Veneto, crescono le presenze turistiche nel 2013

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Caorle Spiaggia 1Forte calo degli italiani, mentre cresce la presenza degli stranieri (al 65,5% del totale). Arrivi a quota 16 milioni (presenze a 61,5 milioni)

Il Veneto del turismo vola come numero di arrivi, che hanno sfiorato nel corso del 2013 i 16 milioni. Per la precisione, sono 15.984.972 i turisti che, dal resto d’Italia e da tutto il mondo, hanno scelto il Veneto come meta per le vacanze o un breve soggiorno, con una crescita dell’1,1% rispetto al 2012. Negativo invece il segno delle presenze, anche se la diminuzione è decisamente contenuta al – 1,3%; in numeri assoluti, questo significa in ogni caso 61.533.281 pernottamenti registrati.

«Il Veneto conferma il suo appeal turistico – afferma l’assessore regionale al turismo Marino Finozzi – soprattutto per quanto riguarda gli ospiti provenienti dall’estero, e il suo primato nell’economia italiana dell’ospitalità, superando quota un sesto delle presenze nazionali. Essere i primi però non ci basta, perché non possiamo sorridere perche perdiamo molto poco rispetto al calo del resto italiano – sottolinea Finozzi – mentre serve una vera politica turistica nazionale che non si fa restaurando carrozzoni, ma cambiando la politica fiscale ed eliminando la burocrazia, in modo da aumentare la concorrenzialità e la redditualità delle nostre imprese. Quelle venete non possono certo rallegrasi: la sostanziale tenuta in termini di arrivi e presenze non ha significato anche tenuta dei redditi, la cui marginalità è sempre più problematica e contenuta proprio per non perdere una clientela che poi sarà difficile far tornare. E il motivo del calo, che poi si traduce in minori investimenti, è sostanzialmente il regime fiscale che non ha eguali al mondo».

lago di garda torbole spiaggia 1Secondo Finozzi «va in ogni caso sottolineato che emerge con prepotenza il problema interno: gli italiani sono più poveri, ce ne sono meno che vanno in ferie e quelli che ci vanno lo fanno per meno giorni, anche se scelgono di massima offerte di maggiore qualità. Se analizziamo i numeri, le vere perdite sono infatti tutte interne». Il numero degli arrivi italiani cala infatti dell’1,3%, ampiamente compensato da un +2,4% dei turisti stranieri, che ormai rappresentano oltre il 65,5% di tutti i turisti che giungono nel Veneto. Di questi, la quota di gran lunga più alta è quella dei turisti di lingua tedesca (Germania con 2.355.590 e Austria con 746.932 in primo luogo), i cui arrivi rappresentano un quinto del totale e quasi il 30% di tutti gli ospiti stranieri. Da segnalare, nella graduatoria degli arrivi, che la Cina si colloca ormai al 5° posto, con 539.373 turisti, e la Russia al 9°, con 315.401.

Ancora più significativa la diminuzione degli italiani in termini di presenze (– 6%), dove la crescita dell’1,2% dei pernottamenti stranieri non compensa la perdita complessiva. Nella graduatoria delle presenze sono sempre al primo posto Germania (13.985.645) e Austria (3.355.675): i turisti provenienti da questi due paesi generano oltre il 28% di tutti i pernottamenti (per fare un raffronto: incalzano quelli di tutti gli italiani, che arrivano al 33,6%) e quasi il 42,5% di tutti i pernottamenti di ospiti stranieri. Seguono, nell’ordine, i Paesi bassi (2.890.616), Regno Unito (2.029.153), Francia (1.978.303), Svizzera e Liechtenstein (1.692.818), U.S.A. (1.589.069), Danimarca (1.358.995). La Russia per presenze si colloca al nono posto superando per la prima volte il milione di pernottamenti (1.018.995), seguita da Belgio e Lussemburgo (757.208) dalla Cina, ancora fuori dalla Top Ten, all’11° posto, con 699.750 pernottamenti: praticamente ancora una “toccata e fuga”.

«I dati turistici, in ogni caso – prosegue Finozzi – ci forniscono orientamenti importanti su motivazioni e preferenze dei turisti di oggi, italiani e stranieri, dei quali si dovrà tenere conto nell’elaborare strategie e interventi sia di promozione sia nella costruzione dell’offerta. Le spiagge subiscono infatti un calo, peraltro attribuibile al maltempo che ha investito il Veneto fino a tutto giugno compreso: c’è un calo del 2,8% sia negli arrivi sia nelle presenze. Ottimo per contro il risultato delle città d’arte (+3,2% degli arrivi e +2,3% delle presenze), che conferma la crescente attrattività delle mete culturali». Anche le località termali, dopo anni di stasi e qualche declino, hanno avuto un +2,5% degli arrivi e la stabilità delle presenze. Al lago e in montagna si nota invece una stabilità degli arrivi (rispettivamente +0,1% e -0,4%), ma una riduzione delle presenze.

Molto significativi anche i dati sulla tipologia di strutture: c’è un ulteriore e pesante calo degli alberghi a 1 e 2 stelle (-7,8%), ma c’è per la prima volta anche un calo delle presenze (e degli arrivi) in quelli a 3 stelle: -1,7%. Crescono invece i 4 stelle (+ 3,6%) e quelli a 5 stelle e di lusso (+2,8%). Ottima anche la performance dell’agriturismo, dove le presenze aumentano dell’8,5%, «a conferma di una ricerca di cultura e proposte agro ambientali – conclude l’assessore – che cresce da anni con ottimi risultati per gli operatori del settore».