Tariffe roaming, il Parlamento Europeo approva definitivamente i nuovi piani tariffari per le comunicazioni transfrontaliere a partire dal 1 luglio 2012

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Bizzotto: “indispensabile creare una Schengen delle telecomunicazioni per arrivare alla parificazione dei costi in tutt’Europa”

Dal primo luglio saranno tagliati i costi delle chiamate e al traffico dati in roaming.
La plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles ha approvato a larghissima maggioranza (578 si’, 10 no, 10 astenuti). Il nuovo regolamento europeo mette un tetto alle tariffe e permettera’ l’acquisto di servizi roaming da operatori diversi dagli operatori nazionali, aprendo il mercato dei 27 paesi alla concorrenza finora notevolmente contrastata a suon di caro tariffe sia per le chiamate voce che, soprattutto, per il traffico dati.

La tariffa massima per il finora carissimo e non regolamentato traffico dati, indispensabile per il pieno uso di smartphone e tablet, dal primo luglio prossimo sarà di 70 centesimi a megabyte, che scenderanno a 45 cent/Mb nel 2013 e a 20 cent/Mb dal primo luglio 2014. Per le chiamate vocali la riduzione è prevista con analoga stessa gradualità: il primo luglio prossimo si scenderà dagli attuali 35 a 29 cent/min, nel luglio 2013 a 24 cent/min e nel 2014 a 19 cent/min. Per le chiamate ricevute dagli attuali 11 cent/min si passerà a 8 cent/min a luglio prossimo, a 7 cent/min nel luglio 2013 e 5 cent/min nel 2014. Anche gli SMS saranno meno cari, scendendo dall’attuale massimale di 11 centesimi a 9 centesimi tra poco più di un mese e mezzo e a 6 centesimi il primo luglio 2014. Il risparmio annuo previsto è di 200 euro/anno a famiglia, mille per chi viaggia per lavoro.

Soddisfatta per il provvedimento l’eurodeputata veneta Mara Bizzotto: “ora, alle quattro libertà fondamentali che l’Europa pubblicizza come conquista storica, se ne deve aggiungere una quinta, la libera circolazione delle informazioni. Ciascun cittadino europeo deve poter circolare liberamente tra gli Stati Membri usufruendo della tariffa telefonica stabilita dal proprio operatore nazionale. Basta frodi e bollette salatissime per chi si sposta all’interno dell’UE”. Per Bizzotto questo si tratta di un primo passo: “questo però non è ancora abbastanza. Se vogliamo davvero dare una risposta vera e concreta ai cittadini, impegniamoci per creare una sorta di ‘Schengen delle telecomunicazioni’, che non imponga più ai cittadini tariffe diverse a seconda dei Paesi in cui si opera. Le tecnologie permettono questo scenario e spetta agli operatori di telecomunicazione agire in questa direzione quanto prima”.