Grenoble, nasce la Macroregione alpina con 70 milioni di abitanti

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macroregione-alpina-firma-grenoble-ilnordestNuovo volano per la crescita e lo sviluppo dell’area più sviluppata d’Europa

Nasce a Grenoble (Francia) la Macroregione alpina, “strategia” di coordinamento delle politiche crescita, equità e sviluppo sostenibile nelle regioni più sviluppate d’Europa, quelle intorno alla catena alpina. Una Macroregione di 70 milioni di abitanti estesa su più di 450.000 chilometri quadrati. L’accordo è stato sottoscritto, presenti i ministri degli Esteri, Emma Bonino, e della Coesione territoriale, Carlo Trigilia, da Roberto Maroni (presidente della Regione Lombardia), Roberto Cota (presidente della Regione Piemonte), Luca Zaia (presidente di Regione Veneto), Gianni Torrenti (Friuli Venezia Giulia), Augusto Rollandin (Valle d’Aosta), le province autonome di Bolzano e di Trento (Luis Durnwalder e Alberto Pacher), e poi Austria, Francia, Germania, Liechtenstein, Slovenia, Svizzera.

Il progetto fu lanciato il 29 giugno 2012 a Bad Ragaz(Svizzera) e la nascita sarà formalizzata nell’ambito del Consiglio Europeo dei capi di Stato e di governo che il prossimo 19 dicembre sarà chiamato a conferire alla Commissione europea il mandato per il Piano d’azione. Il Parlamento Europeo aveva dato il via libera lo scorso mese di maggio. Il Piano d’azione sarà definito entro la fine del 2014, durante il semestre italiano di presidenza dell’Ue e simultaneamente all’avvio della Programmazione europea 2014-2020 dei fondi strutturali. Nel biennio 2013-14 l’Italia presiede anche la Convenzione delle Alpi.

La “Strategia macroregionale”, nelle intenzioni dei firmatari, non prevede stanziamenti di fondi né creazione di nuova burocrazia, ma si propone come strumento di impulso e coordinamento nella gestione delle somme già esistenti ed erogate da Bruxelles, a partire dai 130 milioni di euro erogati nella cornice del Programma spazio Alpino, orientato verso tre priorità: competitività; accessibilità e connettività; ambiente e prevenzione dei rischio. A essere interessati sono oltre all’intero arco alpino, una piccola sezione della costa mediterranea e di quella adriatica, parti dei grandi bacini fluviali di Danubio, Adige, Po, Rodano e Reno, nonché delle regioni prealpine e di pianura con le loro grandi città di dimensione e vocazione europea come Lione, Monaco di Baviera, Milano, Ginevra, Vienna e Lubiana.

Con la risoluzione politica presentata dalla Bonino si sottolinea “l’elevato valore aggiunto” della Strategia sul piano delle politiche di stimolo alla crescita inclusiva e sostenibile dei territori sia montani che urbani, della gestione integrata della mobilità, della competitività, dell’ambiente, dell’energia. A dicembre, inoltre, sul tavolo del Coniglio europeo arriverà anche il piano d’azione per la strategia adriatico jonica, e a quel punto Roma si troverà di fronte a una duplice sfida sul versante delle macroregioni nel corso del proprio turno di presidenza dell’Ue. Secondo Bonino, la Macroregione alpina è l’esempio di “un’Europa delle diversità e del decentramento delle decisioni a livello locali” e perno di una strategia “non passatista ma di innovazione. Essa guarda al futuro e punta a valorizzare aree considerate, non si sa perché, meno propizie e invece portatrici di valori fortissimamente europee” che ha confermato “l’impegno a portare avanti il Piano d’azione nel corso del semestre in cui avrà la presidenza europea”.

Per il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia , la costituenda Macroregione alpina è il “principale tramite delle relazioni tra Mediterraneo e dimensione continentale” e in questa ottica servono “progetti concreti che possono rendere efficaci le strategie macroregionali”.

Soddisfatti i presidenti delle regioni protagoniste dell’accordo, che abbraccia, in Italia, tutte le regioni del Nord. Secondo Roberto Cota, l’avvio di una Macro regione alpina europea “va nel segno del federalismo” e dunque “nella giusta direzione. Si tratta di un processo parte dal basso, da un’area che rappresenta il cuore produttivo dell’Europa e conta circa 20 milioni di abitanti. Tale processo va governato – ha aggiunto – dalle regioni e apprezziamo molto che queste siano poste su un piano di parità. Gli stati nazionali non possono essere una camicia di forza per territori omogenei che devono poter affrontare all’interno dell’Europa i problemi comuni che li riguardano”.

Secondo Luca Zaia, la Macroregione alpina “è la sublimazione di un grande continente che cambia. Abbiamo sancito l’unione di soggetti istituzionali i cui territori insieme costituiscono il cuore dell’Europa che deve vedere protagoniste sempre più quelle comunità omogenee che, condividendo strategie di sviluppo, unitamente affrontano le grandi sfide comuni a cui sono attese, come dimostrano gli incoraggianti risultati sin qui conseguiti dalle due Macroregioni del Baltico e del Danubio. E soprattutto sull’utilizzo delle risorse comunitarie, sulle finalità dei programmi finanziati con fondi europei, che prima ancora degli Stati dovranno essere le Macroregioni i principali interlocutori dell’Ue”.

Roberto Maroni commenta la firma in modo solenne: “oggi è la data di nascita ufficiale della Macroregione alpina. Questo è un fatto importante che vede le regioni italiane del Nord protagoniste. L’impegno di Lombardia, Piemonte, Veneto e poi delle altre Regioni, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, per dare risposte concrete ai nostri cittadini. Si tratta di un percorso che si concluderà fra pochi mesi, durante il semestre di Presidenza italiano dell’Europa”.

Davanti al ministro agli affari europei Thierry Repentin e ai rappresentanti della Commissione europea, il presidente della provincia di Trento Alberto Pacher ha sottolineato che “l’obiettivo quello di definire entro l’anno prossimo, quindi in tempo per incidere sulla programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali europei, inserendosi nel solco della collaborazione già attiva dal 1972 di ArgeAlp che riunisce riunisce dieci Laender, Cantoni e Regioni di Austria, Germania, Italia e Svizzera”.