Nasce “Rotor”, la nuova frontiera tecnologica per i climbers

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Climbrock rotor
Climbrock rotorGrazie ad una parete di roccia artificiale collocata su un rotore mobile, si riesce a simulare differenti gradi di difficoltà in spazi ristretti

Una grande novità, acclamata alla fiera Ispo di Monaco di Baviera come una sorta di rivoluzione nel suo settore presentata da una ditta trentina, la Climblock di Rovereto. “Rotor” è un grande tamburo rotante alto 5 metri, largo 2,8 dal peso di 3 tonnellate sul quale i climbers possono allenarsi salendo lungo il percorso che si estende 12 metri posto sulla circonferenza del tamburo che, ruotando fino ad una velocità di 2 metri al secondo, riesce a simulare diversi gradi di difficoltà in ambiti ristretti.

La macchina consente agli atleti di prepararsi in ambiente indoor con vari gradi di resistenza, forza e velocità, senza l’ausilio delle tradizionali pareti attrezzate di cui la ditta roveretana è una delle realtà leader, soprattutto nell’innovazione. Prima di “Rotor”, la Climblock aveva sviluppato “Dyno-Wall”, la parete per eseguire test di potenza grazie ad un balzo verso un unico appiglio finale che viene spostato tramite un dispositivo automatizzato e di “FlyBull”, una speciale parete basculante per l’allenamento percettivo.

Per il suo ideatore, Renzo Vettori, “l’atleta può controllare la propria prestazione senza doversi fermare, attuando un allenamento in completa sicurezza senza dover far ricorso ad una specifica attrezzatura, protetti da un materasso a terra in caso di caduta”.