Macroregione del Nord, il PDL ne pone le basi a Verona

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Formigoni: “cambiare la costituzione non è una bestemmia e il nostro modello di riferimento è l’autonomia del Friuli Venezia Giulia”

A Verona nella sede del PdL locale si è riunito lo stato maggiore del Pdl, presenti tra gli altri i tre coordinatori regionali Mario Mantovani (Lombardia), Enzo Ghigo (Piemonte) e Alberto Giorgetti (Veneto), il coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e l’ex-ministro Maria Stella Gelmini. Tutti al fine di approfondire lo scenario della nascita della macroregione del Nord, lanciata nelle scorse settimane dal presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Una regione del Nord, con un’autonomia in grado di essere ancora di più la locomotiva d’Italia è la proposta lanciata da Verona dai coordinatori del Pdl delle regioni settentrionali, che assieme al governatore della Lombardia Roberto Formigoni, al coordinatore nazionale Ignazio La Russa ed ai capigruppo in Regione, “hanno condiviso fino in fondo l’idea di progettazione di una macroregione del Nord”.

Formigoni ha rilanciato sottolineando come l’idea della macroregione “non sia un’ipotesi secessionista. E’ un’ipotesi di modernizzazione e innovazione. I nostri cittadini e le nostre aziende – ha spiegato – meritano più autonomia: è evidente che questa è una proposta istituzionale che presenterò agli altri governatori delle regioni del Nord”. Per Formigoni “cambiare la Costituzione non è una bestemmia, ma lo vogliamo fare a Costituzione invariata e il nostro modello è l’autonomia friulana”, coniando anche uno slogan in latino a proposito: “Ridutio ad Friulium”. Secondo Formigoni, lo statuto speciale del Friuli Venezia Giulia “è dal volto umano, riconosce le particolarità di quel territorio di confine, senza caricarle di privilegi. Vogliamo parlare di autonomia, a partire da quella fiscale, di costi standard, tutti aspetti ignorati da questo governo” senza sconfinare in quegli eccessi “da tagliare e non più giustificabili come quelli del Trentino Alto Adige: uno scenario su cui tutti sono d’accordo” tuona il capogruppo azzurro nel Consiglio regionale del veneto, Dario Bond.

“Proporre una macroregione del Nord significa fare politica del Nord, dove nord sta per Nord Europa”: così Laura Ravetto, responsabile propaganda del PdL presente nella riunione di Verona, secondo cui “si tratta di un contesto nel quale ce la possiamo giocare con Francia e Germania senza timori. Significa ottimizzare le economie di scala e le efficienze da aggregazione. Gli agganci costituzionali e giuridici effettivamente ci sono. Occorre metterci la volontà politica e per questo oggi siamo tutti qui”.

Formigoni è entrato nei dettegli del meccanismo istituzionale: “una proposta a Costituzione invariata che evidenzi l’esistenza in Europa di una regione, il Nord-Italia appunto, che non ha nulla da invidiare alle altre regioni economiche, produttive, all’avanguardia, innovative, ricche d’Europa”. Al termine del vertice, Formigoni ha spiegato di avere lanciato questa proposta “perché il motore dell’economia italiana va riacceso e lo si riaccende da qui. La nostra – ha sottolineato – è una richiesta della possibilità di avere più autonomia, riprendendo la strada del federalismo che questo Governo ha abbandonato. Più federalismo e più autonomia per questa zona del paese significa più sprint per tutto il Paese”.

Uno scenario che interessa anche l’assetto attuale di governo delle tre grandi regioni del Nord oggi governato dalla maggioranza PdL-Lega Nord: Formigoni ha spiegato che “l’accordo che abbiamo stipulato è chiaro: Lombardia, Piemonte e Veneto procedono di pari passo”. “Simul stabunt, simul cadent” ha sottolineato il governatore che ha aggiunto: “in effetti l’accordo con Maroni è molto chiaro. Noi continueremo da alleati a governare in Piemonte, in Veneto e in Lombardia fino al 2015. Se per ipotesi, ma è un’ipotesi del quarto tipo, cadesse uno dei questi governi, cadrebbero subito gli altri due. Ma è un’ipotesi irreale”, almeno al momento: “nel 2015, quando avremo finito questa esperienza insieme di buon governo, decideremo chi saranno i candidati governatori” conclude Formigoni che mette una pietra sulle ambizioni leghiste di guidare la Lombardia per rinnovare l’alleanza politica con il PdL”.