Alla presidente uscente di Confindustria Emma Marcegaglia il premio Rhodiginum a Fratta Polesine

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Confindustria Trento assemblea 2007 Helicopter Italia emma marcegaglia 1“Indispensabile riforme serie, altrimenti si perdono posizioni. Serve una riforma fiscale per abbattere peso della tassazione”

Per il presidente uscente di Confindustria, Emma Marcegaglia, l’Italia “ce la può ancora fare, ha tutte le capacità per farcela, però non dobbiamo rimanere fermi. Non dobbiamo fare le mezze riforme, non dobbiamo sempre fare mediazioni al ribasso perché questo invece ci condanna a uno scenario in cui cresceremo sempre meno, avremo meno occupazione, daremo meno speranza ai giovani e quindi di conseguenza avremo un Paese che si piega su se stesso”. L’analisi è stata fatta nel corso della cerimonia per il conferimento del premio Rhodigium, a Fratta Polesine. Emma Marcegaglia ha spiegato che l’Italia “non solo ha subito la crisi in modo maggiore rispetto agli altri Paesi europei, ma nel 2008-2009 abbiamo perso sette punti di Pil, molto di più degli altri Paesi dell’Ue. Se guardiamo a un orizzonte un po’ più ampio – ha detto – sono 10-15 anni che cresciamo un punto percentuale di Pil inferiore non al Brasile o alla Cina, ma alla media europea”.

La presidente uscente degli industriali ha ricordato che fino al 2001 l’Italia era la quinta potenza industriale del mondo, la seconda manifatturiera in Europa, e dopo la crisi è balzata all’ottavo posto superata da Corea, Brasile e India. “Se non si cambia – ha aggiunto la Marcegaglia – rischiamo di diventare decimi, dodicesimi e così via. Questo perché fondamentalmente ci siamo adattati peggio rispetto agli altri Paesi riguardo ai cambiamenti, alla globalizzazione. Ma soprattutto – ha evidenziato – le nostre istituzioni non si sono adeguate, si sono invece bloccate, sono state cambiate le virgole. E quando le istituzioni non si adattano a un mondo che cresce, tutto si chiude, ognuno difende se stesso. Per cui noi siamo diventati una società ipercorporativizzata con una grande frammentazione politica, con un’enorme pubblica amministrazione”. Per Marcegaglia è imprescindibile la necessità di fare al più presto “le grandi riforme: in un momento in cui non si può più pensare, per fortuna, che la crescita avviene dall’aumento del debito pubblico, dall’aumento della spesa pubblica, l’unico modo per tornare a crescere è fare quelle riforme che non abbiamo fatto in passato: quindi serve mercato del lavoro migliore, una burocrazia più ridotta e più efficiente, investire di più in innovazione e università, fare le infrastrutture del Paese. Tutte cose – ha osservato – che ripetiamo da molto tempo, ma che continui veti incrociati non ci hanno permesso di fare”.

Secondo la presidente uscente di Confindustria, se non si mette mano alle riforme “cresceremo dello 0,5-0,7% all’anno, uno scenario in cui aumenterà la disoccupazione, non riusciremo a tenere in piedi il nostro sistema imprenditoriale e addirittura non riusciremmo a sostenere il debito pubblico. Noi non siamo condannati a non crescere – ha ribadito – abbiamo ancora grandi capacità, grandi eccellenze e lavoratori molto capaci. Se riusciremo a superare tutte queste rigidità, queste riforme non fatte rimandate per molto tempo, avremo la capacita di crescita del 2-2,5%”.

Altra palla al piede della competitività del sistema Italia è costituito dall’eccessivo peso del Fisco che deve andare di pari passo con il taglio della spesa pubblica: Marcegaglia conviene con il ministro per i rapporti con il Parlamento, Pietro Giarda, che “il taglio della spesa pubblica deve esserci ma il tema delle tasse in questo paese è un tema molto serio. L’obiettivo deve essere l’azzeramento del deficit nel 2013, ma questo paese deve fare un piano per la riduzione della pressione fiscale, soprattutto per lavoratori e imprese perché le tasse pesano al 45% sul Pil e chi paga le tasse sono il 60%”. Secondo Marcegaglia, il peso delle tasse “è uno dei livelli più alti che ci sia in Europa. E’ per questo è così difficile fare crescita, consumare, fare investimenti. Quindi penso che il Governo si debba porre il problema serio di abbassare le tasse”.