Veneto, in giugno turismo in chiaroscuro per il perso della crisi economica

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lettino spiaggia mare Lavazza 1Turismo in chiaroscuro in Veneto nel mese di giugno, con i flussi turistici che hanno registrato un andamento altalenante, condizionato con evidenza dalle crisi economiche nei singoli Paesi di provenienza e interessando soprattutto il settore alberghiero. “Dopo la forte tenuta di arrivi e presenze registrata a maggio – sottolinea l’assessore regionale MarinoFinozzi – determinata soprattutto dalla Pentecoste e dal massiccio afflusso anticipato di ospiti provenienti dall’area tedesca, con il mese successivo i dati sono stati meno positivi e, soprattutto, nonostante i buoni risultati in termini di arrivi (+1% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno), le presenze sono calate dell’1,2%, sostanzialmente a causa della diminuzione della durata dei soggiorni fatta registrare dai turisti italiani, il cui numero di pernottamenti è diminuito del 4,1%, a fronte di una ulteriore crescita dello 0,5% delle presenze straniere”.

Secondo Finozzi “questo significa peraltro che il Veneto resta di gran lunga la meta preferita da parte dei turisti provenienti da Paesi esteri, che tra gennaio e giugno del 2012 hanno rappresentato circa il 63,5% del totale delle presenze, con una conferma di tedeschi, austriaci, francesi, inglesi, statunitensi e olandesi, in ordine di graduatoria. La diminuzione degli italiani, tuttavia, è stata preoccupante, anche se i dati degli altri mesi estivi, compreso l’agosto corrente, sembrano in controtendenza. In ogni caso, se è presto per un bilancio definitivo, sono chiare le tendenze all’interno di uno scenario economico molto differenziato e ovunque pesante. Se le presenze italiane diminuiscono del 4,1%, quelle dei greci calano del 32,2%, gli spagnoli registrano un –21% e i portoghesi -17,2%. Per contro, crescono in maniera interessante i nuovi ospiti dai Paesi BRIC: russi (+19,6%), cinesi (+14,1%), brasiliani (+7,4%), indiani (+2,5%). Aumentano significativamente anche gli olandesi (+11,2%) e giapponesi (+11,7%)”.

lago garda 2011 panorama dal Sommo basso garda 1Secondo i dati proposti dall’assessore al turismo, il lago di Garda è quello che dimostra più attrattività, con una crescita netta del 5,4% delle presenze. Tengono bene le città d’arte (+0,5% con una buona performance di Verona, +1,8%, e un exploit percentuale di Rovigo, dove le presenze sono cresciute del 10%). In sofferenza invece il settore balneare, dove nei primi sei mesi dell’anno le presenze sono complessivamente calate del 5,1%. Soffrono anche le terme (-5,8%) e la montagna (-3,4%). In generale calo le presenze negli alberghi, con un brusco calo del 7,2% di quelli a 5 stelle e di lusso, che parevano immuni dalla crisi. Per contro aumentano, sia pur di poco, i campeggi (+0,7%) e soprattutto gli agriturismi, le cui presenze non conoscono tentennamenti ed hanno visto una crescita del 6,2%.

“Vedremo quali saranno gli esiti di luglio, agosto e di settembre, periodo centrale delle grandi vacanze – ha detto Finozzi – ma i dati parziali finora registrati sono decisamente confortanti. E’ evidente tuttavia che la crisi pesa e che lo sforzo e l’impegno degli operatori per mantenere e accrescere per quanto possibile le presenze di clienti non corrisponde ad un altrettanto buon andamento del ritorno economico, in un settore come quello turistico dove peraltro la concorrenza cresce in tutto il mondo, anche e, talora, soprattutto in termini di bassi prezzi”. “Noi dobbiamo tuttavia perseverare – ha ribadito l’assessore – nel mantenere le posizioni e nell’offrire qualità per una clientela nazionale ed estera di qualità, lavorando sul concreto. D’altra parte, mentre abbiamo certezza di arrivi e presenze registrate, non abbiamo contatori altrettanto sicuri sui flussi economici. Attendiamo quindi dai rappresentanti dei diversi segmenti del turismo (alberghi, campeggi, ristoranti, esercenti di attività collaterali, ludiche e così via) indicazioni circa il rapporto tra andamento dei flussi turistici e redditività e sulle possibilità di investimento. Su questa base – ha concluso l’assessore – ragioniamo quindi su strategie che si riflettano sullo sviluppo complessivo del comparto e dei territori interessati”.