Bolzano, bilancio delle iniziative finanziate dal Fondo Sociale Europeo

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PAB fse-giornata annuale2012 1Obiettivo per i prossimi anni la concertazione e l’interazione tra le iniziative dei vari fondi

Con il convegno “Il Fondo Sociale Europeo in Alto Adige – uno sguardo al passato per programmare il futuro”, si è fatto il punto di quanto fatto e di cosa si farà nel futuro avvalendosi del sostegno dei fondi di sostegno dell’Unione Europea. Nei prossimi mesi si concluderà il negoziato per la nuova programmazione 2014-2020. Alla luce di vari documenti approvati ma non ancora definitivi, nell’ambito dell’incontro annuale del FSE i responsabili della Ripartizione Europa ed i rappresentanti della Commissione Europea hanno informato gli attori economici e sociali locali sullo stato di avanzamento del negoziato con l’obiettivo di approfondire e riflettere sulle implicazioni derivanti dalle numerose novità che caratterizzeranno l’architettura del nuovo Programma operativo. In tal modo si è potuto avviare un confronto sugli aspetti di forza e di debolezza che caratterizzano il contesto sociale ed economico del territorio altoatesino, e come questi potrebbero modificarsi nel medio periodo, al fine di individuare le priorità di intervento su cui finalizzare le risorse a disposizione e i contenuti programmatici che dovranno caratterizzare il nuovo Programma operativo FSE della provincia di Bolzano.

Il direttore della Ripartizione Europa della Provincia, Thomas Mathà, ha sottolineato come da tempo la ripartizione operi per preparare la nuova programmazione puntando ad una visione unica dei Fondi strutturali europei al fine di concentrare gli sforzi su obiettivi strategici facendo confluire le dotazioni dei fondi per evitare doppioni. A tal fine è stato avviato un dialogo anche con i colleghi dell’agricoltura. Come ha proseguito, entro la fine 2012 sarà disponibile una prima stima del fabbisogno effettivo che sarà predisposta dal prof. Tappeiner dell’Istituto di Macroeconomia dell’Università di Innsbruck. Dopo una prima approvazione di fondo da parte della Giunta provinciale vi sarà una finestra di concertazione con gli attori economici e sociali coinvolti, quindi la sintesi dei suggerimenti sarà sottoposta alla Giunta per l’approvazione definitiva per focalizzare il Programma operativo. Questo dovrebbe essere pronto per fine 2013 in modo tale da poter partire con la primavera 2014.

Come ha riferito Andrea Mancini rappresentante della Commissione Europea, il quadro finanziario multiannuale 2014-2020 della Ue è stimato in 1.025 miliardi di Euro, di cui il 33% è destinato alla politica di coesione ed i fondo strutturali, ovvero circa 336 miliardi di Euro. Secondo la “Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio” relativa ai vari fondi (del 14 marzo 2012), di questi mezzi finanziari circa 84 miliardi di Euro ricadono sul Fondo Sociale Europeo. Uno degli aspetti su cui verte la nuova programmazione, come ha proseguito Mancini, sono la crescita intelligente e quindi la concertazione tematica degli interventi per ottenere un maggior impatto e di conseguenza raggiungere esiti concreti. In questa direzione va anche l’indirizzo di puntare sull’interazione fra i Fondi (Fondo europeo per lo Sviluppo Regionale FESR, Fondo di coesione e Fondo Sociale Europeo FSE).

Per l’identificazione degli scenari programmatici, nella proposta vengono così individuati 11 obiettivi tematici per i Fondi di cui 4 riferiti specificamente al FSE, ovvero: promozione dell’occupazione e sostegno della mobilità dei lavoratori; promozione dell’inclusione sociale e lotta alla povertà; investire nelle competenze, nell’istruzione e nell’apprendimento permanente; rafforzamento della capacità istituzionale e promozione di un’amministrazione pubblica efficiente.

Nella “Proposta di Regolamento riferita al Fondo sociale europeo” per il nuovo periodo di programmazione la proposta indica, altresì, una declinazione dei quattro obiettivi tematici in 18 priorità di investimento. Per quanto riguarda le regioni più sviluppate, fra le quali ricade anche la provincia di Bolzano, gli Stati membri sono chiamati a concentrare l’80% della dotazione FSE destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro (o sei) priorità di investimento tra le 18 indicate.