Friuli Venezia Giulia, permangono situazioni difficili nell’economia locale

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CCIAA Udine giovanni da pozzo presidnete 1
CCIAA Udine giovanni da pozzo presidnete 1Dati in chiaroscuro secondo l’indagine congiunturale condotta da Unioncamere

Cresce moderatamente la fiducia negli operatori, resta frizzante il settore vitivinicolo, ci sono segnali di ripresa anche dalle imprese della meccanica, ma permangono ancora molte situazioni difficili, come le criticità nel commercio, ospitalità e costruzioni, anche se, pure in questi segmenti, si assiste a un rallentamento della negatività: sono gli elementi principali dell’indagine congiunturale Unioncamere Friuli Venezia Giulia, presentata a palazzo Montereale Mantica.

L’indagine tiene conto delle risposte sui risultati del terzo trimestre e le aspettative per il quarto su un campione di 1.374 imprese della regione. Per alcuni settori c’è un’inversione di tendenza, con dati positivi: in particolare nell’industria manifatturiera, in cui il segno, pur di poco, è tornato positivo, dopo tanto tempo, per la produzione (+0,6% tendenziale) e per il fatturato (+2,6%, con una punta di +5,2% per il fatturato estero). Se ancora sono le piccole imprese a soffrire di più in termini occupazionali, il settore registra una sostanziale tenuta dell’occupazione, con un +0,4%, migliore nel “sottosettore” della meccanica, meno per il legno mobilio. Gli imprenditori dicono di essere più fiduciosi: si attendono ulteriori miglioramenti nel quarto trimestre. Altri elementi, inoltre, appaiono meno negativi delle passate rilevazioni: per esempio nel commercio rallenta il calo delle vendite (-0,5% tendenziale) pur con criticità per l’occupazione (-2,4% gli addetti). Analogo discorso per le costruzioni, negli ultimi anni il settore più critico: ora invece rallenta la diminuzione degli addetti (-4,6% tendenziale, ma era -8,3%, -6,6%, -4,8%, -5,9% nei trimestri precedenti) e rallenta pure il calo del fatturato (-1,9% tendenziale, ma era -9,1%,-13,4%, -17,5%, -12,1% nei trimestri precedenti). Resta positiva la situazione delle imprese del vitivinicolo sia per chi esporta sia, anche se in misura minore, per chi opera solo sul mercato interno, mentre al contrario l’ospitalità resta ancora in zona negativa, con un pesante calo degli addetti (-7,3% tendenziale, rispetto ai -4,0%, -3,5%, -6,4%, -5,4% dei trimestri precedenti), dato però certamente influenzato dalla stagionalità che caratterizza il comparto.

Nell’ambito dell’indagine, presentata dal presidente di Unioncamere Fvg, Giovanni Da Pozzo, è stato realizzato anche un focus sul turismo, analizzando le ricadute del turismo sull’attività delle imprese. E’ emerso che il 50% delle aziende si sente coinvolta nei flussi turistici, direttamente o indirettamente, e ne trae vantaggi. Dell’altra metà, il 35,9% ritiene che otterrebbe vantaggi per la sua attività se riuscisse a rientrare nei flussi turistici. Il vitivinicolo è il comparto che per l’81% delle imprese intervistate si ritiene coinvolto direttamente nel flusso turistico, mentre nel commercio lo è solo il 42%. Secondo le imprese intervistate, le caratteristiche della regione in grado di soddisfare le esigenze di un turista sono in particolare la tipicità del territorio, l’offerta enogastronomica, le strutture ricettive, come anche il rapporto qualità-prezzo e le variabili ambientali. Criticità all’attrazione di turisti sono percepite per trasporti pubblici e informazioni in loco. Tra le strategie per migliorare i servizi accoglienza nel 2014: controllo costi gestione, azioni singole o congiunte di promozione, miglioramento informatizzazione.

«Primi importanti segnali di luce e prudente ottimismo» è il commento del presidente Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo ai dati dell’analisi congiunturale economica sulla Regione, «preoccupato per le tante crisi industriali che si stanno verificando sul nostro territorio, ma dobbiamo anche guardare con fiducia e cauto ottimismo questi primi segnali – ha continuato il presidente – che ci riavvicinano ai risultati delle altre regioni del Nord».