Presentato al Parlamento il Testo unico della vite e del vino

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logo-confagricoltura 1Per Confagricoltura Friuli Venezia Giulia la semplificazione normativa è una priorità per le aziende che non possono morire di burocrazia

È stato presentato presso la Commissione agricoltura della Camera dei Deputati il “Testo Unico della Vite e del Vino”. Un documento che unifica tutte le disposizioni in materia di produzione vinicola, attualmente contenute in svariati testi normativi.

Il documento è frutto di un lavoro congiunto che ha coinvolto le diverse sigle di rappresentanza delle realtà economiche del settore vitivinicolo: Confagricoltura con Agrinsieme, Unione Italiana Vini, Federvini, Assoenologi e Federdoc.

Obiettivi del Testo unico – che è stato consegnato ai presidenti della Commissione agricoltura della Camera, Luca Sani, e del Senato, Roberto Formigoni – oltre a quello di unificare le disposizioni normative, sono anche quelli di pervenire a una reale semplificazione dei procedimenti, attraverso un coordinamento e un’armonizzazione delle diverse fonti.

«Il susseguirsi di provvedimenti, a livello comunitario, nazionale e regionale ha creato, di fatto, nel corso degli anni, un coacervo normativo molto intricato ed eccessivo – spiega Piergiovanni Pistoni, vicepresidente di Confagricoltura Friuli Venezia Giulia e presidente della Federazione nazionale di vitivinicoltura -. Dalla vigna, al vino, fino all’imbottigliamento e alla commercializzazione dei prodotti, le imprese devono ottemperare a un numero insostenibile di obblighi. Per questo, come organizzazione, ci siamo fatti promotori del Testo unico finalizzato ad accompagnare, dalla produzione fino alla movimentazione e alla vendita, i prodotti che hanno origine dalla lavorazione delle uve e a disciplinare l’attività dell’intero ciclo economico con le relative implicazioni normative di interesse settoriale e generale».

Il Testo unico è articolato in otto capitoli: le “definizioni” del settore, la produzione viticola, la produzione dei mosti e dei vini, la produzione dei vini a doc, la produzione degli aceti, la commercializzazione e l’etichettatura, i controlli e le sanzioni. La proposta è finalizzata a dare un contributo concreto alla soluzione dei problemi di uno dei settori più importanti del “Made in Italy”. La sburocratizzazione e semplificazione delle norme e degli adempimenti cui devono rispondere le aziende del settore è da tempo, infatti, una delle esigenze maggiormente avvertita dai produttori vitivinicoli.