Turismo, prospettive poco rosee per la stagione turistica veneziana

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vittorio bonacini 1Gli albergatori preoccupati per il proseguo del 2013. Bonacini: “prospettive non esaltanti”

Gli albergatori di Venezia sono pessimisti per il proseguo della stagione turistica 2013. “L’inverno è stato tutt’altro che straordinario, anzi molto triste, con il solo week-end pasquale che si è rivelato interessante. Aprile, però, oggettivamente non sta andando bene e le previsioni per la bella stagione non sono le migliori”. E’ quadro tracciato dal presidente dell’Associazione veneziana albergatori, Vittorio Bonacini, dipinge per l’alta stagione turistica a Venezia. “La situazione nazionale – ha proseguito – è da brivido, con le capacità di spesa degli italiani che sono inesistenti.

Va un po’ meglio a livello internazionale, ma la meta-Italia non ha più un appeal eccezionale, come confermano le previsioni di Federalberghi nazionale, che prevedono per il mercato italiano una flessione del 10,25% riguardo agli italiani che si spostano e del 5% per gli stranieri che arrivano in Italia. Ecco perché non c’é nulla che faccia immaginare situazioni particolarmente serene e positive”.

Bonacini ha quindi sottolineato come uno stagionale su tre, a oggi, sia ancora in attesa di essere riconfermato. “Anche il mercato del lavoro – ha ammesso – risente della mancanza di dinamicità. In più, non dimentichiamolo, a giugno scatterà una doppia rata di Tares. Dal 2008, i nostri fatturati non si sono più ripresi mentre, in compenso, continuano a crescere le attese della pubblica amministrazione, preoccupanti e del tutto fuori luogo”.

Eppure, a guardare i dati, le aperture di nuove strutture ricettive continuano. “Resto sempre colpito con grande piacere – ha concluso il presidente dell’Ava – notando il coraggio delle persone che continuano a fare investimenti cospicui, nell’attesa di ritorni altrettanto cospicui. Credo però che lo si faccia più per una forma di mecenatismo, per un atto d’amore, pensando alla magnificenza di questi palazzi, quando, per numero di camere rispetto alle volumetrie, in altre città sarebbero possibili ben altri risultati: la trasformazione di palazzi in alberghi significa la loro sottrazione all’incuria. Come diceva l’ex sindaco Cacciari, solo un albergatore del resto può permettersi il lusso di coltivare un sogno: si tratta dunque di iniziative coraggiose, ammirevoli e apprezzabili, tutt’altro che da demonizzare”.