Elezioni politiche 2013, “referendum per il Nord”

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A4 inaugurazione Casello Meolo zaia tondo 1Zaia lancia l’appello seguito dal Pdl: “questione settentrionale prioritaria”

L’appuntamento elettorale per il rinnovo del Parlamento sta entrando nel vivo e la politica inizia a focalizzarsi sugli obiettivi principali. Uno di questi è sicuramente quello della riedizione della mai sopita “questione settentrionale”, nel 2013 rilanciato sotto le vesti de “prima il Nord” da parte della Lega Nord, tema fatto proprio anche dal PdL. Per il presidente della regione del Veneto, Luca Zaia, “le prossime elezioni politiche saranno di fatto un referendum pro o contro il Nord. Questa è l’occasione giusta per dire che il Nord deve avere voce. Tocca ai cittadini del Nord scegliere responsabilmente per il Nord perché altrimenti chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

Bond IMG 1052 1Le parole di Zaia sono fatte proprie anche dal capogruppo regionale del partito azzurro, Dario Bond: “sono d’accordo con il governatore Zaia. Le prossime elezioni saranno un referendum pro o contro il Nord. La questione settentrionale è pressante e prioritaria. Non si può perdere un altro treno”. Per Bond “in questi mesi abbiamo assistito a un progressivo accentramento di risorse e competenze a tutto svantaggio delle autonomie locali, regioni e comuni in primis. Il prossimo Governo centrale dovrà invertire la tendenza e potenziare la periferia. Non è un’operazione provincialista, ma l’unico modo per dare una scossa all’intero sistema Paese. Per dirla in altri termini, se riparte la locomotiva del Nord e del NordEst in particolare si mette in moto tutto il resto”.

Una posizione che Bond auspica sia quanto più possibile estesa e condivisa: “mi auguro che queste convinzioni facciano parte del bagaglio che i nostri prossimi parlamentari veneti porteranno con loro a Roma. Si dovranno ricordare da chi sono stati eletti e da dove provengono. Questa dovrà essere la loro stella polare una volta arrivati nella capitale”. Una posizione che parrebbe ffare proseliti anche presso altri settori della politica, ad inziiade dalla Svp altoatesina che non si stanca di definire quello di Monti “il peggior governo della storia per le autonomie”.