Maxipolo autostradale del NordEst? Sì, no, forse

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Autostrada BS-PD gallerie berici 1
Autostrada BS-PD gallerie berici 1Si torna a dibattere circa la Confederazione autostradale che dovrebbe racchiudere tutte le concessionarie pubbliche: Serravalle, Serenissima, Autovie e Autobrennero

Dopo anni di polvere nei cassetti, torna in auge il progetto di Confederazione autostradale del NordEst, con un’appendice al Centro Nord: Autovie venete, Serenissima e Serravalle con la possibilità di estendere il discorso anche ad Autobrennero tornano a parlarsi e a ragionare di possibili fusioni per ridurre i costi d’esercizio e gli oneri fissi, con l’ottica di ridurre gli oneri anche a favore dell’utenza in modo da rilanciare l’economia.

Per Attilio Schneck, presidente di Senrenissima, questo scenario potrebbe “portare a benefici per l’utenza in termini di riduzione dei pedaggi grazie alla riduzione degli oneri fissi ottimizzando le risorse a disposizione che sono sempre più scarse. Anche per l’assessore ai trasporti della la regione Veneto Renato Chisso il progetto “è sicuramente interessante”. Serravalle, la concessionaria di A4 tra Milano e Brescia, è in vendita da parte degli enti pubblici (comune e provincia di Milano in particolare) e la Confederazione potrebbe essere una destinazione interessante. Emilio Terpin, presidente di Autovie Venete, non si sbilancia: “le decisioni sono in mano a Friulia, la società di partecipazioni della regione Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un vecchio progetto, di cui ufficialmente non sono stato informato di nulla. Circa il futuro di Autovie, il futuro dipende dalle decisioni della Regione”. Scettico anche l’amministratore delegato di Autobrennero Paolo Duiella: “so che ci hanno dato per interessati al progetto, ma io so quanto ne ho letto sui giornali. Di ufficiale non c’è nulla e se anche ci fosse, in questo momento Autobrennero è concentrata sulla gara di rinnovo della concessione e tutto il resto ci interessa poco, anche perché siamo una società finanziariamente in ottima salute e possiamo proseguire autonomamente il nostro cammino”.

Chi guarda con interesse al nuovo scenario sono le banche e le grandi imprese di costruzione. Le banche guardano a collocare in modo sicuro una grande massa monetaria che trova sempre meno impieghi per la crisi economica, capace di avere un’ottima remunerazione su un lungo periodo tramite l’incasso dei pedaggi. I costruttori, nell’odierna penuria di appalti, vedrebbero il nuovo soggetto come un volano in grado di fare ripartire il mercato delle grandi opere civili. Sullo sfondo, lo scenario della quotazione in borsa del nuovo soggetto, che potrebbe porsi dietro al colosso Autostrade per l’itala e prima del gruppo Gavio, entrambi quotati.

Un processo che non è per l’indomani, ma per il dopo-dopodomani, visto che prima di arrivare ad una materializzazione del nuovo polo autostradale è necessario mettere attorno ad un tavolo enti locali talvolta invidiosi l’uno dell’altro, ponendo serie regole per il governo del nuovo soggetto.