Nuovo Governo: ora è indispensabile evitare un’altra mazzata fiscale e rilanciare l’economia

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giuseppe bortolussi cgia mestre 1Bortolussi: “evitare 9,4 miliardi di euro di tasse in più, pari a 370 euro per famiglia utilizzando l’extragettito”. Divina: “facilitare l’accesso al credito di famiglie e piccole imprese obbligando le banche a fare il loro mestiere e a tassi BCE”

“Bene l’incarico ad Enrico Letta. Adesso, speriamo nella formazione di un Governo autorevole che scongiuri l’aumento di un punto percentuale dell’Iva previsto per il prossimo luglio, che riveda l’impianto della Tares e che eviti l’aumento dell’Imu sui capannoni, al fine di farci evitare una stangata fiscale che, rispetto al 2012, dovrebbe costarci quest’anno 9,4 miliardi di euro in più, pari ad un importo medio per famiglia di 370 euro”. E’ questo l’invito che il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, rivolge al nuovo presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta.

Dove trovare i soldi per evitare questo aggravio della pressione fiscale che, rispetto al 2012, quest’anno aumenterà  di 0,4 punti percentuali, attestandosi al 44,4%? “Non dimentichiamo che dal gettito dell’Imu – dice Bortolussi – l’Erario ha incassato 3,6 miliardi di euro in più. Se questi soldi sono già stati spesi ci dicano dove, altrimenti ci sono quasi tutte le risorse per evitare sia l’aumento dell’Iva, che per il 2013 costerà ai cittadini 2 miliardi di euro, sia quello previsto con l’applicazione della Tares, pari a 2 miliardi di euro”. Rispetto ai 21,4 miliardi di euro inizialmente previsti di gettito IMU, la revisione indicata dal Def nel luglio scorso ha fatto scendere a 20,1 miliardi di euro le nuove previsioni di incasso. Visto che il “conto” finale pagato dagli italiani è stato di 23,7 miliardi, vuol dire che rispetto alle previsioni iniziali sono stati incassati 3,6 miliardi in più. Perché mai, allora, il Dipartimento delle Finanze ritiene che l’extragettito sia stato di soli 1,2 miliardi euro?

Verosimilmente, secondo la Cgia, perché con la legge di Stabilità approvata nel dicembre scorso, le nuove previsioni di gettito elaborate dal Def sono state realizzate, con tutta probabilità, considerando le aliquote medie effettive deliberate dai Comuni entro l’autunno del 2012 che presentavano valori medi più elevati rispetto a quelle base usate per calcolare le previsioni iniziali. Questo spiega come mai il Def abbia misurato il gettito previsto in 22,5 miliardi di euro (ben superiore ai 20,1 miliardi iniziali), dimensionando in 1,2 miliardi il maggior gettito necessario per raggiungere quota 23,7 miliardi, che corrisponde al gettito complessivo pagato effettivamente dagli italiani.

LNT Sergio Divina esterno 1Il Governo deve immediatamente intraprendere altre iniziative per riaprire i rubinetti del credito: ne è convinto il senatore Sergio Divina, secondo il quale “è necessario che famiglie e piccole imprese possano avere accesso al credito bancario che da mesi si è chiuso. E’ necessario agire sulle banche per convincerle a tornare a fare il mestiere per cui sono nate: raccogliere denaro e immetterlo nel ciclo economico. Troppo facile – argomenta Divina – investire il denaro in titoli di stato che rendono il 4 o 5% senza alcun rischio”. L’esponente della Lega Nord si spinge più oltre: “in caso di perdurante stasi del sistema bancario che rischia di aggravare ulteriormente la crisi per le famiglie e le piccole imprese, il Governo potrebbe utilizzare lo strumento della Cassa depositi e prestiti per concedere linee di credito alle famiglie per l’acquisto della loro “prima casa” o alle piccole e medie imprese a tassi in linea con il parametro BCE, più un piccolo margine per coprire le spese, ma comunque ben sotto i tassi applicati oggi dalle poche banche che concedono credito”. Inoltre, secondo Divina, vanno rilanciati i consumi “permettendo la defiscalizzazione degli acquisti legati alla mobilia e agli elettrodomestici per la casa e all’acquisto di beni strumentali durevoli per le imprese, ad iniziare dagli autoveicoli per i quali il governo Monti ha ridotto in modo eccessivo i margini d’ammortamento, bloccando di fatto il mercato e amplificando la già grave crisi del comparto auto motive”.