Diffusione della Drosophila suzukii: il punto in un convegno a Laimburg

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drosofila suzuki femmina 1Esperti e ricercatori di Francia, Spagna e Italia si sono confrontati presso la scuola agricola della provincia di Bolzano

Ricercatori e tecnici esperti della Drosophila suzukii provenienti da Francia, Spagna e Italia hanno scambiato le esperienze e gli esiti delle ricerche fatte nello studio di questo parassita nel corso dell’incontro tecnico internazionale organizzato presso il Centro di Sperimentazione Laimburg a Vadena in provincia di Bolzano. È emerso che il comportamento del fitofago varia in funzione del clima e dell’areale. Gli studi si concentrano su tecniche di controllo alternative quali la cattura massale o l’impiego di insetti antagonisti.

La Drosophila suzukii rappresenta una sfida per l’agricoltura di tante regioni europee. Si tratta di un insetto invasivo proveniente dall’Asia orientale che si è sparso in Europa dal 2009 rappresentando una sfida soprattutto per la coltivazione di piccoli frutti e drupacee. Durante l’incontro, gli scienziati hanno presentato le attuali conoscenze sulla dinamica della popolazione, la biologia ed il comportamento dell’insetto. I dati del monitoraggio in Francia, Spagna ed Italia mostrano che la Drosofila si comporta in modo diverso in ogni regione a seconda delle condizioni climatiche e del paesaggio agricolo che trova. Corrispondenza è stata trovata sul luogo di svernamento favorito, che risulta essere l’ambiente boschivo. Questi risultati saranno correlati con dati climatici per ottenere approfondite conoscenze sulla strategia di svernamento dell’insetto.

Per controllare la Drosophila suzukii vengono seguite molteplici strategie. Oltre alla cattura massale e l’impiego di reti, si studia anche l’impiego di insetti antagonisti che parassitizzano la Drosofila. Mentre l’uso di insetticidi risulta essere efficace soltanto in presenza di basse densità di popolazione, l’impiego di reti con fori di dimensioni molto piccole  dà buoni risultati. «Le reti sono costose e in alcuni casi incidono sulla qualità dei frutti soprattutto delle ciliegie, perché influiscono sul microclima», spiega Silvia Schmidt, esperta del Centro di sperimentazione Laimburg. Una possibile alternativa potrebbe essere l’uso di insetti antagonisti che si nutrono della Drosophila suzukii. Le specie indigene attaccano però anche altri insetti e attualmente l’efficacia del metodo non è soddisfacente e richiede ulteriori sviluppi.

L’analisi degli aromi di piccoli frutti ha, intanto, portato alla scoperta degli aromi preferiti dal parassita che potrebbero condurre allo sviluppo di nuove trappole attrattive da impiegare contro la Drosofila.