Azove: la filiera certificata per affrontare con successo il mercato post 2020

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Manzato: “un plauso ad Azove, organizzazione veneta di produttori di carne, che sa guardare con lungimiranza al futuro nonostante la difficoltà del comparto”.

Si è svolta l’assemblea annuale di Azove, l’associazione veneta dei produttori di carne. “Azove è una realtà unica in Italia – ha detto il presidente Fabio Scomparin nel corso della tavola rotonda che si è tenuta a Padova a margine dell’assemblea dei soci – perché riesce a garantire nell’intera filiera, dalla stalla alla macellazione, la qualità della carne veneta grazie a standard elevati”.

Nelle parole del presidente dell’unica organizzazione di produttori riconosciuta in Veneto nel comparto delle carni bovine, c’è la soddisfazione di chi sa di aver raggiunto importanti traguardi: un +8% di fatturato nel mese di settembre e un +9% nei capi macellati, contro una crisi che ad altri gruppi sta facendo registrare un calo anche del 12% e che comunque segna una contrazione del comparto a livello nazionale.

Azove, grazie alle certificazioni costruite in anni di duro lavoro (dalla consolidata Iso 90001, alla Rintracciabilità di Filiera Iso 22005) e portate avanti con determinazione coinvolgendo gli allevatori associati, confrontandosi con gli enti certificatori e dialogando con le istituzioni locali, oggi è pronta ad affrontare le sfide che il mercato porrà, soprattutto con la PAC 2020. “Ad Azove va il mio plauso per la capacità di guardare con lungimiranza al futuro nonostante le difficoltà che il comparto sta attraversando” ha esordito l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato, intervenuto ai lavori, secondo il quale “anche la Regione, come le organizzazioni di produttori e le associazioni del settore, si sta preparando alle sfide che ci aspettano nel prossimo futuro, in particolare stiamo lavorando ad un efficientamento delle strutture che operano in ambito agricolo quali AVEPA, Veneto Agricoltura, lo sportello unico e la chiusura degli ispettorati agrari. Accanto a questa azione – ha sottolineato Manzato – di ristrutturazione ci aspetta ora la sfida del nuovo PSR che vogliamo sia ampiamente condiviso con le associazioni e gli operatori del settore, affinché diventi uno strumento sicuro per gettare le basi del futuro del comparto agricolo e agroalimentare veneti, perché ci aspettiamo un consistente calo nei trasferimenti dall’Europa e dobbiamo essere pronti ad essere comunque competitivi ed incisivi nei mercati”.

Ecco perché, è stato ribadito da tutti i relatori presenti all’incontro a diverso titolo, è fondamentale il peso di una filiera corta garantita come quella creata negli anni da Azove, che si esprime nel marchio di qualità “CERTA”, un esempio unico in Italia che si dimostra appetibile per una serie di nuovi mercati come quelli russo e arabo, per non parlare di Cina e Turchia.

Azove è stata riconosciuta dalla regione Veneto con decreto del 2005 come prima organizzazione produttori di carni bovine in Veneto, conta 150 produttori al suo interno e ha la sua sede principale ad Ospedaletto Euganeo (PD) con forti rappresentanze nelle province di Verona e Treviso. La produzione annua è di 50.000 bovini da carne per un fatturato di oltre 130 milioni di euro.

360 le aziende agricole coinvolte nella filiera. 60.000 le tonnellate annue di materie prime e mangimi utilizzati.