Personale di Rudolf Stingel a Palazzo Grassi

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mostra rudolf stinger palazzo grassi Franz-West 1Venezia ospita un gruppo di opere della collezione Pinault
di Giovanni Greto

La programmazione di Palazzo Grassi alterna esposizioni tematiche di gruppo dedicate alle opere della collezione Pinault e mostre personali di artisti contemporanei. In questo quadro, François Pinault ha invitato Rudolf Stingel a concepire in assoluta libertà un’esposizione, aperta fino al 31 dicembre, per la prima volta dedicata ad un unico artista, coinvolgendo la totalità degli spazi dell’edificio.

Stingel è nato a Merano nel 1956, abita negli Stati Uniti dal 1987, dove è diventato cittadino americano, ma vive e lavora tra New York e la sua città natale. Due anni sono stati necessari per la realizzazione di un importante progetto che si articola in tutte le sale del palazzo. Per la prima volta pareti e pavimenti sono foderati da una moquette che riproduce un tappeto stampato a motivo orientale, in modo che il visitatore ha la sensazione di trovarsi immerso in una gigantesca installazione. Da sempre interessato alla ridefinizione del significato di pittura e della sua percezione, Stingel fa del tappeto un elemento centrale della sua poetica, testimone del trascorrere del tempo e del passaggio delle persone (e infatti in molte parti è stato volutamente creato un effetto vissuto), ma anche fonte di ispirazione, nella varietà di tipologie e tramature, per serie successive di quadri.

mostra rudolf stinger palazzo grassi arazzi 1Il motivo del tappeto riporta alla mente il passato della città di Venezia, la gloriosa Serenissima dei secoli XVI e XVI, e contemporaneamente richiama la cultura mitteleuropea, così importante nella formazione di Stingel, che aveva studiato nella capitale austriaca, e si fonde con l’immagine dello studio viennese di Sigmund Freud, un ambiente unico, caratterizzato da diversi tappeti orientali stesi sul pavimento, sulle pareti, sul divano e sul tavolino. La mostra è altresì un richiamo alle origini di palazzo Grassi, già sede del Centro internazionale delle Arti e del costume, voluto da Franco Marinotti e teatro di un progetto visionario di arte contemporanea promosso dal figlio Paolo. In particolare, l’installazione di Stingel rievoca il ciclo delle “Venezie”, gli olii creati da Lucio Fontana per la mostra “Arte e contemplazione” del 1961. Nei quasi 7500 metri quadrati di superficie, la mostra presenta una selezione di 34 dipinti, alcuni di proprietà dell’artista, altri provenienti dalla collezione Pinault e da altre collezioni internazionali.

Il primo piano ospita un gruppo di dipinti astratti, alcuni dei quali creati appositamente per questo progetto negli studi di Merano e di New York, che offrono un’interpretazione del contesto storico, architettonico ed artistico veneziano. Sono grandi dipinti in olio e smalto su tela, in cui è protagonista il colore argento. Ognuno sembra racchiudere tracce di luoghi remoti, appena percettibili tra le trame e le tessiture della tela. Inoltre la luminosità dell’argento crea nuovi rapporti di luce ed ombra che suggeriscono spazi immaginari dell’anima e dell’inconscio, coinvolgendo lo spettatore in un viaggio spirituale al di là dei confini tradizionali del quadro e toccando uno dei punti più alti e riusciti della sua poetica. Nella sala principale del primo piano Stingel rende omaggio ad un amico scultore, Franz West, da poco scomparso, attraverso un enorme ritratto (3 metri e 34 centimetri per 3 metri e 10), eseguito nel 2011. Nel secondo piano ci sono invece dei ‘Ritratti di sculture’, una selezione di dipinti raffiguranti sculture lignee antiche, spesso religiose, di tradizione altoatesina o germanica, realizzati con la tecnica pittorica del foto-realismo, partendo da fotografie e illustrazioni in bianco e nero. La mostra si propone così di mettere in luce il dialogo esistente tra astrazione e figurazione, sottolineando come il fluire continuo tra queste due polarità contraddistingua la poetica dell’artista, invitando lo spettatore a riflettere sull’idea di ritratto e sul concetto di riappropriazione delle immagini.