Dall’inizio della crisi (2008) ad oggi sono fallite oltre 46.000 imprese

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Secondo la Cgia di Mestre, per un caso su tre la causa è da ricondursi al ritardo nei pagamenti

Dall’inizio della crisi nel 2008 alla fine di giugno 2012, i fallimenti in Italia hanno sfiorato le 46.400 unità. Tra questi, stima la Cgia di Mestre, poco meno di 14.400 (poco più del 30%) sono maturati a causa dell’impossibilità da parte degli imprenditori di incassare in tempi ragionevoli le proprie spettanze.

Secondo i dati di Intrum Justitia, la percentuale di aziende che in Europa falliscono a causa dei ritardi dei pagamenti è pari al 25% del totale. Dato che in Italia i ritardi superano la media europea di circa 30 giorni, la Cgia ha stimato che la media italiana di aziende che falliscono a causa dei ritardi si attesta intorno al 31% del totale. Indubbiamente anche la crisi economica ha contribuito ad aggravare questa situazione, anche se, tra i principali Paesi dell’Unione europea, l’Italia è l’unico ad aver registrato, tra il 2008 ed i primi mesi del 2012, un aumento dei tempi effettivi di pagamento: +8 giorni nelle transazioni commerciali tra le imprese private, +45 giorni nei rapporti tra pubblica amministrazione ed imprese, allargando ancor più i tempi d’attesa, già biblici, per il saldo delle fatture da parte degli enti pubblici. Drammatica la situazione per quelle attività che lavorano per lo stato centrale o per le autonomie locali. Se in Italia il pagamento avviene mediamente dopo 180 giorni (con punte che raggiungono e superano l’anno), in Francia le aziende vengono saldate in media dopo 65 giorni, in Gran Bretagna dopo 43 giorni, mentre in Germania il pagamento avviene dopo appena 36 giorni.

Per il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, “nonostante il Governo Monti abbia messo in campo alcune misure che entro la fine di quest’anno dovrebbero sbloccare una parte dei pagamenti che i privati avanzano dalla pubblica amministrazione, è necessario che venga recepita quanto prima la Direttiva europea contro il ritardo nei pagamenti. La mancanza di liquidità sta facendo crescere il numero degli ‘sfiduciati’, ovvero di quegli imprenditori che hanno deciso di non ricorrere all’aiuto di una banca. E’ un segnale preoccupante che rischia di indurre molte aziende a rivolgersi a forme illegali di accesso al credito, con il pericolo che ciò dia luogo ad un incremento dell’usura e del numero di infiltrazioni malavitose nel nostro sistema economico”.


               Numero di fallimenti avvenuti in Italia dall’inizio della crisi ad oggi

2008

2009

2010

2011

2012

TOTALE

I° semestre

4.593

5.826

6.399

6.321

Totale anno

7.238

9.383

11.286

12.169

46.397

Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Cribis

Tempi di pagamento medi effettivi tra imprese nei principali paesi Ue

(valori espressi in giorni)

Imprese

Var. giorni (2008-2012)

2008

2009

2010

2011

2012

ITALIA

88

88

96

103

96

+8

FRANCIA

65

63

59

59

57

-8

GERMANIA

46

49

35

37

35

-11

REGNO UNITO*

51

52

50

46

44

-7

(*) per il 2008 eccetto Scozia e Irlanda del Nord

Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Intrum Justitia

Tempi di pagamento medi effettivi

tra Pubblica Amministrazione e imprese nei principali Paesi Ue

(valori espressi in giorni)

Pubblica Amministrazione

Var. giorni (2008-2012)

2008

2009

2010

2011

2012

ITALIA

135

128

186

180

180

+45

FRANCIA

71

70

65

64

65

-6

GERMANIA

40

40

36

35

36

-4

REGNO UNITO*

48

49

48

47

43

-5

(*) per il 2008 eccetto Scozia e Irlanda del Nord

Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Intrum Justitia