Vino veneto, biglietto da visita per l’export della Regione con il 31% del totale Italia

0
220
Le esportazioni di vino per tipologie 1
Le esportazioni di vino per tipologie 1Manzato: “una situazione di primato che va supportata e valorizzata per farla crescere ulteriormente”

I dati dell’export vinicolo veneto confermano il primato dell’enologia veneta, con una ulteriore crescita in valore nel corso del 2012. Nei primi nove mesi del 2012 il valore dell’export enologico regionale ha infatti toccato quota un miliardo 26 milioni di euro, con un aumento del 9,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Se il trend sarà confermato anche per l’ultimo trimestre, il valore delle esportazioni venete di vino supererà quota 1,4 miliardi di euro, pari al 31% del totale italiano.

“Questo non è solo un fatto economico e di prestigio, ma è anche frutto di un impegno e di un adeguamento di produzioni, strategie, innovazioni ed è per noi una grossa responsabilità” ha detto Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto chiudendo a Rocca Sveva di Soave, in provincia di Verona, l’incontro sul tema “Internazionalizzazione del vino veneto e strategie dell’altro mondo”, promosso da Regione, Veneto Agricoltura e Avepa come terzo appuntamento dei confronti dedicati alla vendemmia 2012, della quale sono stati delineate le prospettive di mercato.

“Parlo di responsabilità – ha spiegato Manzato – perché ritengo che l’export dei vini del Veneto sia il vero termometro dell’enologia nazionale. Il sistema enologico veneto, grazie alla sua evoluzione (territoriale, ampelografia, normativa, di mercato, d’innovazione e ricerca, di tecnologie, burocratica e di regolarizzazione) è un esempio da proporre anche a scala nazionale ed europea, nelle politiche di sviluppo e di mercato che il vecchio continente intende darsi. Ci proponiamo come ‘modello’ per le strategie nazionali e per quelle comunitarie, in un Europa dove il futuro del vino deve partire dal sistema vinicolo e non può subire i diktat dei Paesi non produttori”.

Le esportazioni di vino in veneto e in Italia 1L’impegno della Regione è, secondo Manzato, di “sostenere, valorizzare e proporre in ogni sede il sistema che ci vede lavorare assieme per migliorare ancora i nostri risultati, quelli dell’intero Paese e persino quelli dell’enologia europea, basata sul territorio e culla di quella mondiale, che non può farsi trascinare al ribasso e all’omogeneità dalle congiunture di mercato ma deve salvaguardare e valorizzare la propria identità, che è poi la base fondamentale del reddito delle imprese. Tutto questo significa anche, per il Veneto, investire in ricerca e innovazione (e la riforma di Veneto Agricoltura va in questa direzione), proseguendo nell’azione di accompagnamento – indirizzo per migliorare la qualità e rendere sempre più efficienti le filiere. Noi continueremo a seguire e accompagnare l’evoluzione di un sistema millenario ma per niente statico – ha concluso l’assessore – che vuole e deve rispondere alle esigenze delle aziende e all’evoluzione del mercato e del gusto dei consumatori di tutto il mondo”.

I numeri del settore vitivinicolo veneto 2012 parlano chiaro: oltre 77.000 ettari di vigneto; quasi 40.000 produttori (compresi i piccoli agricoltori che producono per l’autoconsumo); 10.800.000 quintali di uva raccolta; 9.257.000 ettolitri di vino, compresi i mosti e i vini acquistati fuori Regione; 1,026 miliardi di euro il valore dell’export nei primi 9 mesi dell’anno, che con un +9,6% rispetto al 2011 fa volare la proiezione finale attorno a 1,4 miliardi di euro. Cifre impressionanti che fanno del Veneto la prima regione vitivinicola italiana e uno dei principali “distretti del vino” a livello mondiale.

Nella splendida cornice del Borgo Rocca Sveva della Cantina di Soave il settore vitivinicolo veneto è stato posto dunque ai raggi X, a partire dall’ultima vendemmia che, nonostante le ondate di calore registrate nei mesi estivi, si è rivelata decisamente buona, sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, anche se in leggero calo rispetto al 2011 (-4%)

Come hanno ricordato nel loro intervento Giuseppe Catarin (Regione Veneto) e Luca Furegon (Avepa), la parte del leone nella vendemmia 2012 è stata fatta, come sempre, dalle province di Treviso (4,59 milioni di q.li di uva raccolta) e Verona (3,78), che da sole coprono i tre quarti della produzione complessiva di uva nel Veneto. Ben lontane seguono le province di Vicenza (quasi 940.000 q.li), Venezia (872.000 q.li), Padova (596.000 q.li), Rovigo (14.000. q.li) e Belluno (poco più di 4.000).

Dei 9,257 milioni di hl di vino prodotti nel 2012 nel Veneto, ben 3,257 milioni sono dati da DOP Bianco, che ha segnato un +12,64% rispetto al 2011, mentre altri 2,378 milioni di hl sono costituiti da IGP Bianco (-2,76%). Ben distante la produzione di vino rosso: il DOP supera di poco il milione di hl (-4,77% rispetto al 2011) e l’IGP arriva a 1 milione e 460mila hl (+0,65%). Crolla invece la produzione di vino bianco non a marchio (748mila hl, -41,71%), mentre cresce quella del vino rosso non a marchio (342.000 hl, +15,01%).

Molto interessante la classifica 2012 delle prime dieci denominazioni di origine venete. Il Prosecco (Glera), con i suoi 2,263 milioni di q.li (38,1% del totale), guarda tutte le altre dall’alto. Seguono Valpolicella (819.000 q.li; 13,8%), Conegliano-Valdobbiadene (815.000 q.li; 13,7%), Soave (754.000 q.li; 12,7%), Bardolino (358.000 q.li; 6%), Bianco di Custoza (164.000 q.li; 2,8%), Venezia (151.000 q.li; 2,6%), Valdadige (112.000 q.li; 1,9%), Colli Berici (70.000 q.li; 1,2%) e Piave (56.000 q.li; 0,9%).

L’export del vino veneto anche quest’anno va bene. Dati alla mano, Maria Teresa Coronella (Regione Veneto) ha ricordato che il 2012 ha segnato un +9,6% sul 2011, spingendo le stime finali (non ancora disponibili) vicine all’1,4 milioni di euro. La Germania rimane il principale sbocco, ma altri mercati si confermano di grande interesse, a partire da Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada.

Nel corso dei lavori, Antonio De Zanche (Veneto Agricoltura) ha presentato uno studio condotto da Veneto Agricoltura sui piani strategici “dell’altro mondo”, ossia dei Paesi produttori di vino dell’emisfero sud: Australia, Nuova Zelanda, Cile, Argentina e Sudafrica. Si tratta di realtà viticole lontane che però rappresentano dei competitors agguerriti nei confronti del vino veneto, avendo dal 1998 al 2009 raddoppiato la propria quota del mercato mondiale, attualmente pari al 25%. Dall’esame dei piani strategici pubblicati negli ultimi dieci anni da questi Paesi emergono gli obiettivi, le azioni e gli strumenti adottati per consolidare il settore vitivinicolo e aumentare la penetrazione sui mercati internazionali. Informazioni, queste, di assoluto interesse per gli esportatori di vino che vogliono conoscere come si stanno muovendo i propri “avversari”, attuali o potenziali, sul campo di battaglia del commercio globale.