Provincia di Trento, presentato il bilancio 2013: per la prima volta segna un consistente calo

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Pat presentazione nuovo ospedale trento lorenzo dellai 2 1Il documento contabile presentato dalla Giunta s’assesta a 4,5 miliardi di euro

Dopo anni di continua crescita, per il bilancio della provincia di Trento scocca l’ora del dimagrimento imposto dalle manovre di rientro del debito pubblico imposte dal Governo centrale. Il disegno di legge varato dalla Giunta provinciale presieduta da Lorenzo Dellai riguardante il bilancio di previsione 2013 e pluriennale 2013-2015 vede la riduzione delle risorse pubbliche a disposizione della Provincia: ne deriva la riduzione della spesa corrente, al fine di salvaguardare quella in conto capitale, in particolare gli investimenti considerati strategici per lo sviluppo del Trentino. La spesa corrente dovrà essere ridotta nel 2013 del 2% rispetto al 2012. Del 9% invece quella in conto capitale. Le risorse complessivamente a disposizione per il 2013 si attestano sui 4,5 miliardi di euro.

Diversi i fattori che incidono sulla manovra che il Governo provinciale sottopone ora all’approvazione del Consiglio, una delle più delicate della storia recente. Fra questi, in primo luogo gli effetti della crisi economica internazionale e della recessione che interessa l’Italia in particolare, con una contrazione prevista del Pil nazionale nel 2012 del 2,4%. In Trentino la contrazione sarà invece più contenuta, attorno all’1-1,3%. La crisi continua a produrre effetti negativi in particolare sul fronte delle devoluzioni fiscali, che dovrebbero calare quest’anno del 3,4%, in quanto opera la riserva all’erario del maggior gettito dovuto alla crescita della pressione fiscale. A questo si aggiunge l’effetto della manovra dello Stato per il risanamento dei conti pubblici, che nessuno aveva immaginato avrebbe impattato con tempi così accelerati e così pesantemente sulla finanza locale. Le riserve all’erario, ovvero le somme che lo Stato ha deciso di trattenere per sé, oggetto di contenzioso perché contrarie al dettato dello Statuto di Autonomia, dovrebbero far durare i loro effetti per i prossimi quattro anni. Vi sono poi gli accantonamenti obbligatori – somme che la Provincia non può spendere, pur disponendone – e la riduzione progressiva dei gettiti arretrati, una voce importante del Bilancio provinciale, che spariranno definitivamente nel 2017.

Le prospettive di crescita, per il Trentino, inducono comunque a guardare con fiducia al futuro. Per il 2013 è comunque prevista una crescita, anche se piuttosto contenuta (attorno allo 0,6%), ma la previsione per il 2014 parla di una percentuale pari all’1,4%.

Palazzo Provincia Trento 1L’obiettivo generale che la Giunta si propone con la sua manovra riguarda in particolare il contenimento della spesa corrente, realizzabile attraverso un’accelerazione delle procedure di razionalizzazione e di contenimento delle spese di funzionamento della macchina amministrativa nel suo complesso, tramite il blocco totale del ‘turn over’ di personale, ulteriore centralizzazione dell’acquisto di beni e servizi, compattamento delle strutture che svolgono funzioni simili. E’ prevista inoltre l’adozione, anche da parte di enti e soggetti esterni al settore pubblico provinciale, finanziati in via prevalente dalla Provincia, di azioni analoghe a quelle che interesseranno gli enti della Provincia.

Con la manovra sono fissati vincoli finanziari: il mantenimento dell’equilibrio strutturale del bilancio con un’incidenza della spesa corrente di poco superiore al 63% pur a fronte di una riduzione del volume delle risorse, in grado di confermare una dotazione di fondi per gli investimenti ancora ragguardevole; il permanere di una quota di risparmio pubblico significativamente sopra 1 miliardo di euro l’anno; il controllo del livello di indebitamento dell’intero sistema pubblico provinciale ad una quota attorno al 9% del PIL peraltro a fronte di coperture già iscritte nei bilanci e a vincoli di destinazione degli impieghi a progetti di investimento finalizzati alla crescita. I predetti risultati sono conseguiti nel rispetto di una strategia di finanza volta non solo ad evitare la crescita della pressione fiscale locale, ma pure a favorire ulteriormente un abbassamento dei tributi di competenza della Provincia con l’esenzione totale dall’IRAP per cinque anni per le nuove imprese e con ulteriori riduzioni dell’IRAP a sostegno dello sviluppo economico, con particolare riferimento all’export, all’aggregazione e alla crescita dimensionale delle imprese, alla riduzione dell’elevato cuneo fiscale e contributivo sul lavoro italiano (53,5%) che penalizza le prospettive del lavoro e delle imprese, infine al sostegno dei contratti di solidarietà espansivi. Complessivamente le agevolazioni IRAP comportano per il 2013 una riduzione di gettito per la Provincia pari a circa 74 milioni di euro, da valutare in un quadro di finanza pubblica italiana caratterizzato da una rilevantissima crescita del peso della tassazione locale che negli ultimi 15 anni è triplicato.

Un contributo significativo al rafforzamento dell’autonomia finanziaria della Provincia è assicurato poi dal progetto per la costituzione del nuovo “Fondo strategico di investimento territoriale” alimentato con risorse pubbliche regionali e provinciali, dei fondi pensione, di altri soggetti istituzionali nonché dalle banche locali. Si tratta di un fondo di investimento che potrà raggiungere volumi particolarmente significativi, potendo contare su apporti rilevanti della Regione e su quote dei consistenti volumi di risparmio locale attualmente gestito da attori istituzionali locali (circa 3,5 miliardi di euro). Tale fondo finalizzato al sostegno di progetti di investimento prioritari per innescare processi di sviluppo del territorio (progetti di investimento delle imprese, di internazionalizzazione e di contesto), essendo costruito su un modello di autoalimentazione, potrà costituire uno strumento fondamentale pensato oggi in un periodo di relativa disponibilità finanziaria, ma destinato a diventare essenziale nel medio-lungo periodo, in quanto potrà compensare in parte, sul fronte delle risorse a sostegno delle politiche di sviluppo, la prevista riduzione a medio termine delle risorse pubbliche provinciali per l’esaurirsi degli effetti una-tantum dei gettiti arretrati definiti con l’Accordo di Milano.