Province di Trento e di Bolzano, nel 2013 calano le disponibilità finanziarie

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Euro soldi banconote 500 euro 1-190 milioni di euro per l’autonomia altoatesina e -791 per quella trentina

L’austerity imposta alle autonomie speciali di Trento e di Bolzano, dopo anni di vacche obese, si fa sentire sui bilanci 2013 in corso di preparazione dei due enti. Per la provincia di Bolzano i tagli arrivano a 190 milioni di euro (con la possibilità di calare a 80 milioni nel caso di vittoria in sede di contenzioso con il Governo se le impugnazioni presso la Corte costituzionale andranno a buon fine) e di ben 791 per la provincia di Trento, che vende evaporare ben il 17,1% del proprio ricco bilancio.

Entrando nei dettagli, la manovra di bilancio della provincia di Bolzano prevede un taglio medio del 7% in molti settori, riduzioni minime per sociale e formazione e di circa il 12% sul settore delle strade e delle costruzioni. Da 5,124 a 4,99 miliardi di euro, al netto delle partite di giro si passa da 4,422 a 4,346 miliardi. Per il 2013 la cura dimagrante del bilancio provinciale prevede minori risorse per circa 80 milioni di euro rispetto all’anno precedente. “Siamo consapevoli che in futuro la situazione non sarà destinata a migliorare – ha spiegato il presidente Luis Durnwalder – quindi abbiamo deciso di non accendere mutui, di non indebitare l’amministrazione provinciale solo per rendere meno difficile ridurre oggi alcune spese che tra qualche anno potremmo non permetterci più”. Secondo Durnwalder “proseguiremo la strada già intrapresa l’anno scorso che prevede trattamenti di riguardo per alcuni settori chiave. Mi riferisco soprattutto alle politiche sociali: non possiamo pensare di tagliare ancora il minimo vitale, le prestazioni per i disabili o i non autosufficienti, e dunque questo settore avrà ancora a disposizione un budget di circa 400 milioni di euro. In totale, comprendendo anche la famiglia, la riduzione delle risorse non supererà l’1,8%. Discorso simile anche per il capitolo dedicato alla formazione, che suibrà un taglio minimo dello 0,7%”.

Nel giro di pochi giorni, tutti i singoli assessori valuteranno le risorse a disposizione dei propri dipartimenti, ed elaboreranno un piano per la ripartizione fra i singoli capitoli di spesa. “Ci sarà poi da trattare con il Consorzio dei Comuni – ha sottolineato Durnwalder – ma lunedì prossimo arriverà il via libera definitivo della Giunta provinciale alla legge di bilancio”. Durnwalder, infine, ha ribadito le difficoltà incontrate per “l’incertezza legata a circa 190 milioni di euro che sono oggetto di ricorsi tra Stato e Provincia. Prima di un pronunciamento della Corte Costituzionale non possiamo inserire questi fondi nel bilancio”.

Non solo di tagli si occupa la “manovra” altoatesina: si guarda concretamente anche allo sviluppo mediante una serie di misure atte a supportare le aziende locali che verranno inserite nella legge finanziaria provinciale 2013, in fase di elaborazione. Durnwalder ha sintetizzato alcuni degli interventi principali: il passaggio dai contributi soggettivi a quelli oggettivi (sostegno riferito all’attività economica svolta, quindi anche in caso di subentro, e non al titolare della stessa), un aumento di 60 milioni di euro della dotazione del fondo di rotazione, incentivazioni all’assunzione di apprendisti (“una misura per fronteggiare la disoccupazione giovanile”, ha ricordato Durnwalder). Il pacchetto di interventi comprende anche dal potenziamento dell’export, attraverso l’azione dell’EOS (l’organizzazione della Camera di commercio di Bolzano che si occupa di export e internazionalizzazione dell’economia locale), lo studio di nuovi mercati, le presenze alle rassegne internazionali, le visite guidate in Alto Adige, l’assunzione di garanzia da parte della Provincia, per le imprese che fanno export, fino all’80% del valore della merce. La Giunta provinciale prevede inoltre per le aziende che si insediano in Alto Adige e creano posti di lavoro qualificati un sostegno sottoforma di azzeramento della quota provinciale dell’IRAP per un periodo massimo di 5 anni. Il rilancio dell’economia altoatesina passa anche attraverso l’incentivazione del risanamento edilizio dei centri abitati, che significa un impulso notevole al settore locale delle costruzioni (imprenditori edili e artigiani) e la valorizzazione dei centri storici favorita da un possibile bonus cubatura. Oltre a rilanciare l’economia, si interviene infatti per recuperare cubatura già esistente ma abbandonata senza quindi dover procedere all’assegnazione di nuove zone di espansione nel verde agricolo.

Da Bolzano a Trento: qui la “manovra” è più dolorosa e ha fatto sbottare il governatore Lorenzo Dellai nei confronti del Governo Monti, che da “amico” delle autonomie come era stato salutato all’atto del suo insediamento da parte dello stesso Dellai, si sta rivelando se non nemico quantomeno crudele nei confronti delle stesse, specie quelle del Nord Italia. Le varie disposizioni emanate dallo Stato nel corso dell’ultimo anno prevedono per l’autonomia trentina il taglio di ben il 17,1% del bilancio 2013 (-791 milioni di euro), che cresce fino al considerevole 29,3% se si considerano gli effetti scaturenti dall’accordo di Milano (-568 milioni di euro). Ma il contrappasso per le casse del Trentino rischia di essere ancora più gravoso se l’economia locale non inizierà a “girare” nuovamente, visto che il bilancio della Provincia è legato direttamente al gettito fiscale locale (si alimenta con il 90% delle imposte maturate). Dopo decenni di bilanci in continua crescita, Dellai deve fare i conti con un taglio considerevole, per di più a ridosso di importanti appuntamenti elettorali. Nonostante ciò, le linee guida decise dalla Giunta vanno nella direzione di non toccare la tassazione, mantenendo invariate tutte le imposte e confermando le agevolazioni IRAP. Tra le novitò lo sconto sulla tassa automobilistica del 10% per tutte le nuove immatricolazioni di autoveicoli a standard Euro 5 e superiori e il mantenimento dell’attuale livello dell’imposta di trascrizione sui veicoli (che è la più bassa d’Italia, cosa che attira in Provincia l’immatricolazione di migliaia di veicoli dei noleggiatori di flotte). Si valuta anche l’ipotesi di introdurre una tassa sui soggiorni dei turisti (comparto che vale 3 miliardi di euro) a carico di tutte le categorie che guadagnano con il turismo. Tra i tagli è previsto il calo del 2,5% della spesa corrente, la riduzione del 10% delle spese tramite la centralizzazione degli acquisti e la riduzione del 10% delle spese discrezionali. Tagli anche agli investimenti, confermando solo quelli ritenuti indispensabili.