Veneto, ospedali aperti anche alla sera per ridurre i tempi d’attesa per la diagnostica

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Zaia Coletto ospedali aperti sera 1Zaia: “con l’apertura dalle ore 20 alle 24 attuiamo una rivoluzione culturale. Una sfida per l’intera comunità”

Ospedali aperti di notte dalle 20 alle 24 per almeno due giorni alla settimana e nei giorni festivi e prefestivi in Veneto per rispondere alla stringente necessità di limitare le liste d’attesa. Questa vera e propria “rivoluzione culturale”, come l’ha definita il presidente della Regione Luca Zaia, è stata presentata e illustrata alle direzioni strategiche delle Ullss e aziende ospedaliere nel corso di un incontro tenutosi a Venezia dallo stesso Zaia, affiancato dall’assessore alla sanità Luca Coletto e dal segretario regionale per la sanità Domenico Mantoan.

La novità, unica in Italia, è contenuta in una delibera della Giunta regionale e prevede che l’intera rete ospedaliera veneta debba essere attivata entro il prossimo primo settembre, demandando ai direttori generali la definizione operativa e organizzativa su base territoriale. I servizi interessati sono quelli ambulatoriali ma soprattutto radiologici, per ottimizzare al massimo l’utilizzo prima di tutto dei grandi macchinari come Tac e Risonanze Magnetiche.

“E’ una nuova filosofia, una vera rivoluzione – ha detto Zaia – che si rivolge prima di tutto ai 5 milioni di veneti, che sappiamo curare molto bene, ma che ci chiedono tempi più veloci per gli esami e le visite. Avviciniamo la sanità alla gente, rendiamo più efficiente l’intero sistema, creiamo una vera e propria rete di presa in carico del paziente che, attraverso i Centri Unici di Prenotazione, troverà non solo assistenza per la prenotazione singola, ma anche per la definizione del percorso di controlli ed esami dopo una fase acuta passata in ospedale. Il tutto nei tempi più brevi possibili, perché l’obiettivo tendenziale è quello di chiudere le liste d’attesa o, nel peggiore dei casi, di ridurle al minimo fisiologico”.

L’intera operazione sarà finanziata con circa 30 milioni di euro l’anno, frutto della razionalizzazione di spesa già in atto, destinati al pagamento del personale e delle spese organizzative. Ai lavoratori, ovviamente, è garantito il pieno rispetto degli accordi sindacali. Laddove apparisse necessario, i direttori generali potranno attivare anche nuove assunzioni.

Centrale sarà la funzione del Centro Unico di Prenotazione e del Cup Manager, la cui attività dovrà essere anche di vera e propria assistenza al cittadino, fornendo indicazioni e consigli sulla via più breve e comoda da seguire per ottenere la prestazione. Dovranno anche essere attivati sistemi di intercettazione delle prenotazioni con tempi di attesa superiori a quanto prescritto e verifiche immediate se il sistema elettronico dovesse indicare tempi anomali e realizzata un gestione integrata delle agende che comprenda anche il privato convenzionato. Ogni direttore generale dovrà realizzare il “Piano Aziendale Liste Attesa” e attivare un Tavolo di Monitoraggio sulle attese per visite e prestazioni e per i percorsi diagnostico terapeutici.

“Lo spirito – ha sottolineato da parte sua l’assessore Coletto – è quello di avvicinare l’ospedale al territorio e dare una nuova grande opportunità anche a chi lavora ed è costretto a prendersi ferie e permessi per andare in ospedale negli orari abituali. Senza contare che più si usano i macchinari e prima si ammortizzano, ottenendo così anche un obiettivo di ottimizzazione dei costi”.