Parametrare le tariffe ferroviarie in base all’inquinamento acustico dei convogli

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Herbert Dorfmann 1Il Parlamento Europeo approva una proposta di Herbert Dorfmann inserita nella direttiva che istituisce lo spazio ferroviario europeo

Il trasporto ferroviario è destinato a crescere considerevolmente nel prossimo futuro, specie lungo le direttrici dei cosiddetti “corridoi europei”. Se la crescita dell’impiego del trasporto ferroviario di merci e persone ha benefici impatti sull’ambiente in termini di minor inquinamento atmosferico, non così per un altro aspetto ambientale, spesso trascurato, come l’inquinamento acustico, ma molto sentito specie dalle popolazioni che vivono in prossimità delle linee ferroviarie, specie dove queste solcano le strette valli alpine. “Le tariffe ferroviarie dovranno essere cambiate tenendo conto dell’inquinamento acustico”. Lo ha detto l’europarlamentare della Svp, Herbert Dorfmann, dopo l’approvazione di un suo emendamento alla proposta di direttiva che istituisce un spazio ferroviario europeo votata dal Parlamento europeo.

Lo scopo di questa riforma, derivante dalla direttiva del 2001 sulla liberalizzazione del trasporto ferroviario, è aprire la rete ferroviaria alla concorrenza di tutti gli operatori interessati per migliorare e ottimizzare l’offerta sia per i passeggeri che per il trasporto delle merci in Europa. L’emendamento di Dorfmann, che richiama l’attenzione sulla “scarsa qualità dei treni merci e il conseguente inquinamento acustico” prevede che le imprese ferroviarie debbano pagare tariffe più alte se impiegano vagoni rumorosi. “Per la prima volta, abbiamo votato una proposta concreta per limitare l’impatto del trasporto ferroviario che gioverà alle persone che vivono lungo gli assi ferroviari. Solo seguendo la logica che il rumore ha un costo si riuscirà a costringere le compagnie ferroviarie a sostituire il vecchio parco treni”, commenta Dorfmann.

In Europa circolano oltre 1 milione di vagoni, in gran parte merci, moltissimi dei quali vecchi ed obsoleti. Ad aggravare la situazione, c’è il fatto che molto spesso le società che esercitano il trasporto ferroviario impiegano vagoni noleggiati da società terze che hanno oggi poco interesse a modernizzare il parco veicoli. Per Dofrmann “è necessario che anche il trasporto ferroviario si modernizzi così come è avvenuto negli ultimi vent’anni con il trasporto su gomma, che ha ridotto grandemente il proprio impatto ambientale. E’ necessario che s’investa anche nell’ammodernamento dei carri ferroviari, specie quelli merci, per ridurre l’inquinamento acustico e migliorare la sicurezza complessiva dei convogli”.

Dorfmann lancia anche una proposta: “sarebbe opportuno che l’Unione Europea bandisse specifici bandi di ricerca nell’ammodernamento dei carri ferroviari, visto che la loro tecnologia è molto arretrata, specie nel complesso del carrello ruota. Credo che le moderne tecnologie e i nuovi materiali potrebbero rendere disponibili nuovi complessi che offrano migliori caratteristiche tecniche e di durata”.