Patto sociale per il lavoro Vicentino: 2,5 milioni di euro per proseguire il progetto

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confindustria udine fabbrica lavoro 1Cariverona finanzia con 1,7 milioni di euro l’iniziativa della Provincia

Il Patto sociale per il lavoro Vicentino prosegue grazie al finanziamento per 1,7 milioni di euro garantito dalla Fondazione Cariverona, comunicato per lettera dal presidente Paolo Biasi al commissario straordinario della Provincia berica, Attilio Schneck, che, a sua volta nella qualità di capofila, ha provveduto ad informare i partner di progetto: le 4 conferenze dei sindaci, le 4 Ulss vicentine, le associazioni di categoria (Confindustria, Artigiani, Apindustria, Ascom, Cna) e le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil).

“E’ il riconoscimento – ha esordito Schneck – di un lavoro di gruppo che ha dato risultati importanti. La ‘rete’ ha funzionato e le risposte sono arrivate concrete in termini di numero di tirocini e di persone che hanno beneficiato del progetto. Il Patto sociale del lavoro è stato il paracadute per tante situazioni di difficoltà e oggi possiamo dire ai vicentini che, almeno per un altro anno, possono ancora contare su questo sostegno”.

Il fondo a disposizione è pari a circa 2,5 milioni di euro: 1,7 a carico della Fondazione Cariverona, il rimanente a carico di Provincia e comuni. Rimangono due anche i filoni di intervento: l’azione 1, gestita dai comuni, prevede interventi di assistenza al reddito di soggetti svantaggiati attraverso lavori di pubblica utilità, mentre l’azione 2 prevede un tirocinio in azienda con rimborso mensile a carico del Patto. Rispetto alla prima versione del Patto del lavoro (5 milioni di euro in due anni), questa prosecuzione amplia il numero di categorie di soggetti che ne possono beneficiare. Alle persone con svantaggio lavorativo si aggiungono i lavoratori disabili (esclusi in precedenza perché usufruivano di incentivi provenienti da un fondo diverso), i neo-diplomati e neo-laureati da meno di un anno purché iscritti ai centri per l’impiego.

“Prevediamo di attivare 500 borse lavoro e altrettanti interventi in progetti di pubblica utilità -commenta Alberto Toldo, presidente della conferenza dei sindaci Alto Vicentino, a nome di tutti i colleghi sindaci – Numeri importanti se si tiene conto che interveniamo in favore di persone che senza il sostegno del Patto busserebbero con tutta probabilità alle porte dei nostri uffici sociali. Privilegeremo, in ogni caso, l’azione due, cioè l’utilizzo del fondo per borse lavoro presso le aziende, visto che è una soluzione strutturale e non semplicemente di emergenza”.

Il nuovo Patto prenderà il via a partire da metà settembre (durata prevista un anno), quando terminerà ufficialmente il progetto in corso, in modo da dare continuità ai due progetti a tutto vantaggio dei beneficiari. Solo a settembre si potranno quindi avere i dati definitivi della prima parte del Patto e capire come è stato impegnato il fondo di 5 milioni di euro. I numeri sono, ancora oggi, in evoluzione ma già si parla di 1.176 interventi dei comuni per l’azione 1, per un totale di 862 beneficiari, e 1.080 inserimenti in azienda (azione 2) con circa il 40% dei tirocini conclusi che si è trasformato in rapporto di lavoro.

“Ci eravamo prefissati l’obiettivo di 1.500 interventi tra azione 1 e 2 – commenta Schneck – oggi siamo a 2.256 e ancora il dato non è definitivo. Il numero è ancora più positivo se pensiamo in quale contesto di crisi ci siamo mossi, per cui con ancora più convinzione possiamo dire che fare rete oggi è la strada giusta per raggiungere risultati concreti”