Trentino, per la riduzione delle spese in politica pronta una proposta

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Consiglio pat Bruno Dorigatti aulaAgFB 1Il Consiglio provinciale si accorda sull’abrogazione della “porta girevole”: cancellati i consiglieri sostituti degli assessori e ridotti i componenti della giunta

Dopo una lunga e intricata trattativa tra maggioranza e opposizione, la politica trentina sembra avere trovato una mediazione sostanzialmente condivisa da tutti i gruppi, volta a contenere ulteriormente i costi della politica della provincia autonomia, già a livelli piuttosto contenuti rispetto ad altre regioni, specie ordinarie. L’accordo di base raggiunto tra i vari capigruppo di maggioranza e opposizione prevede l’abolizioned ella cosiddetta “porta girevole”, il meccanismo introdotto nella scorsa legislatura e che ha dispiegato appieno i suoi effetti in quella vicente che va a chiudersi, dove i consiglieri provinciali eletti componenti della Giunta provinciale decadevano provvisoriamente dalla carica di consigliere provinciale e venivano sostituiti dai primi dei non eletti nelle rispettive formazioni politiche. Un “giochetto” che ha consentito alla maggioranza di aumentare la propria consistenza di 8 componenti con costi per il consigliere surrogato di circa 6 milioni all’anno.

Tagli anche alla Giunta provinciale, che passa da 8 a sei assessori eletti e da 3 a 2 il numero degli assessori “esterni” nominabili dal presidente della Giunta tra personalità esterne al Consiglio stesso in base ad un rapporto fiduciario.

Si è parlato anche di ridurre la dotazione finanziaria ed organica ai gruppi consiliari, anche per rispondere alle direttive emanate recentemente dal Governo, mentre la riduzione del numero dei consiglieri da 35 a 20 non è stata presa in considerazione, anche per il fatto che la riduzione verrebbe ad inficiare pesantemente la rappresentatività delle minoranze etniche e dei territori.

Il patto tra gentiluomini proposto ai gruppi consiliari è ora quello di “blindare” il testo, escludendo modifiche in corso d’opera, onde non vanificare l’ampia convergenza politica necessaria. La bozza di testo unificato potrà essere discussa in Prima Commissione legislativa e poi portata in aula già nel mese di novembre. In questo modo sarebbero garantiti i tempi tecnici – di qui alle elezioni in calendario tra il 13 ottobre e il 3 novembre 2013 – anche per l’eventualità di un referendum confermativo (la legge elettorale provinciale lo contempla per le modifiche alle regole elettorali stesse).

La decisione di rinunciare alla costosa “porta girevole” è dovuta anche alla necessità di eliminare lo scollamento tra potere legislativo e potere esecutivo, che in questa legislatura si è evidenziato oltre misura, riducendo speso l’organo legislativo ad una funzione di ratifica delle decisioni prese dalla Giunta.

Si vedrà se il cammino della proposta in aula procederà come da accordi sottoscritti dai capigruppo, ma imboscate dell’ultimo momento sono sempre possibili.