Croazia, solo il 20,7% degli elettori vota per eleggere i 12 eurodeputati al Parlamento europeo

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bandiera croata e europea 1Altro preoccupante segnale di distacco e di scetticismo verso l’istituzione europea

L’ingresso tra le file dell’Unione Europea quale IIXXX paese aderente della Croazia nasce sotto un cattivo segnale: quello della sostanziale disaffezione degli elettori verso la nomina dei 12 eurodeputati che spetta al paese balcanico. Dopo Grecia, Italia e Germania, anche nella neo entrata Croazia l’antieuropeismo è qualcosa più di un venticello.

A poco più di un anno dalla fine della legislazione e dalle elezioni che rinnoveranno il Parlamento europeo, monta la preoccupazione per la disaffezione popolare verso l’intero progetto. Le bandiere europee bruciate in Grecia l’estate scorsa sono state il primo segnale. Poi sono arrivate le elezioni italiane con il trionfo dei pentastellati. Ora, in Croazia appena il 20,7% degli elettori è andato alle urne per scegliere i 12 deputati che dall’estate prossima siederanno nel Parlamento europeo. “Colpa di una imprudente scelta di data” minimizza il capogruppo del Ppe, Joseph Daul, mentre fonti dei “popolari” sottolineano anche il taglio drastico dei rimborsi elettorali, con la conseguenza che di fatto non si è fatta campagna elettorale.

Ma più preoccupante è il segnale arrivato da Berlino, dove è stato fondato “Alternative fuer Deutschland”, il partito che si presenterà alle politiche di settembre puntando sulla dissoluzione “ordinata” della moneta unica. Guidato da Bernd Lucke, economista cinquantenne cresciuto nella Cdu della Merkel, Afd punta a canalizzare lo scontento e a mettere sotto scacco i “vecchi partiti pietrificati e logori”. Nella Germania che per gran parte del resto d’Europa ha sbagliato ad insistere sul rigore a tutti i costi, il partito anti-euro punta su una chiusura ancora più netta verso quel concetto di solidarietà europea che è stato alla base del segno dei padri fondatori. “Volete che le vostre tasse siano usate per finanziare la Grecia? Volete pagare per un Paese in cui l’evasione è sport nazionale, e la corruzione un’abitudine?” ha chiesto non senza un qualche fondamento Lucke ai suoi potenziali elettori.

Tornando all’esito elettorale croato, le urne sono state una doccia fredda per il governo. Le prime elezioni europee nella storia della Croazia hanno visto primeggiare a sorpresa l’opposizione di centro destra: l’Unione democratica croata ha vinto con il 33%, con sei i deputati eletti all’europarlamento. Il Partito socialdemocratico del premier Zoran Milanovic ha ottenuto 31,7% e 5 deputati. L’altro seggio è stato conquistato da una piccola formazione di opposizione.

I 12 deputati eletti entreranno in carica dal primo luglio. Fortissimo l’astensionismo, giustificato dallo scetticismo degli elettori croati, preoccupati per il loro futuro che vede la disoccupazione oltre il 20%, con la possibilità che i sacrifici e le politiche di austerità non siano affatto terminate.