Turismo in Veneto, indispensabile far crescere un’economia di rete tra le imprese del territorio

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buy-veneto-le-contrattazioni-ilnordestA “Buy Veneto” a Venezia centinaia di operatori turistici da tutto il mondo

Una camera d’albergo non basta più per creare economia turistica, né basta una tenda o un appartamento: occorre una rete di servizi e opportunità che soddisfi tutte le aspettative dell’ospite, espresse o inespresse che siano; serve un territorio dove ricettività, negozi di moda, ristoranti, divertimenti, ambiente, sport e le altre offerte esistenti si propongano come offerta d’insieme, capace di crescere e di rinnovarsi, assemblando attrattive e convenienze.

E’ quanto ribadito a Venezia in occasione di “Buy Veneto –Veneto for You”, il tradizionale appuntamento tra operatori turistici e agenzie di viaggio straniere (presenti circa 150 da tutto il mondo) e centinaia di operatori del turismo veneto, quanti non se n’erano visti nelle precedenti 11 edizioni, le cui richieste di contatti hanno mandato in saturazione il calendario degli appuntamenti programmati.

A fianco del cruciale momento degli affari, quest’anno la Regione e il GIST, il Gruppo di specializzazione dei giornalisti della stampa turistica italiana, hanno promosso un confronto sul tema “Turismo straniero. Istruzioni per l’uso”, realizzato con la formula delle interviste dirette ad una dozzina di rappresentanti e imprenditori del settore turistico del Veneto in tutte le sue sfaccettature: dall’albergo alle terme, dal campeggio all’outlet, dal mare alla montagna, dalla campagna alla Villa veneta alle città d’arte, passando per gli studi di mercato che si concretano nella collaborazione creata con Ca’ Foscari e che fanno capo al CISET, il Centro internazionale di studi sull’economia turistica.

Marino Finozzi, assessore regionale al turismo, non ha voluto mancare ai due appuntamenti, anche per avere un polso diretto della situazione, i cui numeri denotano una sostanziale tenuta degli arrivi e delle presenze, che dovrebbe portare ad un pareggio dei dati del 2013 con quello del 2012. Difficile invece dire quale potrà essere l’effetto sul reddito delle aziende del settore, che sono, per così dire, in trincea per ammaliare clienti vecchi e nuovi e che trovano ampia risposta nel turismo straniero, mentre quelle italiano è ancora di segno meno e quasi a due cifre. “Dobbiamo fare una promozione sempre più mirata, a misura delle domande che provengono dai mercati turistici mondiali tra i quali cresce soprattutto quello dell’area Bric – ha sottolineato – con russi e cinesi i cui arrivi e le cui presenze crescono a ritmi eccezionali (per la Cina siamo alle tre cifre). Dobbiamo soprattutto ottimizzare le risorse disponibili che sono sempre meno, calate dai 40 milioni del 2010 ai 10 milioni dell’anno corrente. Siamo certi di avere un’offerta completa, che si amplia a segmenti sempre nuovi, ma dobbiamo presentarci appunto in rete per aumentare ancora il nostro appeal, perché vogliamo e dobbiamo far crescere la nostra industria turistica, il settore produttivo più forte della nostra regione”.