istruzione e della ricerca, Francesco Profumo, a Udine per l’inaugurazione del 34 anno accademico dell’Università del Friuli, alla quale hanno partecipato il rettore dell’ateneo, Cristiana Compagno, e il governatore regionale, Renzo Tondo.

“Questa attività aggregata deve interessare in primis la ricerca, la formazione e in seguito l’attività di tipo amministrativo e gestionale”, ha aggiunto il ministro commentando la proposta di una possibile federazione tra i due atenei, lanciata dai rettori dell’Università di Udine, Cristiana Compagno, e dell’Università di Trieste, Francesco Peroni. “Credo che tra le università sul territorio ci debba essere una maggiore sinergia – ha proseguito – al fine di dare prima di tutto una migliore risposta agli studenti in termini di qualità, efficienza ed efficacia e, soprattutto, di dare loro maggiore robustezza nella sfida successiva che è quella del lavoro”.

Sull’aspetto del sottofinanziamento storico dell’università di Udine, il ministro ha affermato che “quest’anno intanto è un anno di transizione, e quindi non cambieremo la modalità con viene distribuito il fondo di finanziamento” ha detto Profumo, annunciando anche le prossime moficihe: “quello che faremo da quest’anno è una diversa modalità di finanziamento complessivo, che io chiamo multifondo. Fino ad oggi, abbiamo avuto dei silos separati, tra università, ricerca, edilizia – ha continuato -, ma allora io credo invece che occorre mettere tutto sul tavolo, con questo sistema multifondo che dà molte opportunità alle università se hanno una buona capacità di governo. E credo che l’università di Udine sia un ottimo esempio da questo punto di vista”.

Anche dall’ateneo di Trieste si leva un appello al cambiamento: “gli elementi di contesto e gli standard di qualità preconizzati dai diversi interventi di riforma in cantiere richiamano all’urgenza di una strategia sempre più integrata, di un patto federativo tra le università, che veda convergere sull’obiettivo i principali attori istituzionali del territorio” dice il rettore Francesco Peroni, intervenendo sul futuro del sistema accademico regionale.

Parlando all’inaugurazione dell’anno accademico a cui partecipa il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, Peroni ha aggiunto che “il cammino da intraprendere sulla via dell’integrazione reciproca, al di là degli indubbi progressi degli ultimi anni, richiede un cambio di passo, non più affidabile al solo ‘entente cordiale’ dei rettori in carica o di singoli gruppi disciplinari”. Citando il pensiero di Ernesto Rossi ‘Sapere quel che vogliamo’, Peroni ha individuato il “cambio di passo quale unico, probabilmente, in grado di neutralizzare le resistenze dei tanti che si illudono di rinviare i processi di cambiamento, semplicemente ignorando i nessi causali della storia, o dei non meno numerosi che tuttora limitano il proprio orizzonte al all’ombra del campanile e delle piccole patrie territoriali”. Peroni ha infine ricordato che il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione d’Italia in cui le università sono bloccate nel turnover.

Le richieste degli atenei regionali non sono state fatte proprie dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo: “la Regione sarà a vostro fianco senza esitazione. Non è in gioco l’autonomia dei due Atenei, è chiaro che la competizione si gioca a livello europeo. E’ molto positiva e per nulla scontata la sintonia che si è creata tra gli atenei di Udine e di Trieste”. Tondo ha salutato con favore la coincidenza che le due università regionali inaugurino nella stessa giornata i propri anni accademici. “I rettori Francesco Peroni e Cristiana Compagno si sono mossi con grande sapienza”.

Per il ministro Corrado Clini “si può andare oltre alla fase della riduzione della spesa per entrare in una fase di crescita.Ma la nuova fase ha bisogno di politiche che sappiano individuare linee di investimento che consentano di individuare le spese per la crescita dallo spreco di risorse”.

Per Clini “la dimensione internazionale che l’università di Trieste ha e ha conquistato, oltre ai primati, sono un patrimonio per il Paese, non un costo. Questa è la chiave sulla quale stiamo cercando di lavorare e continueremo a lavorare”

L’inaugurazione dei due anni accademici ha dato il destro anche per una polemica politica. Per il deputato Ivano Strizzolo (Pd) “dopo i pesanti tagli di risorse alla scuola e alla università e dopo il periodo degli annunci ad effetto dell’ex ministro Gelmini finalmente uno dei ministeri più importanti per il futuro del Paese è in mani competenti” ha dichiarato commentando l’intervento del ministro Francesco Profumo all’apertura dell’anno accademico dell’Università di Udine, sottolineandone la “concreta disponibilità a sostenere i programmi di collaborazione con gli Atenei dei Paesi vicini, realizzando una rete di conoscenze e di innovazione fondamentale per far crescere culturalmente ed economicamente l’Italia”. Strizzolo giudica inoltre “molto positiva anche la relazione del rettore Cristiana Compagno che ha messo in luce le eccellenze della università friulana nonostante i tagli imposti dal governo Berlusconi, tagli approvati con il consenso del Pdl e della Lega Nord che, mentre a Roma approvavano il drastico calo di risorse a scuola e università, poi sul territorio andavano a fare mirabolanti promesse. Con il Governo Monti, per fortuna, la musica è cambiata”.