Turismo, la crisi non ferma le provenienze dai paesi BRIC

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VeneziaChiesaSanMarco 1Mentre italiani ed europei tagliano sulle vacanze, non così i turisti di Brasile, Russia, Cina e India: nel 2012 oltre 3 milioni gli arrivi in Italia

La crisi economica non ferma i turisti dei Paesi Bric (Brasile-Russia-Cina-India) che in oltre tre milioni, nel 2012, hanno scelto di approdare in Italia, con un incremento dei flussi raddoppiato rispetto a quello europeo, spendendo 1,8 mld di euro, di cui il 56,4% solo per svago. La regione preferita da tutti è il Lazio alla quale i brasiliani aggiungono il loro interesse anche per la Toscana e per il Veneto, mentre i russi per l’Emilia Romagna e per il Veneto, gli indiani per il Veneto e la Lombardia e i cinesi invece per la Toscana e per la Lombardia. La ‘fotografia’ di questo flusso turistico è stata eseguita dal Ciset, il Centro internazionale di studi sull’economia turistica dell’Università Ca’ Foscari, su fonti della Banca d’Italia.

Sono soggiorni piuttosto brevi e per questo la spesa nel paniere dei Paesi Bric per l’arte e i ‘tesori’ italiani è la più bassa (5,2%) rispetto a quella dell’alloggio (40,8%), della ristorazione (22,5%), dei trasporti (12,2%) e dello shopping (19,3%). Fra tutti i più ‘spendaccioni’ sono i russi che nel loro soggiorno in Italia (la quota vacanza è la più alta, 70,3%) hanno speso (dati 2011) 925 mln di euro, i più parsimoniosi i cinesi (245 mln), mentre gli indiani sono quelli che spendono le cifre maggiori per congressi e affari (il 68%). I brasiliani invece, nella composizione del paniere di spesa, arrivano a spendere per lo shopping (33,4%) quasi quanto per l’alloggio (27,3%).

Le cifre per il 2012 sono destinate a salire con un incremento degli arrivi Bric in Italia sopra al +3%, contro un +1,5% dei flussi dai mercati europei tradizionali. Per l’alloggio a spendere di più sono gli indiani (47,7% sul totale), nella ristorazione primeggiano i cinesi (24,7%), per lo shopping in testa ci sono i russi con il 39,6% rispetto al 17,2% degli indiani. Secondo Mara Manente, direttore Ciset, nel 2012 il movimento turistico dai paesi Bric “registrerà una crescita superiore a quella dei mercati tradizionali. E questo è un buon segnale anche per i risultati economici del settore. Con l’unica eccezione dei visitatori cinesi, che – osserva – ancora registrano comportamenti di spesa di livello medio basso; si tratta infatti di viaggiatori con un’elevata propensione a spendere e con un paniere di spesa dove lo shopping raggiunge, nel caso dei russi, quasi il 40% del totale”.