Il violoncello jazz di Erik Friedlander sabato al Teatro Fondamenta Nuove

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bonebridgeperlightbox 1Dopo l’originale inizio di stagione con “Opera Riparata”, la stagione entra nel vivo
di Giovanni Greto

Sabato 24 novembre alle 21.00, imperdibile appuntamento con il violoncellista di John Zorn, Erik Friedlander, che presenta il suo nuovo quartetto “Bonebridge”, tra jazz e sonorità folk americane. L’evento è segnalato nell’ambito dell’atteso Salone Europeo della Cultura, Venezia 2019. “Bonebridge” è la nuova band del violoncellista Erik Friedlander e trae ispirazione dalle musiche del Sud degli Stati Uniti.

Partendo dalla sua passione adolescenziale per gli Allman Brothers Band e Johnny Winter, Friedlander ha allargato il proprio trio – già applauditissimo al Teatro Fondamenta Nuove tre anni fa – allo specialista di slide-guitar (e originario di Memphis) Doug Wamble. L’alchimia tra il violoncello e la slide guitar – i due strumenti sono anime gemelle in questo contesto – è alla base della musica originale e emozionante del quartetto, completato da due nomi tra i più straordinari della scena newyorkese come quelli del bassista Trevor Dunn e del batterista Michael Sarin. Nome storico della scena downtown di New York e straordinario virtuoso del violoncello, che porta oltre i confini, Erik Friedlander contribuisce con la stessa disinvoltura e classe a progetti di John Zorn, Laurie Anderson o Courtney Love. Figlio del celebre fotografo di jazz Lee Friedlander – autore di molte straordinarie copertine Atlantic – Erik è cresciuto in mezzo alla musica e si è distinto come uno dei più importanti violoncellisti contemporanei. Ha collaborato tra gli altri con Joe Lovano, Myra Melford, Dave Douglas. Il bassista Trevor Dunn è universalmente riconosciuto per la sua versatilità e imprevedibile creatività. Cofondatore dei Mr.Bungle, complice di John Zorn in molti misfatti sonori, musicista che sa passare dal punk al jazz, ha collaborato tra i tanti con il Kronos Quartet, il ROVA Saxophone Quartet, Wayne Horvitz, Terry Riley, Ellery Eskelin, Gerry Hemingway, Wadada Leo Smith, Henry Kaiser. Messosi in luce nel bel trio del compianto Thomas Chapin, il batterista Michael Sarin è diventato a partire dagli anni Novanta, uno dei musicisti più richiesti e raffinati della scena creative newyorkese, suonando con Mark Dresser, Drew Gress, Myra Melford, Mark Feldman, con David Krakauer e molti altri.